Archiviata la sosta per le nazionali, il Napoli riparte da una gara estremamente delicata e che segna una sorta di bivio per le proprie ambizioni. La sfida contro l’Atalanta sarà infatti decisiva per capire se gli azzurri si trovano nelle condizioni di continuare a coltivare qualche flebile speranza di accedere alla prossima Champions League, un obiettivo il cui raggiungimento sarebbe chiaramente possibile solo in caso di un’inversione di tendenza totale rispetto al rendimento di risultati e prestazioni avuto nell’arco di questa stagione. Infatti il Napoli, che nel corso di questa tribolata annata post scudetto non è mai riuscito a racimolare tre vittorie di fila, per sopravanzare Atalanta e Roma e piazzarsi quinto, delle nove partite rimanenti dovrebbe vincerne con ogni probabilità almeno sette. Basandosi su queste premesse, si deduce che ad oggi l’obiettivo realmente alla portata del claudicante Napoli 2023/2024 è l’accesso all’Europa League, il cui secondo slot, se la Coppa Italia non dovesse essere vinta da una squadra che in campionato si posizionerà al di sotto della zona valida per la seconda competizione europea e se, come molto probabile, l’Italia otterrà il quinto slot per la Champions tramite il ranking UEFA, dovrebbe essere garantito anche dal settimo posto. Per la qualificazione alla massima competizione europea vi è dunque circa un 20% di possibilità legato alla matematica e all’eventualità di un Napoli trasformato in questo rush finale, ma è chiaro che soltanto una vittoria nello scontro diretto con gli orobici eviterebbe il crollo definitivo di questa percentuale.
Con alla guida Francesco Calzona di sicuro alcuni passi in avanti dal punto di vista della proposta di gioco ci sono stati, ma in questo momento storico è inevitabile che la sua impostazione tattica con linea alta presenti anche dei contro, tra cui l’eccessiva tendenza ad essere imbucati tra le linee per via di una fase di non possesso lacunosa. Considerati i numerosi problemi tecnico-tattici accumulatisi nel corso della stagione, è ovvio che un’impostazione di gioco come quella che ha in mente Calzona, per essere assimilata a pieno e risultare funzionale sotto ogni aspetto, richiede un determinato tempo di duro e meticoloso lavoro. Il CT della Slovacchia avrebbe avuto ottime possibilità di rivelarsi una scelta azzeccata nel caso in cui fosse arrivato ad inizio stagione, visto che, dei tre allenatori che si sono avvicendati sulla panchina azzurra nel corso di questa stagione, è indubbiamente il più idoneo alle caratteristiche della squadra. Sarebbe potuto essere proprio lui l’uomo giusto per dare continuità al progetto tecnico di Luciano Spalletti, ma essendo subentrato nella seconda metà di febbraio, ereditando una situazione nella quale chiunque avrebbe rischiato di bruciarsi, sarà complicato per lui guadagnarsi la riconferma alla guida del Napoli.
Per quanto riguarda l’undici titolare con cui gli azzurri affronteranno l’Atalanta, risultano essere due i dubbi da sciogliere per Calzona. Tra i pali ci sarà Meret. Nel quartetto difensivo nessun dubbio sulla presenza di capitan Giovanni Di Lorenzo sulla corsia di destra e della coppia Rrahmani-Juan Jesus al centro, mentre per quanto concerne la fascia sinistra tiene banco il consueto ballottaggio tra Mario Rui e Mathias Olivera, con il terzino portoghese leggermente favorito. A centrocampo si prevede la conferma del terzetto con Anguissa e Traorè mezz’ali e Lobotka in cabina di regia. In attacco c’è da far fronte ad una brutta tegola, vale a dire l’assenza di Khvicha Kvaratskhelia, il quale, durante la spareggio decisivo per l’accesso agli Europei tra la sua Georgia e la Grecia, ha rimediato una forte contrattura del muscolo adduttore della coscia sinistra. Ad agire sull’out di sinistra offensivo sarà probabilmente Giacomo Raspadori, ma non è da scartare la carta Jesper Lindstrom. In merito agli altri due slot del tridente, nessun dubbio sulla presenza di Matteo Politano sull’out di destra e di Victor Osimhen nella posizione di centravanti.
Di fronte ci sarà un’Atalanta attualmente sesta in classifica a quota 47 punti, con però la gara interna contro la Fiorentina da recuperare. Per il Napoli c’è dunque la possibilità di scavalcare momentaneamente i bergamaschi, che nelle ultime quattro partite di campionato ha ottenuto soltanto due punti, in virtù dei due pari contro Milan e Juventus e delle due sconfitte rimediate per mano di Inter e Bologna. Tuttavia non bisogna lasciarsi ingannare da questo dato, visto che l’Atalanta, indipendentemente dal passaggio a vuoto in campionato, è indubbiamente una squadra in salute. Non va infatti dimenticato che nell’ultima partita giocata i nerazzurri hanno eliminato agli Ottavi di Europa League lo Sporting Lisbona, ovvero la capolista del campionato portoghese. Giampiero Gasperini schiererà il suo consueto 3-4-1-2. In porta ci sarà Carnesecchi. La linea a tre di retroguardia verrà composta da Scalvini, Djimsiti e Kolasinac. Nel centrocampo a quattro Holm e Ruggeri agiranno sulle corsie esterne con in mediana De Roon ed Ederson. In avanti è in dubbio la presenza di Koopmeiners, che è acciaccato in seguito all’infortunio rimediato con la nazionale olandese. Nel caso in cui non dovesse farcela a giocare dal primo minuto, ad agire nella posizione di trequartista, vista l’indisponibilità di De Kateleare, sarà Pasalic. Le due punte saranno Lookman e Scamacca.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Traoré – Politano, Osimhen, Raspadori. All. Calzona
Atalanta (3-4-1-2) Carnesecchi – Scalvini, Djimsiti, Kolasinac – Holm, De Roon, Ederson, Ruggeri – Koopmeiners – Lookman, Scamacca. All. Gasperini
