Esclusiva CNP – Il presidente del Marianella Salvatore D’Andrea sul ricorso: “Ho provato in tutti i modi ad avere giustizia. Sui motivi…”

Il presidente del Marianella Salvatore D'Andrea - credit ASD Marianella

L’annata calcistica è ormai terminata e le società si stanno già preparando per programmare la prossima stagione. A tal proposito il presidente del Marianella Salvatore D’Andrea ha rilasciato un’intervista esclusiva microfoni di Campania Nel Pallone in cui ha parlato del tanto discusso ricorso che ha portato allo slittamento degli spareggi per l’Eccellenza.

Sulla stagione corrente – “Posso essere solo contento dei progressi fatti dal Marianella. Questa è una società di un quartiere di Napoli nata due anni fa e da “matricola” ha fatto un campionato a dir poco stupendo. In questi mesi, l’unico intoppo che abbiamo avuto è stato quel mese di Gennaio in cui siamo riusciti a raccogliere solamente un punto. Purtroppo, quel periodo ci ha allontanato dalla vetta visto che le altre contendenti al salto di categoria andavano più forte che potevano.”

Sui motivi del ricorso – “Un calciatore, secondo il regolamento, può effettuare massimo tre tesseramenti in una stagione e può giocare massimo per due società. Questo ragazzo, che gioca nella Boys Caivanese, ne aveva fatti quattro ed erano anche documentati, però un trasferimento è inspiegabilmente sparito. Il ragazzo era stato ammonito in una gara e c’erano tutte le prove che avesse giocato con questa società. Io ho provato in tutti i modi ad avere giustizia. Mi sono battuto personalmente a Roma e ho fatto tutto il possibile per questa causa. Purtroppo però, come si suol dire, una noce non fa rumore nel sacco. Mi auguro che non ci siano altri casi del genere in futuro visto che saranno molto difficili da gestire.”

Sulla sua ambizione – “Una cosa che nessuno può togliermi è l’ambizione. Non ci sono persone o contesti che me la possono levare. Mi possono sfiduciare, possono fare tutto quello che vogliono ma l’unica cosa che possono fare sarà quella di abbattermi leggermente. Purtroppo, con questo ricorso, ho perso fiducia in tutti i membri della federazione. Abbiamo avuto ragione su qualsiasi cosa ma nessuno, ripeto nessuno, si è esposto, si è degnato di una convocazione. Noi siamo una realtà che fa questo sport solo per passione. Oggi siamo, come ho detto in precedenza, una matricola ma un domani non lo saremo più. Poi valuterò io se ricordare o meno gli atteggiamenti di alcune persone nei nostri confronti.”

Su ciò che l’ha spinto a fare il ricorso – “Non ho avuto scontri a livello personale con la Boys Caivanese. Certo, non dimentico che qualche dirigente loro si è comportato male. Ammetto che mi sono legato al dito quei comportamenti poco rispettosi e ti dirò di più, se non avessimo avuto quella scortesia non avrei nemmeno fatto il ricorso. Chi era al campo sa.

Crediti foto: ASD Marianella