Napoli, in casa dell’avversario. Come arriva l’Inter alla sfida del Maradona

Arriva il momento della verità. Iniziano le partite da dentro o fuori per cui un’atleta lavora tutti i giorni, quelle che possono segnare in maniera decisiva l’andamento di una stagione. Nell’incontro di cartello della ventisettesima giornata del campionato di serie A l’Inter, prima in classifica con 57 punti, sfida al Maradona, fischio d’inizio previsto domani alle ore 18:00, il Napoli, secondo a quota 56. La partita scudetto inaugura quattro giorni di fuoco per i nerazzurri che mercoledì prossimo affronteranno in trasferta il Feyenoord nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Rispetto alla trionfale cavalcata dello scorso anno faticano molto di più i lombardi che hanno perso due delle ultime cinque partite e anche nell’ultimo turno contro il Genoa hanno stentato trovando il gol del decisivo vantaggio solamente nel finale con il guizzo di Lautaro Martinez. Simone Inzaghi continua a gestire la rosa ricorrendo alla sistematica rotazione degli elementi a propria disposizione, la società non ha lesinato sforzi in sede di mercato per puntellare ulteriormente l’organico ma è innegabile affermare che quando alcuni elementi chiave non si esprimono al massimo finisce per risentirne inevitabilmente la prova di tutto il collettivo che fino ad ora non ha certamente brillato negli scontri diretti. Le assenze per infortunio di elementi cardine accomunano le prime due della classe nell’avvicinamento al confronto diretto. Risulterà fondamentale per questo gestire al meglio le forze in vista dell’incontro di mercoledì e leggere nel migliore dei modi lo sviluppo della contesa. Le forzate rinunce a Zalewski, Carlos Augusto e Darmian riducono all’osso le rotazioni in un settore fondamentale del terreno di gioco, quello degli esterni di fascia. Inzaghi, abituato a ruotare gli elementi disponibili in una zona nevralgica può contare sui soli Dimarco e Dumfries. Il tecnico dovrà essere bravo a coniugare due esigenze: preservare la salute dei suoi cursori prevenendo il rischio di possibili infortuni e trovare quella mossa tattica in grado, nel finale, di scompaginare i piani del rivale. Possibile allora la riproposizione della difesa a quattro con Bastoni pronto a scalare sull’esterno e l’ingresso di un altro centrale. Il recupero di Thuram, solo domattina sarà presa la decisione sul suo impiego dal primo minuto o a partita in corso, restituisce alla squadra una delle sue principali bocche da fuoco, elemento in grado di trovare con continuità la via della rete ma utile anche alla costruzione del gioco di squadra.


Credit: Inter (pagina Facebook)