Lo scontro diretto tra Napoli ed Inter termina in parità, lasciando dunque invariata la situazione ai vertici della classifica. Al di là del risultato finale, nella narrazione della super sfida c’è da rendere onore ad un grande Napoli, che al fischio finale ha ricevuto con enorme merito applausi scroscianti da parte degli oltre cinquantamila presenti sugli spalti del Maradona, i quali hanno sostenuto all’unanimità i ragazzi in campo dal primo al novantacinquesimo minuto. Gli azzurri hanno affrontato la propria diretta concorrente con personalità da grande squadra, facendo leva su tutte le proprie energie fisiche e mentali e dando vita ad una prestazione di cuore, carattere, intensità, qualità ed anche lucidità tattica. I novantacinque minuti di gioco raccontano di un Napoli capace di dominare l’Inter in lungo e in largo, di prevalere in ogni singola statistica e di non soffrire praticamente mai difensivamente. Emblematico è il dato riguardante gli expected goals: 1.95 a 0.32 per il Napoli. I nerazzurri hanno infatti trovato il vantaggio da calcio piazzato ed hanno trascorso il resto della gara all’interno della propria metà campo, senza mai creare palle gol. In particolare nel secondo tempo, i partenopei hanno totalmente azzerato gli uomini di Inzaghi, esercitando sui propri avversari una pressione costante ed incessante e ricordando molto la performance fornita in occasione dei secondi quarantacinque minuti di Napoli-Juventus. Dunque nonostante il gol del pari sia arrivato soltanto a tre minuti dal novantesimo, il risultato di parità sta decisamente stretto agli uomini di Conte, che avrebbero ampiamente meritato di ottenere il bottino pieno.
In vista della partita in questione, l’infortunio di Anguissa rappresentava un ulteriore pesante tegola. Ma a fare le veci del camerunese c’è stato un ottimo Billy Gilmour, protagonista di una prova di alto livello. Il centrocampista scozzese ha recuperato un ampio numero di palloni ed ha garantito qualità, ordine ed equilibrio in mezzo al campo, non sbagliando praticamente nulla in fase di costruzione. Segnali molto importanti giungono anche da Philip Billing, che dopo aver lasciato impressioni positive in occasione dell’esordio contro il Como, ha subito avuto un impatto determinante nel momento in cui Conte lo ha lanciato nella mischia, siglando il gol del pareggio e confermando le sue ottime capacità di inserimento in area di rigore. Non a caso il danese ha messo a segno un considerevole numero di gol durante gli anni trascorsi in Inghilterra con la maglia del Bournemouth. A lasciare buone sensazioni è anche l’altro neo arrivato, ossia Noah Okafor, parso decisamente pimpante al suo ingresso in campo ed in evidente crescita sul piano della condizione fisica, saltando l’uomo in un paio di situazioni. Emerge già una notevole differenza rispetto al suo esordio, che arrivò lo scorso 9 febbraio in occasione dello spezzone finale di Napoli-Udinese. Proprio da un’ottima iniziativa dell’attaccante svizzero è nata l’occasione per il gol vittoria all’ultimo respiro. Se Billing ed Okafor dovessero dare seguito ai segnali forniti sinora, possono sicuramente rappresentare degli uomini in più in questo blocco finale di stagione ed andare sorprendentemente a stravolgere i giudizi sul mercato invernale.
Nell’arco di Napoli-Inter non sono mancate clamorose sviste arbitrali, infatti gli azzurri si sono visti negare un calcio di rigore solare. L’episodio è avvenuto al 31′, quando Dumfries interviene con il braccio all’interno dell’area su un tiro di Spinazzola. Sull’entità del fallo non ci sarebbe alcun dubbio dato che il braccio risulta totalmente staccato dal corpo e quindi largo, tuttavia il VAR non ha preso alcun provvedimento confermando la decisione dell’arbitro di non concedere il tiro dal dischetto. Quando Simone Inzaghi è stato interpellato in merito nel post gara, come suo solito ha provato a girare la frittata aggrappandosi al presunto fallo da rigore di McTominay su Dumfries, che in ogni caso costituisce un episodio ininfluente, considerato che sullo sviluppo della stessa azione è stato concesso il calcio di punizione poi realizzato da Dimarco. Qualcuno dovrebbe dunque tentare di far comprendere al tecnico interista che non vi è possibilità di ricavare due gol da un’unica azione, per quanto con gli avvenimenti delle ultime settimane, tra le bestemmie di Lautaro Martinez rimaste impunite, la clamorosa mancata ammonizione al diffidato Mkhitaryan in Inter-Genoa, il gol siglato contro la Fiorentina sugli sviluppi di un calcio d’angolo viziato da un pallone che aveva oltrepassato la linea di trenta metri ed il sentirsi totalmente libero di occupare ogni zona del campo che non sia la propria area tecnica, si sia potuto comprensibilmente ingolosire.
In occasione dello scontro al vertice di Fuorigrotta, il Napoli è nuovamente riuscito a far emergere la propria forza mentale e capacità di reazione alle avversità. Durante la stagione in corso, a più riprese si è sottolineata l’abilità di questa squadra nel sopperire alle defezioni ed in generale la capacità di tenere botta nella sofferenza e di compattarsi dinanzi a difficoltà di ogni tipo. Se la prestazione del secondo tempo di Como ha lasciato particolarmente amareggiato Antonio Conte è proprio perché in tale occasione, per la prima volta dopo molto tempo, i suoi si sono sciolti come neve al sole. Un crollo della portata di quello verificatosi in riva al Lago non avveniva dal famoso secondo tempo di Verona alla prima giornata di campionato. Tuttavia la prestazione dominante fornita contro l’Inter, porta sia i tifosi che Antonio Conte ad essere molto fiduciosi in merito alla possibilità che la debacle del Sinigaglia resti un caso isolato. L’ottimismo di Conte sul prosieguo del campionato traspare dal suo essersi definitivamente sbilanciato riguardo alle ambizioni Scudetto, lo ha fatto tramite una frase emblematica, che può rappresentare il motto del rush finale e dalla quale emerge grande fiducia e consapevolezza: “Se vogliamo, possiamo“. Il Napoli ha dimostrato di essere la squadra che più di tutte merita il primato in classifica e dando continuità alla prova sfoderata contro l’Inter avrebbe tutte le carte in regola per tentare di riprendersi la posizione nella quale ha trascorso ben diciassette giornate da inizio campionato.
Adesso c’è da stringere i denti e provare in ogni modo a vincere le due partite contro Fiorentina e Venezia, che precederanno la sosta per le nazionali. L’auspicio è che dopo la pausa tutti gli indisponibili siano recuperati a pieno regime e che quindi per le ultime nove finali si possa usufruire dell’intero organico.
