Fiorentina, che succede? Cronaca e approfondimento di una stagione fin qui disastrosa

Se la Serie A avesse fosse dotata dei suoi Awards annuali, non ci sono dubbi su chi riceverebbe il poco lusinghiero premio di “delusione dell’anno”: infatti, la Fiorentina aveva chiuso la stagione passata in maniera tutto sommato soddisfacente, con un sesto posto (a cinque punti dalla zona Champions) e la semifinale di Conference League. Certo, l’addio di Raffaele Palladino, per evidenti divergenze con la società, aveva lasciato un vuoto importante da colmare, ma la scelta del ritorno in panchina di Stefano Pioli (già in viola tra il 2017 e il 2019) dava credito ai più ottimisti: parliamo di un tecnico molto esperto, e capace di vincere anche uno scudetto alla guida del Milan nel 2022; ciò, unito all’importante campagna acquisti fatta, lasciava presagire ad una Fiorentina con buonissime aspettative e l’ambizione di fare il salto verso la lotta per entrare in Champions.

Tuttavia, il salto è stato fatto verso il basso. La squadra, sin dalla prima partita stagionale, non è mai riuscita a girare e a convincere, finendo da subito invischiata nella lotta per non retrocedere. Dopo le prime diciassette giornate i dati parlano chiaro e messi a paragone con quelli dopo le stesse partite della stagione passata diventano a dir poco impietosi:

  • Posizione in classifica: ventesima (nel 2024/25: quinta)
  • Punti totali: 9 (nel 2024/25: 32)
  • Goal fatti: 17 (nel 2024/25: 31)
  • Goal subiti: 28 (nel 2024/25: 15)

A questa drammatica situazione, va aggiunta anche la Conference League, competizione fin qui sempre stata la specialità per quanto concerne la Viola, che nelle ultime tre edizioni aveva ottenuto due finali e una semifinale, e si presentava tra le favorite anche ai nastri di partenza dell’edizione attuale: tuttavia, la squadra ha fatto moltissima fatica anche qui e si è classificata ad un mesto quindicesimo posto con soli 9 punti, dovendo quindi passare per il turno Play-Off aggiuntivo (l’anno scorso nella stessa fase la Fiorentina chiuse al terzo posto con 13 punti). Ma come si può spiegare, in maniera lucida e razionale un tracollo del genere? Anche tenendo conto del fatto che Stefano Pioli sia stato allontanato, per essere sostituito da Paolo Vanoli, con risultati tuttavia ugualmente scadenti. Una sola vittoria in campionato sino a qui, e zero nelle prime quattordici giornate: ad oggi, nessuna squadra si è mai salvata con un andamento del genere.

La causa di ciò che sta accadendo è prima di tutto strutturale: sono stati fatti indubbiamente degli importanti investimenti, ma probabilmente la squadra non è stata assemblata nella maniera corretta. Sono stati spesi quasi 30 milioni per un attaccante (Roberto Piccoli) quando la Fiorentina era già dotata di un bomber come Kean e un buon sostituto come l’esperto Dzeko. Anche il rendimento di Gudmundsson, nel ruolo di seconda punta, lascia ancora perplessi sull’effettiva utilità dell’acquisto, ormai di due anni fa. La rosa è ingolfata di mezzali, centrocampisti offensivi e trequartisti, mentre la situazione difensiva è stata lasciata in secondo piano e se ne stanno pagando le spese a caro prezzo. Non appare casuale l’allontanamento del DS Pradé: il fallimento del suo progetto è sotto gli occhi di tutti e urgeva un cambiamento radicale (che pare poter essere rappresentato da Fabio Paratici, attualmente in trattativa con Commisso e prossimo ad insediarsi come nuovo direttore dell’area tecnica viola).

Inoltre, si è pesantemente sottovalutato il contraccolpo psicologico nello scendere così tanto in classifica rispetto all’abitudine. Ce lo ricordiamo tutti il tragico 2023/24 del Napoli: tre allenatori, tantissime sconfitte e la difficoltà nel passare dal vincere lo scudetto (e in generale lottare stabilmente per le prime 4 posizioni) all’abbassare le aspettative della piazza, finendo per rendere ancora peggio del proprio potenziale: la stagione finì col decimo posto in classifica e una squadra a pezzi, ci ha dovuto pensare poi Antonio Conte a rimettere insieme i cocci.

La piazza fiorentina è notoriamente esigente, e le difficoltà attuali hanno creato una spaccatura tra i giocatori e i tifosi apparsa evidente in più frangenti. La squadra si sente abbandonata ed è priva di ogni certezza, ogni giornata che passa il fantasma della retrocessione in B si fa sempre più ingombrante ed è difficilissimo sbloccare il potenziale in un contesto del genere.

In aggiunta a ciò, forse è stato davvero sottovalutato il lavoro fatto da un allenatore super interessante come Palladino che in passato condusse a due ottime stagioni il Monza, Club che dopo il suo addio è mestamente sprofondato nella serie cadetta. Troppi, troppi aspetti presi sottogamba e che messi insieme hanno dato vita ad uno scenario catastrofico.

Ma allora, cosa può fare questa Fiorentina per salvarsi? Appare evidente che servano scelte forti e coraggiose, in grado di scuotere davvero l’ambiente. La Fiorentina, per 6 mesi, deve smettere di pensarsi tale: sembra un paradosso, ma la soluzione migliore è prendere coscienza del fatto che la stagione attuale sia ormai irrimediabilmente compromessa e che l’obiettivo debba essere salvare il salvabile. Rivoluzione totale della rosa: bisogna avere il coraggio di vendere nomi importanti ma ormai col cuore e la mente fuori dalla causa; urge puntare su gente abituata a giocarsi la salvezza, abituata a partite in cui le gambe tremano e la palla scotta. E, con buona pace di Vanoli, serve un traghettatore che a sua volta sia abituato a prendere in mano squadre in difficoltà a stagione in corso, un allenatore che sappia cosa significa giocarsi la permanenza in A fino all’ultima giornata, perché oggi a Firenze non c’è nessuno che abbia dimestichezza con tutto questo.

L’obiettivo è trovarsi al diciassettesimo posto alla chiusura del campionato, ciò che basta per presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione della massima serie italiana. Da lì, si potrà davvero tracciare una linea con il passato e avviare un nuovo progetto che sia ambizioso tecnicamente e aziendalmente. Da lì la Fiorentina potrà pensare di costruirsi da zero un futuro in cui pensarsi di nuovo grande. Ma ciò sarà possibile solo se oggi si fanno le scelte giuste, delicate ma coraggiose. Un passo indietro oggi per pensare di farne due avanti domani, questo è lo scenario che può aiutare la Viola a ritrovare sé stessa.

fonte foto: pagina Facebook ufficiale ACF Fiorentina