TESTA A TESTA. L’ultimo e unico confronto tra Antonio Conte e Cristian Chivu risale allo scorso 18 maggio, quando al Tardini di Parma accadde di tutto e, complice la rocambolesca gara del Meazza a pochi chilometri di distanza, il tecnico del Napoli strappò un punto decisivo nella volata scudetto. L’ex calciatore rumeno, che della storia dell’Inter ha fatto parte rendendosi protagonista tra gli altri del Triplete del 2010, non sapeva che nel destino aveva il ritorno sulla panchina nerazzurra – dopo appena tredici gare ufficiali in serie A.
Ora Conte e Chivu si ritrovano, con gli animi più accesi che mai, e tipici di due allenatori che vivono a pieno l’arco dei novanta minuti. E, ai nastri di partenza, forse in pochi avrebbero scommesso che Napoli ed Inter arrivassero al primo confronto stagionale in momenti molto diversi, anche piuttosto sbilanciati. Gli azzurri sono reduci da una storica sconfitta in negativo in quel di Eindhoven – un tennistico, e difficilmente giustificabile dall’ambiente azzurro, 6-2. Una batosta così il Napoli non la subiva da quasi trent’anni: era, infatti, la stagione 1997/1998, culminata poi con la retrocessione in serie B. I partenopei capitolarono due volte: prima il 5 ottobre del ’97, perdendo per 6-2 contro la Roma all’Olimpico; e poi contro la Sampdoria, stavolta segnando una rete in più, il successivo 21 dicembre. In merito alle competizioni europee c’è da risalire al 1967/68 quando, nell’ambito della Coppa delle Fiere, il Napoli uscì sconfitto con un pesante 5-0 contro l’Hibernian, squadra scozzese (dati OPTA).
CONTE, DUBBI E PROVE DEL 9. Partiamo dalle ultime novità, quelle relative al discorso che Conte ha tenuto alla squadra. “Ritroviamoci, torniamo a fare quello che sappiamo”, avrebbe detto l’allenatore salentino al gruppo nel corso della giornata di ieri a Castelvolturno. Non c’è dubbio sul fatto che Napoli-Inter possa essere una prova del nove, e non solo della squadra, ma anche del suo allenatore. Una necessaria svolta può e deve passare dalla ricostruzione di una consapevolezza ben nota: quella di rivedere, nel rapporto tra la squadra e Antonio Conte, quello che ci sarebbe tra un condottiero e il suo esercito. Un connubio indispensabile se si pensa a quanto importante sia che la fame dell’ex Inter, Juve e Chelsea venga trasmessa al gruppo intero, esattamente come successo un anno fa – perché, per quanto senza competizioni, quello di Conte resta un mezzo miracolo, entrato nel segno della storia azzurra.
L’Inter è forse la squadra che il Napoli avrebbe meno voluto affrontare, per quanto sia vero che certi scossoni arrivano proprio in gare del genere. Una media di 2,6 gol a partita, 18 reti in campionato (attuale migliore attacco), una media di 19 tiri totali in partita e un possesso palla del 59% (dati Sofascore). Chivu ha saputo ereditare il giocattolo a tratti perfetto di Inzaghi, non disdegnando di inserire gradualmente elementi come Bonny e Pio Esposito, andati di recente in gol tra campionato e coppe europee.
Costa sta preparando allora l’allenatore leccese per contrastare l’armata di Chivu? Tra dubbi e conferme, qualche novità potrebbe esserci, legata specialmente alle condizioni di Rasmus Hojlund. Rinnovato il classico ballottaggio Meret-Milinkovic Savic – stavolta in vantaggio sembra esserci il portiere italiano protagonista di due scudetti -, in difesa nessuna novità sugli esterni. A sinistra sarà confermato Spinazzola, a destra capitan Di Lorenzo. La coppia centrale vista contro il Psv, composta da Buongiorno e Beukema, ha dato a Conte più di un grattacapo; e non è dunque escluso che si possa pensare ad un Juan Jesus pronto a partire dall’inizio – Rrahmani, ancora fermo ai box, potrebbe invece rientrare nella sfida infrasettimanale contro il Lecce.
Pochi dubbi su Billy Gilmour davanti alla difesa, dato l’infortunio di Lobotka. E così nei quattro di centrocampo: la doppietta ha rinvigorito McTominay e Conte potrà contare ancora su Politano; al centro, probabile il duo De Bruyne–Anguissa.
Un’idea, però, stuzzica Antonio Conte. In caso di assenza di Rasmus Hojlund, sulle cui condizioni resta più di un punto interrogativo. L’attaccante danese non è tornato ad allenarsi in gruppo del tutto, e ha svolto parte della seduta con lavoro differenziato. Il fastidio al retto femorale della gamba sinistra resta, ed è difficile credere che possa partire dall’inizio. L’ideale sostituto resta Lorenzo Lucca, reduce dalle prestazioni non incoraggianti delle ultime due gare. Tuttavia, Conte avrebbe pensato anche ad un clamoroso falso nueve, ipotizzando che come terminale offensivo ci sia uno tra Neres, Lang o De Bruyne. L’ipotesi, però, quando balenata, sul campo è sempre stata smentita. L’allenatore azzurro potrebbe nuovamente confidare in un 4-1-4-1 più tradizionale, scegliendo ancora l’ex Udinese.
Non si può parlare certo di partita “capolinea” sul rendimento azzurro dell’annata, ma può essere certamente una gara di svolta, sia essa negativa sia essa positiva. Dalla sfida contro l’Inter il Napoli può far due cose: o rischiare di affondare, o riemergere. Conte ha addosso una grande responsabilità, ma s’è già dimostrato abile nello scacciare i fantasmi nei momenti più bui di una stagione. L’anno scorso ci pensò Billing, fu il momento in cui il Napoli realizzò di poter vincere il quarto scudetto della propria storia. Nella sfida di domani – ore 18.00 al Maradona – c’è un destino ancora tutto sa scrivere, e a scriverlo sarà soltanto il rettangolo verde, a favore o contro ogni pronostico.
Probabile formazione
Napoli (4-1-4-1): Meret; Di Lorenzo, Beukema, Juan Jesus, Spinazzola; Gilmour; McTominay, Anguissa, De Bruyne, Politano; Lucca; all. Antonio Conte
FOTO: SSC NAPOLI
Verso Napoli-Inter. Conte e l’urgenza di una svolta, Chivu pronto al tranello: le ultime sul big match del Maradona
