Napoli-Bologna, Conte si gode il trofeo: “Contava solo vincere. Ecco cosa è mancato oggi e cosa manca per comandare”

Grande artefice del corso azzurro, in questo 2025 culminato con la vittoria di un altro trofeo, Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha commentato ai microfoni di Sport Mediaset la vittoria per 2-0 nella finale di Supercoppa italiana contro il Bologna:

“Faccio i complimenti ai ragazzi, sono stati davvero impeccabili. C’era la voglia di regalare questo trofeo ai nostri tifosi e di fare anche un bel Natale.
Veniamo da uno scudetto vinto e ora da una Supercoppa conquistata contro squadre molto forti. Alla fine chi vince resta nella memoria: due anni fa il Napoli perse una finale di Supercoppa contro l’Inter e in pochi lo ricordano. Ai ragazzi ho detto che abbiamo fatto un bellissimo percorso, vincendo una semifinale contro una grande squadra come il Milan, ma nel calcio conta solo vincere. Nessuno va a guardare chi arriva secondo, lo dice uno che ne ha perse tante da calciatore e da allenatore. Quando perdi diventi più cattivo, perché sai cosa significa arrivare in finale dopo un grande cammino e non mettere la ciliegina. Faccio i complimenti anche al Bologna, che ormai è una realtà del calcio italiano ed è stato un avversario molto competitivo.

Non mi sento di dire che il Napoli può comandare in Italia: sarei un bugiardo. L’anno scorso abbiamo vinto il campionato con una rosa molto ridotta. Quest’anno abbiamo inserito molti giocatori ma non siamo ancora pronti. Dobbiamo restare agganciati alla zona Champions, perché quei quattro posti saranno molto difficili da conquistare. Con umiltà possiamo dare soddisfazioni, ma non siamo pronti per comandare.
La giocata del singolo è stata decisiva. Potevamo essere più efficaci ma il primo gol è la prodezza di un campione. Le altre situazioni, invece, erano studiate per mettere in difficoltà il Bologna. Oggi abbiamo peccato di cinismo ma è stata una grande partita. Il nostro lavoro è ampliare le conoscenze dei calciatori per renderli più forti, tecnicamente e mentalmente. Se devo trovare il pelo nell’uovo, dovevamo essere più cinici: serve qualità, ma anche organizzazione. Højlund non giocava nello United, come McTominay: qualcosa io e lo staff lo facciamo, un motivo ci sarà”.

Foto: SSC Napoli