Dopo i sei punti ottenuti contro Sassuolo e Cagliari nelle prime due giornate di campionato, la sfida contro la Fiorentina allo stadio Artemio Franchi rappresentava per il Napoli il primo grande test stagionale, che per gran parte di esso è stato caratterizzato da una supremazia schiacciante da parte degli azzurri, capaci di dominare i viola in ogni zona del campo. Il banco di prova di Firenze è stato dunque superato a pieni voti dai Campioni d’Italia, protagonisti di una prova di forza molto significativa sul piano del gioco, della qualità, della consapevolezza nei propri mezzi, della personalità ed appunto dell’atteggiamento tattico. L’approccio alla gara è stato da squadra con mentalità da grande, il Napoli si è infatti palesato super aggressivo sin dal primo istante di gioco ed ha mantenuto il piede puntato sull’acceleratore anche dopo aver ottenuto il vantaggio, imponendo un ritmo travolgente e mettendo la compagine guidata da Stefano Pioli letteralmente alle corde.
Si è visto un Napoli che ha mostrato grande qualità, intensità e varietà di soluzioni nel palleggio e che allo stesso tempo ha attuato un’egregia interpretazione della fase di non possesso, tramite una ri-aggressione immediata di pregevole fattura. Il match ha visto il Napoli totalmente padrone del campo per settantacinque minuti e poi accusare un calo negli ultimi dieci minuti. La fase di sofferenza nel finale ha fatto un po’ arrabbiare Antonio Conte, che nel post gara, pur esprimendo la propria soddisfazione per il dominio messo in atto, ci ha tenuto a sottolineare che c’è ancora da migliorare su determinati aspetti, tra cui proprio la gestione dei finali. Parole che testimoniano la fame, la ferocia, il perfezionismo e la maniacalità del tecnico salentino, che sono alla base della costante evoluzione mentale e tattica di questo Napoli.
Oltre alla grande prestazione del collettivo, ci sono da segnalare diverse prove individuali maiuscole, vedi lo strepitoso esordio di Rasmus Hojlund, che ha avuto un impatto semplicemente devastante nel mondo Napoli. La performance del centravanti danese è stata da incorniciare, da far vedere nelle scuole calcio in virtù di un’interpretazione del ruolo davvero magistrale. L’ex Manchester United si è subito manifestato come un’attaccante di straordinaria completezza, mostrando tecnica, rapidità, fisicità, intelligenza, notevoli doti nell’attacco alla profondità, abilità nel proteggere palla, smistarla e far salire la squadra. Hojlund ha svariato su tutto il fronte offensivo favorendo un gioco più verticale ed è stato praticamente perfetto nei movimenti e nelle scelte. Il gol da lui messo a segno è stato da centravanti di razza, ha infatti visto il classe 2003 scattare alle spalle di Pongracic, scappare in velocità allo stesso difensore croato, resistere alla sua pressione ed andare a segno con freddezza davanti a De Gea.
Per il primo gol di Rasmus Hojlund con il Napoli vanno però attribuiti grandi meriti anche a Leonardo Spinazzola, che lo ha lanciato in profondità tramite un gran filtrante d’esterno. È subito saltata all’occhio anche la sua bravura nel dialogare con i centrompisti e favorire i loro inserimenti con gli uno due, con McTominay e De Bruyne è per l’appunto già emersa una certa intesa. McTominay è stato ancora una volta primo per km percorsi, offrendo la consueta prova di qualità, quantità e sostanza. L’anglo-scozzese ha agito per larghi tratti in posizione un po’ più arretrata, svolgendo, pur non facendo mai mancare la sua presenza in zona offensiva, un eccellente lavoro da mediano di rottura, a dimostrazione di quanto il numero otto azzurro sia un calciatore totale. De Bruyne ha sbloccato la gara spiazzando De Gea con freddezza dal dischetto e si è mosso per il campo con classe ed eleganza impreziosendo notevolmente la manovra.
Altra prova maestosa è stata quella fornita da Frank Anguissa, che ha fatto prevalere la propria straripante fisicità in mezzo al campo ed imposto classe e potenza in entrambe le fasi. Il camerunese è stato protagonista in due dei tre gol, andando a premiare con una gran palla d’esterno il taglio di Di Lorenzo nell’azione del rigore poi da lui stesso procurato e servendo l’assist per il 3-0 firmato da Beukema. Tra i migliori in campo del match vi è stato anche Giovanni Di Lorenzo, il quale ha dato un apporto fondamentale in entrambe le fasi. In fase di possesso il capitano azzurro è venuto costantemente dentro il campo, agendo di fatto da mezz’ala aggiunta ed entrando costantemente nel vivo della manovra offensiva; ma da sottolineare è anche la sua ottima prova difensiva ed il miracoloso intervento ad anticipare Kean sullo 0-2. Quella offerta dal Napoli al Franchi è stata una prestazione di qualità ma anche di sostanza e solidità ed a tal proposito una nota di merito importante va data anche ai due centrali difensivi, ossia Beukema e Buongiorno. Buongiorno ha dimostrato quanto il suo rientro a pieno regime fosse per il Napoli di importanza vitale, prevalendo con grande coraggio e tempestività di intervento nel duello con Kean; Beukema portava sulle spalle l’ingente responsabilità di dover fare le veci di un grande leader della retroguardia quale Amir Rrahmani, ma da parte sua è arrivata una risposta molto rassicurante, l’olandese si è infatti palesato solido, attento e sicuro negli interventi, bagnando il suo esordio in maglia azzurra anche con il gol. Il debutto dell’ex Bologna ha quindi confermato la presenza di alternative di assoluta affidabilità nel reparto difensivo.
Fiorentina-Napoli ha segnato per i partenopei l’inizio di un tour de force da ben sei partite in ventidue giorni tra Serie A e Champions League. Un ciclo di fuoco che vedrà Antonio Conte per la prima volta alle prese con il doppio impegno da quando siede sulla panchina azzurra. Il ritorno del Napoli nella massima competizione europea dopo una stagione di assenza avverrà all’Etihad Stadium contro il Manchester City di Pep Guardiola, in una sfida dal sapore speciale per Kevin De Bruyne, che tornerà da avversario in quello che è stato il suo stadio per dieci stagioni dopo soltanto pochi mesi dall’addio ai Citizens. Il confronto con Haaland e compagni rappresenterà un considerevole banco di prova, che potrebbe già iniziare a far intuire le possibili prospettive degli azzurri all’interno di questa Champions League. Nel frattempo in quel di Firenze ci si è avvicinati nel miglior modo possibile al debutto europeo, che, a prescindere dal risultato finale, si auspica possa vedere il Napoli Campione d’Italia uscire dalla tana di una delle squadre più forti al mondo con la consapevolezza di essere un avversario temibile per chiunque anche fuori dai confini nazionali.
