Esclusiva CNP – Carmelo Condemi sull’addio al Nola: “Dispiace per il finale. Il Nola può ritornare in alto solo con Langella..”

L’annata calcistica è ormai terminata e le società si stanno già preparando per programmare la prossima stagione. Questo discorso vale ovviamente per gli allenatori svincolati che si stanno adoperando per trovare una società che punti su di loro. A tal proposito l’ex allenatore di Nola e Angri Carmelo Condemi (tecnico che nel suo palmares conta cinque campionati di Eccellenza, vinti in quattro regioni diverse, e due Coppe Italia Dilettanti) ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Campania Nel Pallone in cui ha parlato del tanto discusso addio alla compagine bruniana e del suo passato.

Sull’addio al Nola – “Parto col dire che non penso più all’esperienza con il Nola. È stata una mia decisione quella di tornare nel club bruniano, nessuno mi ha obbligato. Come ormai è noto, ci sono stati dei problemi con alcuni componenti della società, in particolar modo nella persona di Governucci. Ovviamente tra queste persone, non rientra il presidente Langella. In Campania, tutti sanno bene il valore di Condemi e questo mi rincuora. La mia rabbia è che io ero tornato in un’ambiente in cui ero stimato e ho rischiato di rovinare la mia nomea. Alla fine, a bocce ferme, posso dire che entrambi (Condemi e Governucci) abbiamo avuto una comportamento non idoneo che abbiamo giustamente pagato con il licenziamento. La gente però può dire che sono scarso come allenatore, ma non che sono una persona maleducata e senza educazione.”

Sul presidente Langella – “Il presidente Langella è una grande persona che dispone dei fondi necessari per fare categorie importanti. Quando mi arrivò la sua chiamata, mi colpì la sua voglia di fare.”

Sull’acquisto del titolo – “Sono contentissimo del fatto che il Nola sia tornato in Serie D, anche se con l’acquisto di un titolo. Io non faccio il ruffiano con nessuno, sono una persona con dei difetti ma con un carattere forte che mi permette di camminare a testa alta, tutti abbiamo dei difetti ma se il Nola vuole tornare fra i professionisti può farlo solo con Langella. Però, come gli ho sempre detto, per riuscirci deve sapersi scegliere i collaboratori. C’è anche da dire che, ad oggi, qualcosa nelle sue scelte l’ha sbagliata. Qualche scelta è stata adeguata e qualche altra no.”

Su Angri – “Angri è una piazza stupenda che può disporre di un bacino di pubblico non indifferente. Se lavori discretamente puoi fare grandi cose. Non so cosa abbia portato alla situazione attuale, è un grandissimo dispiacere. So che ci sono dei grossi problemi difficili da risolvere. È un vero peccato, io ad Angri sarei andato anche in Eccellenza perché, come ti dicevo in precedenza, lì ti senti vivo. Quella è una piazza dove non tutti possono allenare. È una realtà dove ci vuole la patente per allenare, perché sono società importanti dove il presidente non deve scegliere solo l’allenatore ma anche l’uomo.”

Su Portici – “A Portici ho conosciuto persone splendide. Quello è un ambiente sano dove si può lavorare tranquillamente. L’unico rammarico che mi porto è il come è finito il rapporto lavorativo. Sono tutt’ora molto legato alle persone che ho conosciuto a Portici. Lì ho avuto a che fare con persone serie, pulite.”

Sul futuro – “Non ti nascondo che ho ricevuto qualcosa. Il fatto però è che non si guadagna più come prima, non ci sono più le condizioni per andare a lavorare fuori dal proprio comune di residenza. Io voglio fare ancora 6 o 7 anni da allenatore perché, nonostante possa vantare ventisei anni d’esperienza, ho ancora tanto da imparare. Io voglio rimanere giovane, infatti faccio spesso la partitella con i ragazzi. Il mio campionato è quello di Serie D. Non posso partire e andare a Lentigione o in Toscana, o nelle Marche. Non me lo posso più permettere. Sto valutando tutte le offerte, ammetto che sto cercando qualcosa vicino casa.”