Lo scorso 26 maggio, il Napoli e lo stemma tricolore sulle maglie salutavano mestamente la casa del Diego Armando Maradona. Tra i mugugni dei tifosi, si congedava il capitano Di Lorenzo, con un presagio di addio, e la stessa cosa valse anche per Osimhen, mentre mister Calzona – già proiettato ad Euro 2024 con la sua Slovacchia – salutava con neanche troppa fierezza la prima partita alla guida degli azzurri senza aver subito un gol. In effetti, non c’era nulla da festeggiare perché quella partita finì solo 0-0 contro il Lecce e certificò la non qualificazione alle coppe europee per la stagione successiva e il fallimento di quella appena conclusa.
Settantasei giorni dopo, il Maradona si prepara a riaccogliere il Napoli in versione “figliuol prodigo” in una gara che sa tanto di strascico del deficitario campionato scorso. Sì, perché quello che oggi, 10 agosto 2024, va in scena, è il trentaduesimo di finale di Coppa Italia Frecciarossa che vede affrontarsi Napoli e Modena, entrambe decime nei rispettivi campionati scorsi di Serie A e Serie B. Con questo piazzamento di classifica (in generale dal nono posto in giù), la squadra azzurra si è preclusa, oltre che la partecipazione alla Conference League, anche la possibilità di iniziare la stagione ufficiale disputando la gara di Serie A nel fine settimana del 17-18 agosto.

A questa data, il Napoli ci arriverà, perciò, con un primissimo risultato acquisito così come un primo verdetto dato, inevitabilmente, dalla sfida di stasera. In più, e questa è la cosa più importante, ci arriva con un uomo nuovo al comando: Antonio Conte. Ufficializzato lo scorso 5 giugno, il tecnico leccese è chiamato, ancora una volta, a ricomporre con successo i cocci di una squadra rea di aver fallito su tutta la linea la stagione precedente: così è stato con la Juventus nel 2011, così è stato con il Chelsea nel 2016 e mettiamoci anche la credibilità, l’anima e il gioco infusi alla Nazionale Italiana dopo il disastroso mondiale brasiliano del 2014.
Sold out, dunque, nel fu San Paolo di Napoli, perché Conte e la sua storia chiamano ma chiama anche il Modena, che può essere sì un piacevole prologo ma anche una trappola perfetta.
Per disinnescarla, il tecnico ex Juve e Inter si affida al blocco squadra che pare avergli dato più garanzie nelle amichevoli di Castel di Sangro tra Egnatia, Brest e Girona. Il nuovo sistema di gioco, con un assetto difensivo a tre, prevede l’innesto del nuovo acquisto Buongiorno, di Rrahmani e il nuovo ruolo di terzo del capitano Di Lorenzo, ad un passo dall’addio in primavera ma che, ad oggi, si è ripreso i gradi, la fascia e forse anche la fiducia del pubblico di casa. Fiducia è quella di cui sembrano godere i due esterni della linea mediana, ovvero Mazzocchi e Spinazzola: il primo viene da sei mesi interlocutori nel caos delle precedenti gestioni tecniche; l’ex Juve e Roma, invece, si è finalmente unito agli ordini di Conte che non ha mai fatto mistero di stimarlo sin dai tempi dell’Inter. I due azzurri agirebbero ai lati di Lobotka e Anguissa. Il tridente offensivo è ancora da registrare e, in tal senso, molto (tutto) dipende dal futuro di Victor Osimhen, che al momento è ancora azzurro ma in controtendenza rispetto ai piani societari e dello stesso calciatore. La certezza si chiama Kvicha Kvaratskhelia, prevalentemente a riposo negli scorsi giorni ma già imprescindibile per il suo allenatore. Politano dovrebbe agire sull’altra fascia – in attesa di sviluppi dal mercato sul fronte David Neres – mentre al centro dovrebbe esserci Giacomo Raspadori, che tanto bene aveva fatto proprio in quella posizione nel gioco di Spalletti, nell’autunno 2022, quando proprio Osimhen fu indisponibile per problemi fisici.

A saggiare le mire di questo nuovo Napoli c’è il Modena, un piccolo fantasma se si pensa che l’ultima, sciagurata, partita in Coppa Italia dei Partenopei coincide con l’eliminazione dello scorso dicembre, avvenuta per mano di una squadra in maglia gialla, proprio come i canarini emiliani. Allora, fu un baldanzoso Frosinone a rifilare quattro gol al Napoli di Mazzarri, prima di sciogliersi fino alla retrocessione in Serie B.
Il nuovo Modena formato ‘24/’25 conta sulla certezza in panchina di Pierpaolo Bisoli, riconfermato al timone della squadra e che dopo dieci anni riabbraccia il suo pupillo Gregoire Defrel, allenato in Serie A con il Cesena nella stagione 2014/15 ma non convocato per il match del Maradona. Attesa anche per vedere all’opera Mattia Caldara che riparte dalla B dopo un calvario troppo lungo che lo ha visto relegato, da astro nascente del calcio italiano, a meteora nel campionato cadetto. Proprio una sua doppietta, nel 2017 all’allora San Paolo, rifilata al Napoli di Sarri con la maglia dell’Atalanta aveva consacrato il difensore al nostro calcio. Stasera, l’ormai trentenne Caldara si accontenterà di limitare le scorribande di Kvara e soci e non sarebbe affatto poco per il suo allenatore. È verosimile pensare, infatti, che obiettivo primario di Bisoli e della sua truppa sarà quello di arrivare almeno in parità al triplice fischio e giocarsi poi tutto ai tiri di rigore, dal momento che il nuovo format della Coppa Italia non prevede i tempi supplementari fino ai quarti di finale inclusi.
“In Serie A noi ci andiamo lo stesso. Alla faccia dei gufi”. Frase in perfetto stile Conte, pronunciata dallo stesso tecnico salentino alla vigilia della 28esima giornata di Serie B 2011/2012 e in particolare di un Modena-Siena, terminata 1-0 per i bianconeri, allenati indovinate un po’ da chi! Alla fine di quel campionato i toscani hanno raggiunto la massima serie e come loro anche Antonio Conte che però si accasò presso un’altra squadra bianconera, con altri obiettivi poi raggiunti e gufi ben più numerosi e ben più gufanti all’orizzonte.
Dal Modena al Modena, quindi. Perché, al di là di fedi e dialettica coi media, Conte è stato scelto per ciò che ha dimostrato di essere e di valere sul campo come uomo e allenatore, per l’impatto delle sue gesta compiute in questi tredici anni di storia calcistica che, indubbiamente, ha contribuito anche lui stesso scrivere. Di certo, stasera, vorrà riprendere quella penna in mano.
Fonte foto: pagina ufficiale X SSC Napoli
