Serie A – Il giorno dopo Pisa-Napoli 0-3: tra obiettivi raggiunti ed enigmi futuri

La trasferta in quel di Pisa, a livello simbolico, chiude in larga parte il cerchio rappresentato dalla stagione sportiva 2025/26 del Napoli. Un’annata che rimane a prescindere storica, perché vissuta con lo scudetto sul petto e perché è stato portato a casa un trofeo prestigioso come la Supercoppa Italiana. Una stagione che ha portato anche con sé molte insidie, ma che ha visto nonostante tutto il Napoli costantemente nelle prime posizioni, e il compito nella penultima giornata di campionato era chiudere l’opera per quanto concerne la qualificazione Champions.

Contro un Pisa già retrocesso, il Napoli è bravo a far recepire subito le proprie intenzioni, improntando la partita su un atteggiamento deciso e votato all’attacco, chiudendo fondamentalmente la pratica in poco meno di 30 minuti, con le reti di McTominay e Rrahmani. Gli Azzurri gestiscono il doppio vantaggio con assoluta calma, fatta eccezione per un erroraccio di Buongiorno (l’ennesimo della stagione) su cui mette una pezza Meret; nei minuti finali di partita, vi è anche il ritorno al goal di Hojlund, che mette il sigillo su una delle giornate più tranquille di questa stagione.

Ciò che sta facendo più discutere sono invece le parole nel post match di Antonio Conte, che ha espresso parole enigmatiche sul suo futuro come allenatore del Napoli: ha affermato infatti di aver comunicato la propria decisione al Presidente un mese fa, e che verrà comunicata alla fine della stagione per rispetto del grande rapporto che ha legato i due in questi storici due anni. Discorso che ai più lascia presagire un addio quantomeno possibile, e il tifo napoletano è diviso tra chi sarebbe deluso da una separazione anticipata e chi invece la riterrebbe l’opzione più saggia dopo un biennio tanto storico quanto impegnativo emotivamente.

Va detto che la storia di Antonio Conte parla chiaro: in qualsiasi contesto sia stato, ha sempre portato a casa il risultato ma ha anche sempre tenuto poca longevità al timone del Club, due anni sono perfettamente in media con le sue altre avventure precedenti (il massimo registrato dal tecnico pugliese sono i 3 anni alla Juventus tra il 2011 e il 2014). Che voglia riposare dopo due stagioni ricche di difficoltà e soddisfazioni, o che voglia ricercare una nuova sfida, se dovesse davvero arrivare la tanto chiacchierata separazione i tifosi partenopei potranno dirgli solo grazie: ha portato due trofei, su tutti uno storico scudetto, e lascerebbe basi molto più solide di quelle trovate quando è arrivato; il suo successore (che sia più o meno prossimo l’addio) troverà sicuramente un contesto sano su cui costruire, con disponibilità economiche portate dalle due fondamentali qualificazioni consecutive in Champions League.

In aggiunta, De Laurentiis questa volta sarebbe coadiuvato da un ds come Manna, disponendo di tempo e risorse sufficienti per programmare la prossima stagione anche in caso di un cambio allenatore, grazie alle tempistiche della decisione. In definitiva, i napoletani devono provare gratitudine, perché no anche nostalgia, ma zero timore per il futuro di una società che appare essere in mani solidissime per continuare a costruirsi un futuro competitivo e ricco di emozioni per una piazza che mai come oggi si sente meritatamente grande, e il merito va dato anche a mister Conte, a prescindere da quello che sarà l’epilogo.

fonte foto: pagina Facebook ufficiale SSC Napoli