Pochi giorni fa, l’ormai ex presidente del Pompei Francesco Mango ha deciso di lasciare la società e di vendere le sue quote agli imprenditori Francesco Carotenuto e Giuseppe Cirillo. Una scelta che sicuramente non avrà fatto piacere ai tifosi pompeiani che erano riusciti ad approdare, per la prima volta nella loro storia, in Serie D grazie proprio al presidente Mango. A tal proposito, l’ex patron rossoblù ha deciso di rilasciare un’intervista esclusiva ai microfoni di Campania Nel Pallone in cui ha spiegato i motivi che l’hanno portato a questa decisione.
Sui motivi – “Ho deciso di lasciare Pompei, al di là di tutto, per i miei tanti impegni lavorativi che ho trascurato in questi nove anni calcistici. Poi si era spenta anche quella scintilla, non per colpa della città o della tifoseria. Purtroppo, preferisco non parlare delle situazioni che hanno portato a questa scelta, però era arrivato il momento di fare un passo indietro. La voglia, sin dal primo momento, è stata quella di mantenere il titolo della Serie D perché Pompei è una città che merita. È un brand mondiale con una tifoseria educata, composta da persone genuine. È stato solo un onore e un piacere. Ho dato tutto a Pompei e ho ricevuto tanto dai pompeiani.”
Sul presunto interesse per la Turris e per l’Angri – “Ti dico la verità, avevo la possibilità di continuare, visto che economicamente non ero più solo. Avevo la possibilità di avere, insieme al mio amico Paolo Crossi, l’ausilio di qualche imprenditore. C’era quindi la possibilità di andare avanti senza farsi male economicamente. Per quanto riguarda le voci che mi vedono interessato all’acquisizione di Turris e Angri, ci sono stati contatti ma, come ho sempre detto, ho deciso di prendermi un anno sabbatico e di dedicarmi unicamente alla mia attività.”
Sul momento più bello vissuto a Pompei – “Tra i tanti bei momenti che ho vissuto con il club rossoblù, quello più memorabile è stato il momento in cui ho riportato il calcio a Pompei. Vedere quella luce, che mancava da dodici anni, riaccendersi nei cuori dei tifosi pompeiani è stata la gioia più grande che potessi provare. Ho fatto vivere a questa città di fama mondiale emozioni uniche e raggiunto tutti gli obiettivi dichiarati. Ho mantenuto tutte le parole date. L’unico rammarico è che l’unica promessa che non ho mantenuto, non per causa mia, era quella riguardante lo stadio. Ci sono state tante promesse su queste strutture, su questo campo, ma purtroppo non sono state mai mantenute. Mi auguro che quest’anno, nonostante le tante difficoltà che sicuramente ci saranno, riescano ad avere un campo tutto loro. Però ripeto, la gioia più grande è stata riaccendere quella luce calcistica nei cuori dei pompeiani. Abbiamo dato a Pompei un ruolo centrale nel calcio campano, la gente prima la conosceva solo per gli scavi e ora, grazie al lavoro fatto in questi tre anni, anche calcisticamente. Come si suol dire nel dialetto napoletano, ho lasciato ai miei successori un letto già fatto. Ora dipende tutto da loro.”
Foto: FC Pompei
