Davide Di Gennaro, centrocampista dal passato in serie A e serie B, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a Campania nel Pallone facendo chiarimenti riguardo il suo futuro e ripercorrendo le motivazioni che lo avevano spinto ad accettare il Portici. “Quando è finito il campionato, ho chiesto al presidente Ragosta quali fossero i piani della società, dal momento che la scelta di venire in questa squadra è stata dettata dalla voglia di fare qualcosa di importante per la città in cui vivo e terminare la mia carriera qui, cercando di avvicinare il Portici al professionismo. Ho accettato con piacere la sfida, nonostante le difficoltà e la situazione delicata dell’ambiente societario, puntando al mantenimento della categoria e a porre le basi insieme per un futuro diverso”. Ora, però, il futuro è stato dettato principalmente dall’acquisizione della società da parte della Casa Reale Holding s.p.a – domani è prevista la conferenza stampa di presentazione del progetto che ha in mente la nuova proprietà: “Venuto a sapere dell’acquisizione da parte della nuova Holding, ho cercato di capire quali fossero i loro piani. Non ho avuto modo di avere contatti diretti, ma un intermediario mi ha comunicato che società e nuovo allenatore avessero in mente un progetto incentrato sui giovani“. Era, dunque, doveroso fare chiarezza con i tifosi: “A gennaio, a fronte di offerte economiche importanti di Casertana e Sorrento, ho preferito rimanere perché avevo preso nei confronti di società e tifosi un impegno morale. Appurate le intenzioni della nuova gestione, ho preferito non approfondire il discorso e decidere un futuro diverso”.
Ciò che però il centrocampista non nasconde è una l’amarezza per come sia finita: “Sono dispiaciuto perché l’anno scorso Portici è stata una scelta di vita, di chiudere la carriera qui in una città che mi ha adottato. Al termine della stagione, andare via è stato un peccato. Avremmo potuto fare un lavoro importante e avrei potuto essere un trampolino di lancio per ulteriori obiettivi”. Ritornando sull’anno calcistico appena terminato: “Ho avvertito la responsabilità di fare calcio nella mia città, quindi l’impegno morale è stato posto avanti a tutto. Motivo per il quale anche a dicembre, in una situazione societaria delicata, ho scelto di rimanere. C’è stato un patto con il mister (Sarnataro, ndr) col quale ci si impegnava a portare la nave in porto, perché non potevamo retrocedere nella nostra città. Dispiace perché si potevano creare dei presupposti importanti per la svolta che ci si augurava, nel calcio di oggi è anche difficile trovare calciatori che, nonostante la mia età, possano non solo star bene fisicamente ed essere decisivi, ma anche essere così innamorati della maglia che indossano. Coniugare questo binomio è sempre difficile”.
Alcuni ringraziamenti, però, sono doverosi: “Forse da fuori s’è capita poco la difficoltà che stessimo affrontando nel corso della stagione, ed è per persone come Sarnataro e il suo staff, il Team manager Iodici e il consigliere comunale Minichino che siamo riusciti nell’impresa di concentrarsi esclusivamente sulla salvezza da ottenere e vitale per salvaguardare il calcio in città”. In relazione al rapporto con i tifosi, poi, specifica: “Si può dire che fossero pochi, ma posso anche dire che ciò che ha legato me a quei pochi tifosi ma affezionati è stata la passione per le sorti di questa maglia, eravamo molto innamorati nei confronti di questa città. Quando ci si sente così coinvolti emotivamente, qualche scontro può starci. Ma non posso che ringraziare – ribadisce Di Gennaro – il Fans Club di Portici e il gruppo Ultras, perché non ci hanno mai fatto mancare il supporto necessario e hanno contribuito a ricostruire una serenità la cui mancanza, in una squadra giovane come la nostra, sarebbe stata deleteria”.
Nella consapevolezza di una stagione dagli ottimi numeri, e non soltanto in fase realizzativa, Davide Di Gennaro continua ad essere un profilo appetibile: “La mia priorità è quella di rimanere vicino casa e sto valutando l’offerta del San Marzano, di un progetto che potrebbe essere adatto alle mie esigenze, in primis calcistiche per l’ambizione e gli investimenti della società su stadio e città. Palmese? C’è stato un contatto con mister Sarnataro, ma al momento in primis sto valutando prima il San Marzano. Ciò che conta – specifica il centrocampista che ha contribuito in maniera importante alla sesta salvezza consecutiva dei vesuviani in D – sono gli stimoli; fin quando ne avrò resterò sempre ambizioso, ho ancora voglia di essere protagonista e trascinare una società verso il professionismo”. Infine, ancora sul Portici: “Resta un’esperienza che mi ha segnato, una stagione calcistica importante, ma il dispiacere è che avrei voluto fosse la tappa finale della mia carriera“.
Foto: Portici 1906
