Pochi minuti fa è andata in scena la conferenza di Antonio Conte, allenatore del Napoli, in vista della sfida di domani contro l’Atalanta reduce dal pari interno contro la Juventus. Il tecnico salentino non poteva che iniziare la conferenza soffermandosi sull’addio di Kvica Kvaratskhelia: «Questo è un Napoli diverso, ognuno può dire se l’addio di Kvicha ha indebolito o meno, ma i 47 punti sono frutto del lavoro di tutta la squadra. Penso anche a calciatori come Mario Rui, Elmas, Zielinski, Osimhen e Kim, tutti calciatori che facevano parte dell’ossatura del Napoli del terzo scudetto. Senza dubbio è una squadra diversa, e il lavoro che abbiamo fatto ci ha portato ad essere credo la squadra che è stata più tempo in testa. Poi, è chiaro, siamo anche la squadra che ha ceduto un suo pezzo da novanta, e che dovrà disputare 18 partite da qui alla fine».
Il principale indiziato a prendere il posto del georgiano resta David Neres: «Su chi e se arriverà qualcuno chiedere al presidente o al direttore. Io sono venuto qui a Napoli per dare una mano ad un club in difficoltà e vivermi un’esperienza in una città che ha una passione unica. Sappiamo che rispetto ad altri club abbiamo dei limiti da rispettare – ha sottolineato l’allenatore-, ma ciò non toglie che ci dev’essere ambizione, perché è con la cattiveria agonistica e con la determinazione che si possono fare cose belle, come restare tra le prime quattro del campionato. Noi abbassiamo la testa e lavoriamo, ci sono cose che si possono indirizzare ed altre no, ma tutte le energie devono essere focalizzate sulla squadra, che merita di essere tutelata».
Conte ha poi continuato focalizzandosi sull’Atalanta: «Si tratta di una realtà ormai consolidata da anni, basta guardare le undici vittorie consecutive che hanno fatto e la vittoria dell’Europa League contro i campioni di Germania. Quando arrivano questi risultati, hai la consapevolezza di potertela giocare con chiunque. Dobbiamo pensare soltanto a noi, siamo cresciuti rispetto all’andata. Ciò che posso dire è che al Napoli servono queste partite per misurarsi contro squadre di questo livello, capire dove migliorare e quanto manca per poter sperare di tornare a vincere».
Non nasconde, poi, la preoccupazione per le conseguenze dettate dall’addio di Kvara e non solo: «È inevitabile che si creino dei rapporti, oltre che tecnici, anche umani fra i calciatori. Dissi già che il mese di gennaio è particolare, oltre alla finestra di mercato, anche per questo motivo. Noi dobbiamo essere bravi a mantenere la giusta concentrazione e la giusta unità di squadra, perché i punti maturati sono frutto di tutti i calciatori, e non soltanto di undici o dodici. Sono felice dell’apporto dato dai nuovi, che dovranno comunque entrare nuovamente in certe dinamiche di spogliatoio, continuano a voler creare una alchimia un po’ scossa dall’addio di Kvara». Ma il tempo stringe, e l’allenatore non ha dubbi: «Certi addii devi metabolizzarli subito, e cercare di sopperire quanto prima a qualsiasi circostanza che possa penalizzare».
Su Atalanta-Napoli: «Non sento di dire che è una sfida scudetto, gli uomini di Gasperini sono lì vicino a noi come l’Inter. Noi abbiamo bisogno ancora di fare degli step perché si possa parlare delle nostre partite come partite scudetto. Dobbiamo fare di tutto per non rimanere ancorati al solo risultato, continuare a lavorare e capire a che punto siamo del percorso».
Infine, per concludere: «La passione a Napoli dei tifosi vale tutto, bisogna far sì che si esca dal campo sempre con la maglia sudata. Se sei primo si crea una passione intorno ai calciatori e al club, noi dobbiamo cavalcarla e alimentarla, senza mai avere rimpianti. Non raggiungi la Champions o fai così tanti punti se non crei qualcosa di produttivo, non siamo finiti lassù per caso, ma stiamo facendo un percorso. E abbiamo dovuto adattarci a tante situazioni, relative anche alle tempistiche di arrivo di alcuni calciatori, ma se ho trovato l’assetto giusto è merito della disponibilità dei ragazzi».
FOTO: Profilo Instagram Antonio Conte
