Tramite una prova di cuore e carattere, il Napoli batte la Fiorentina e torna alla vittoria conquistando tre punti molto importanti per la classifica. La soddisfazione per un successo tutt’altro che scontato alla vigilia e che consiste in una necessaria boccata d’ossigeno, è stata tuttavia un po’ mitigata dall’apprensione per le condizioni del capitano Giovanni Di Lorenzo, che nel corso del primo tempo, dopo essere stato premiato nel pre gara per il raggiungimento delle 300 presenze in azzurro, ha abbandonato il terreno di gioco in barella ed in lacrime a seguito di un infortunio al ginocchio. Se inizialmente tutto lasciava temere il peggio, ossia una rottura del legamento crociato, l’esito degli esami strumentali ha fatto tirare un sospiro di sollievo, evidenziando un trauma distorsivo di secondo grado. Il responso è dunque fortunatamente meno grave del previsto ed i tempi di recupero dovrebbero andare dalle quattro alle sei settimane, ma resta il fatto che ci sarà da far fronte all’ennesima pesantissima tegola di una stagione maledetta sul piano degli infortuni.
All’uscita di Di Lorenzo, a sorpresa Conte ha optato per l’ingresso di Olivera puntando su una linea di difesa composta da tre uomini di piede sinistro, con Juan Jesus a scalare a destra, Buongiorno al centro e l’uruguaiano come braccetto di sinistra. Tale scelta ha il sapore di ulteriore bocciatura per Sam Beukema, che è rimasto in panchina pur essendo l’unico difensore di piede destro a disposizione. Inoltre nonostante l’olandese sia per caratteristiche il naturale sostituto di Rrahmani, non è mai partito titolare nelle ultime quattro partite, che il kosovaro ha saltato per l’infortunio rimediato durante Napoli-Sassuolo. Le cessioni di Lucca, Lang e Marianucci dopo appena metà stagione e l’utilizzo con il contagocce di Beukema, pagato ben 31 milioni di euro dal Bologna, testimoniano quanto il dispendioso mercato estivo abbia sinora fruttato ben poco.
La sfida con i viola aveva un’importanza particolare sotto vari punti di vista e gli azzurri l’hanno affrontata con determinazione, spirito di sacrificio ed orgoglio, portandola a casa meritatamente. Ci sono state partite nelle quali, al di là della terribile emergenza, si sarebbe certamente potuto e dovuto fare di più, vedi le due partite in casa con Verona e Parma e l’harakiri di Copenhagen, ma va riconosciuto che questa squadra, nel mezzo di una tempesta senza fine, sta gettando il cuore oltre l’ostacolo dando tutto quel che ha. L’approccio alla gara di ieri è stato di notevole intensità da parte del Napoli, che ha subito imposto aggressività e ritmo sbloccando il risultato dopo appena dieci minuti grazie al primo gol in Serie A di Antonio Vergara. Dopo lo splendido gol siglato al Chelsea in Champions League, il classe 2003 di Frattaminore ha timbrato il cartellino anche in campionato andando a segno con grande freddezza a tu per tu con De Gea a seguito di uno scatto fulmineo, tramite il quale ha bruciato in velocità Pongracic e Gosens. Le prove di Vergara contro Chelsea e Fiorentina potrebbero aver segnato l’inizio di una bellissima storia, il battesimo di un figlio di Napoli che ha già fatto innamorare il Maradona palesando estro, velocità, spregiudicatezza, intraprendenza ed anche tanta predisposizione al sacrificio in fase di ripiego.
I primi 20 minuti sono stati totalmente di marca del Napoli, che avrebbe potuto subito raddoppiare quando su un cross basso di Di Lorenzo c’è stata una mischia in area tra Hojlund e i difensori della Fiorentina, con Comuzzo che nell’occasione si è opposto al tentativo dell’attaccante danese attraverso un evidente tocco con il braccio non ravvisato da arbitro e VAR. Successivamente la Fiorentina è riuscita a guadagnare metri ed ha trovato la doppia occasione di Piccoli e Gudmundsson, in occasione della quale è stato provvidenziale Alex Meret. Di fatto sono state queste due le uniche palle gol nitide per gli uomini di Paolo Vanoli. Tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa, i partenopei hanno ripreso saldamente il predominio ed al 49′ è arrivato il raddoppio con uno splendido tiro a giro all’angolino di Miguel Gutierrez, che contro Copenhagen e Juventus non aveva convinto sulla corsia di destra, ma stavolta la sua prestazione è stata decisamente migliore.
Continua invece il momento non eccezionale di Alessandro Buongiorno, che nell’azione del gol con cui la Fiorentina ha accorciato le distanze si è fatto bruciare da Piccoli. Sul 2-1 gli azzurri non hanno corso grossi rischi ed in un paio di situazioni, con un po’ di cinismo in più avrebbero anche potuto segnare il terzo gol. Negli ultimi minuti la Fiorentina ha tentato un assalto finale ma senza creare reali pericoli. Nel complesso la vittoria degli uomini di Conte dunque indiscutibilmente giusta per quanto accaduto sul rettangolo di gioco nell’arco dei 90 minuti più recupero.
In vista della gara contro il Genoa in trasferta, la squadra potrà finalmente usufruire della settimana tipo dopo un gennaio da 9 partite in 27 giorni. Ci sarà quindi la possibilità di recuperare energie e si auspica anche uomini.
Foto : SSC Napoli
