La sfortunata sconfitta di San Siro contro il Milan ha ulteriormente complicato i piani del Napoli, scivolato ad un desolante nono posto in classifica ed a sette punti di ritardo dalla zona Champions. L’imminente sfida al Genoa, che sugli spalti del Maradona vedrà la presenza di un’importante cornice di pubblico, segna per gli azzurri l’inizio di un tour de force da ben nove impegni nel giro di un mese tra campionato e Champions League. Ad attendere i Campioni d’Italia vi è dunque un vero e proprio ciclo di fuoco, che rappresenta una sorta di ultima spiaggia per risollevare le sorti di una stagione sinora tribolata. Per fortuna Walter Mazzarri disporrà finalmente dell’organico al completo, la qual cosa non gli è mai stata possibile prima d’ora.
Al netto della prestazione complessivamente discreta fornita in quel di Milano, l’ultima giornata di campionato ha evidenziato quanto tra le squadre in corsa per l’Europa gli azzurri siano attualmente quella con meno certezze, visto che le altre, pur avendo dei limiti, possono contare su un’identità marcata. Mentre il Napoli vive purtroppo in un costante equivoco tattico, dal quale non risulta assolutamente semplice trovare una via di uscita. La situazione è talmente delicata che qualsiasi soluzione si adotti rischia di rivelarsi sbagliata. Oggi infatti i partenopei danno la sensazione di essere una squadra che se in campo ha un atteggiamento prudente tira in porta molto di rado, mentre così come è più propositiva rischia di essere infilata come un coltello nel burro.
Alla luce di questa mancanza di equilibrio tra le due fasi, si era pensato che la soluzione più adatta potesse essere quella di adattarsi, di volta in volta, alla tipologia di avversario che si ha di fronte, ma allo stesso tempo, un continuo cambiamento di atteggiamento tattico e schemi gioco, rischia di generare ulteriore confusione. A questo punto è forse conveniente affidarsi maggiormente al reparto in cui questo Napoli gode di maggiore qualità e varietà di soluzioni, vale a dire quello offensivo. Dato anche che in campionato il margine di errore è ridotto all’osso, tanto vale giocarsi il tutto per tutto, essere propositivi e cercare di ricavare il meglio da quello che in teoria dovrebbe rappresentare il punto di forza della squadra, pur correndo il rischio di andare incontro a delle imbarcate contro determinati avversari.
Riguardo all’undici che affronterà il Genoa, sono tre i principali dubbi da sciogliere per Mazzarri. Il modulo di partenza sarà quasi certamente il 4-3-3, ma non è del tutto da scartare l’ipotesi 4-2-3-1. Per la porta è ballottaggio tra Gollini e Meret, con l’estremo difensore friulano che ha definitivamente recuperato dall’infortunio e scalpita per tornare titolare. In difesa persiste il dubbio legato al sostituto dello squalificato Juan Jesus, che sarà uno tra Ostigard e Natan. Il centrale brasiliano, dopo l’infortunio alla spalla che l’ha tenuto fermo ai box per un mese e mezzo, ha ripreso ad allenarsi regolarmente con il resto del gruppo da due settimane. A far protendere la scelta più verso Natan è il fatto che, nel caso in cui ad affiancare Rrahmani dovesse essere Ostigard, uno tra il kosovaro e il norvegese, entrambi destri, giocherebbe a piede invertito, mentre l’ex Bragantino è notoriamente di piede sinistro. I due terzini saranno capitan Di Lorenzo e Mario Rui.
A centrocampo, stando anche alle dichiarazioni di Mazzarri, è molto probabile l’esordio in maglia azzurra di Hamed Junior Traoré, che parte favorito su Zielinski per la posizione di mezz’ala a sinistra. In merito agli altri due slot del terzetto, sono certe le presenze di Anguissa nel ruolo di mezz’ala a destra e di Lobotka in cabina di regia. Mentre in merito all’attacco, si va verso la riproposizione del tridente con Politano e Kvaratskhelia ai lati di Simeone. Nel frattempo ancora non vi è certezza per quanto concerne la presenza nella lista dei convocati di Victor Osimhen, il quale, conclusa la Coppa d’Africa, ha fatto rientro a Napoli soltanto nella serata di ieri. In occasione della seduta di quest’oggi il nigeriano ha svolto lavoro in palestra, è dunque da vedere se infine andrà in panchina oppure resterà a riposo.
Di fronte ci sarà un Genoa attualmente dodicesimo in classifica a quota 29 punti. Prima della sconfitta rimediata la scorsa domenica per mano dell’Atalanta, i liguri erano reduci da ben otto risultati utili consecutivi. La compagine guidata da Alberto Gilardino vanta una fase difensiva ben organizzata ed un’ottima capacità nel coprire tutti gli spazi, al contempo fanno affidamento anche su uno sviluppo della manovra abbastanza rapido e che gli permette di sfruttare al meglio le ripartenze. Tra le medio piccole i rossoblu sono certamente la squadra che gode del più alto tasso tecnico tra centrocampo e attacco, infatti il duo offensivo Gudmundsson-Retegui costituisce indubbiamente un pericolo non di poco conto. Gilardino schiererà il suo consueto 3-5-2. Tra i pali ci sarà Martinez. Il trio di difesa vedrà De Winter, Bani e Vasquez. Nel centrocampo a cinque agiranno Sabelli e ed uno tra Messias e Spence sulle corsie esterne con in mezzo Malinovskyi, Badelj e Strootman, con quest’ultimo favorito su Frendrup.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Natan, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Traoré – Politano, Simeone, Kvaratskhelia. All. Mazzarri
Genoa (3-5-2) Martinez – Vogliacco, Bani, Vasquez – Sabelli, Malinovskyi, Badelj, Frendrup, Messias – Gundmundsson, Retegui. All. Gilardino
