Dopo aver demolito il Sassuolo con un roboante 6-1, ritrovando la vittoria e convincendo a pieno forse per la prima volta in assoluto nell’arco di questa stagione, il Napoli si appresta ad affrontare la Juventus nel match clou della ventisettesima giornata di Serie A. In vista della sfida ai bianconeri, per i partenopei l’imperativo è dare continuità ai segnali importanti lasciati dalla gara di Reggio Emilia dello scorso mercoledì.
Quella fornita dagli azzurri al Mapei Stadium è stata una prestazione brillante dal punto di vista sia individuale che del collettivo, è infatti balzata all’occhio l’attuazione di principi di gioco tanto cari all’intero ambiente partenopeo, la qual cosa ha generato un dolce tuffo nel passato. Tra triangolazioni nello stretto, passaggi in verticale, inserimenti, movimenti senza palla, un’efficace riaggressione alta ed un’ottima rapidità di pensiero e di esecuzione, a tratti è sembrato davvero di rivedere il famoso calcio relazionale di Luciano Spalletti, attraverso il quale questa squadra nella passata stagione ha incantato in Italia e in Europa. Non vi è dubbio che Francesco Calzona, tra i tre allenatori che si sono avvicendati sulla panchina azzurra nel corso di questa annata, sia il più idoneo alle caratteristiche della squadra ed il più vicino ai codici tattici che sotto la guida dell’attuale CT della Nazionale Italiana hanno fatto di essa una vera e propria macchina perfetta. L’auspicio è che dunque la sua cura possa dare benefici sempre maggiori partita dopo partita.
Chiaramente quanto accaduto in quel di Reggio Emilia va preso con le pinze, perché sicuramente, oltre ai meriti del Napoli, c’è stata la complicità di un avversario in grande difficoltà e che ha concesso una quantità di spazi che altre squadre difficilmente lasceranno. Ma in ogni caso, in una stagione come questa, che ha visto i Campioni d’Italia non andare oltre il pari contro un Union Berlino reduce da ben dodici sconfitte consecutive, perdere per mano di un Empoli in quel momento penultimo in classifica, rimediare un sonoro 0-4 dal Frosinone in Coppa Italia e sudare sette camice per avere la meglio su Salernitana e Verona, nulla può essere dato per scontato, tanto meno una vittoria per 6-1. Dunque, al netto di un Sassuolo piuttosto vulnerabile, il match del Mapei Stadium ha lasciato dei segnali molto importanti. Si era temuto che la clamorosa beffa di Cagliari potesse essere la pietra tombale e la mazzata definitiva anche sul piano psicologico, invece gli azzurri si sono resi protagonisti di una grande reazione d’orgoglio, palesando una ferocia agonistica che forse non si era mai vista durante questa annata. Dopo i personalismi pagati a caro prezzo alla Unipol Domus, è stato fondamentale anche aver rivisto il giusto spirito di squadra. Prova lampante di questo dato di fatto sono le azioni dei gol, impreziosite da assist come quelli forniti da Anguissa e Politano, frutto non soltanto di genialità e lucidità, ma anche di altruismo, quello che era mancato in terra sarda quando si era avuta la possibilità di chiudere la gara.
Ovviamente per togliersi definitivamente la polvere da dosso servono conferme. L’impressione è che per cambiare rotta e dare uno slancio deciso alle ambizioni di rimonta Champions, ci sia bisogno di un exploit in un big match, come lo è quello di domani sera contro la Juventus. Nel corso di questa stagione il Napoli ha vinto soltanto uno scontro diretto, vale a dire quello di Bergamo contro l’Atalanta dello scorso novembre. È dunque giunto il momento di tornare ad ottenere il bottino pieno contro una big, in modo da innescare il definitivo click mentale e il conseguente ritrovamento di fiducia e consapevolezza nei propri mezzi.
Riguardo all’undici titolare con cui il Napoli scenderà in campo, non sembrano esserci molti dubbi. Tra i pali ci sarà Meret. Nel quartetto di difesa si prevede il ritorno di Juan Jesus al fianco di Rrahmani e di Olivera sulla fascia sinistra, con il terzino uruguaiano favorito nel ballottaggio con Mario Rui. La corsia di destra verrà chiaramente occupata da capitan Giovanni Di Lorenzo. Per quanto concerne il centrocampo, si va verso la conferma del trio schierato in quel di Reggio Emilia, con Hamed Junior Traorè destinato a partire nuovamente dal primo minuto nel ruolo di mezz’ala a sinistra. A completare il reparto saranno certamente Anguissa nella posizione di mezz’ala a destra e Lobotka in cabina di regia. In merito all’attacco è di fatto scontata la presenza del tridente con Politano e Kvaratskhelia ai lati di Osimhen.
Di fronte ci sarà una Juventus che se fino ad un mese fa sembrava destinata a restare in lotta per lo scudetto fino alle ultime giornate, adesso, considerato il ritardo di dodici punti dall’Inter, vede in pratica del tutto tramontate le proprie ambizioni di titolo. I bianconeri infatti, prima della vittoria in extremis contro il Frosinone, in virtù dei pareggi contro Empoli e Verona e dei KO contro Inter e Udinese, hanno ottenuto soltanto due punti nelle precedenti quattro gare. Contro gli uomini di Massimiliano Allegri, l’intento del Napoli dovrà ovviamente essere quello di mantenere il giusto equilibrio tra le due fasi, provando a scardinare il presumibile blocco difensivo basso degli avversari tramite un giro palla intenso ed efficace e ad innescare i tentativi di ripartenza. Per quanto riguarda l’undici iniziale, Allegri si affiderà al suo consueto 3-5-2. In porta ci sarà Szczesny. La linea a tre di difesa vedrà con ogni probabilità Gatti, Bremer e Rugani. Danilo ha recuperato ma non dovrebbe farcela ad essere in campo dal primo minuto. Nel centrocampo a cinque Weah e Kostic agiranno sulle corsie esterne con in mezzo Alcaraz, Locatelli e Cambiaso. Dovrebbero essere quindi Alcaraz e Cambiaso a sostituire gli indisponibili Rabiot e McKennie. Mentre il duo d’attacco verrà formato da Vlahovic con al suo fianco uno tra Yildiz e Chiesa, il quale ha recuperato ma non è certo di giocare dall’inizio.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera – Anguissa, Lobotka, Traorè – Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Calzona
Juventus (3‐5-2) Szczesny – Gatti, Bremer, Rugani – Weah, Cambiaso, Locatelli, Alcaraz, Kostic – Vlahovic, Chiesa. All. Allegri
