La stagione corrente ha regalato a tifosi e ad appassionati uno dei campionati di Serie C più combattuti ed emozionanti degli ultimi anni. Tra le sorprese di quest’annata figura, senza alcun dubbio, il Giugliano che ha saputo riconfermarsi e che ha concluso la regular season al decimo posto. Questo posizionamento ha permesso ai gialloblù di accedere ai playoff dove, in maniera analoga allo scorso anno, sono usciti al primo turno. Tra gli elementi di spicco della rosa di Bertotto vi è anche il cimitilese Luciano Peluso il quale ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Campania Nel Pallone, dove ha parlato delle difficoltà incontrate al suo primo anno fra i professionisti e delle emozioni provate al primo gol.
Questa è stata la tua prima stagione fra i professionisti. Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato?
“Devo dire che questo è stato un anno intenso pieno di sfide e di insegnamenti. Ammetto che, sopratutto i primi mesi, ho fatto fatica ad adattarmi ai livelli del calcio professionistico. Gli elementi più difficili erano soprattutto i ritmi fisici e di pensiero che ovviamente erano diversi dalla Primavera 2. Per fortuna, grazie al duro lavoro, sono riuscito a superare questi primi ostacoli e a ritagliarmi un posto nello scacchiere titolare di Bertotto.”
Proprio come tuo fratello Michele, hai siglato la tua prima rete fra i grandi ad Altamura. Quello che voglio chiederti è cosa hai provato? Hai pensato a qualcuno in quel momento?
“Sì, ad Altamura ho segnato il mio primo gol fra i professionisti e devo dire che è stata un’emozione indescrivibile. Infatti quando ho segnato, non sapevo nemmeno dove esultare prima volevo andare sulla panchina poi sotto la tribuna. In quel momento, ammetto di non aver pensato a nessuno in particolare, ho solamente ripensato ai sacrifici fatti dai miei familiari.”
Dopo aver svolto tutta la trafila delle giovanili del Napoli, hai deciso di arrivare a Giugliano. Come mai hai scelto questo club? È dovuto alla vicinanza con l’agro nolano?
“Allora, la vicinanza con Cimitile è stato sicuramente un fattore importante nella mia scelta. Ho deciso di firmare per questo club dopo un corteggiamento durato mesi, iniziato nel mese di Gennaio e terminato con la firma nel mese di Luglio. Giugliano è una società ambiziosa, che lavora benissimo con i giovani e che ha una cornice di pubblico spettacolare. Quando ho firmato, sapevo che, con il giusto impegno, sarei riuscito a diventare uno dei protagonisti di questa grande società.”
Inizialmente, qualcuno forse anche in maniera scherzosa, ti ha apostrofato come il “cugino di Gaetano”. Direi che ora sei riuscito ad importi e a non essere solo il cugino di Gianluca Gaetano. Come hai fatto a superare questa cosa e a dimostrare il contrario?
“Essere cugino di un grande uomo e di un grande calciatore come Gianluca Gaetano per me può essere solo un vanto. Gianluca, soprattutto agli inizi, mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato a superare le prime avversità. È normale che poi io voglio essere conosciuto come Luciano Peluso e non come il cugino di Gianluca Gaetano, io penso che, con quello che ho dimostrato nella stagione corrente, ho fatto capire a questi splendidi tifosi di che pasta sono fatto.”
Quando eri partito dai campi di periferia con la Future Boys, avresti mai immaginato di arrivare a questi livelli?
“Il sogno di ogni bambino, quando inizia a giocare a pallone, è quello di raggiungere la Serie A. Quindi sì, l’ho sognato e, per il momento, lo sto realizzando poi è chiaro che questo è solo il mio primo anno fra i professionisti.”
Crediti foto: Agenzia Press Gino Conte – Fotografo ufficiale Giugliano Calcio 1928
