NAPOLI. Ora o mai più. Massimiliano Allegri è chiamato a rispondere, mai come adesso in cui a chiamare la svolta s’è mosso in prima persona il Presidente Aurelio De Laurentiis, che s’è detto preoccupato dell’andamento dei risultati della squadra, sebbene abbia ribadito di avere fiducia nel lavoro del tecnico livornese scelto in estate. Intanto, sul groppone pesano numeri disastrosi: non solo le due sconfitte di fila, rimediate contro Juventus e Porto, ma anche le sette sconfitte in quattordici partite. Non certamente l’andamento di chi vuol essere protagonista almeno di un piazzamento in Champions e di un passaggio del turno. E, proprio nel momento in cui l’ambiente azzurro ha bisogno di una reazione che sia davvero convincente, sul piano in primis dell’atteggiamento e di una serenità costantemente minata dagli equilibri interni, al Maradona arriva la Lazio capolista di Gennaro Gattuso.
I biancocelesti sono certamente tra le sorprese inaspettate di questa annata di serie A. Nove vittorie, un solo pareggio – contro il Milan in casa, gara in cui la Lazio era avanti di due -, e un’imbattibilità ancora salda. Ventiquattro le reti messe a segno, solo otto quelle subite che certificano, tra le altre statistiche, la attuale miglior difesa e uno tra i migliori attacchi stagionali. E sebbene lì in avanti l’acquisto di Pinamonti sembrava aver consegnato a Gattuso il suo “attaccante titolare”, l’ex allenatore della Nazionale e del Napoli tra le altre ha conferito alla sua Lazio il giusto connubio tra imprevedibilità e pericolosità offensiva. Vanno a segno Isaksen (4), Noslin (4), Pinamonti (2) e Zaccagni (2), a cui si aggiungono Cancellieri e Gudmundsson. Una batteria non indifferente di alto coefficiente offensivo.
Dall’altra parte, i dati non sono rassicuranti: il Napoli ha sì subito tredici reti come l’Inter, ma ne ha messe a segno solo quattro in più. Per una differenza reti (4) distante anni luce da chi sta dando spettacolo in vetta. Il tema sarà specialmente quello della fragilità difensiva, e di scoprire come Allegri farà fronte ad una Lazio così pericolosa. Se si vedrà un Napoli più a viso aperto, come contro la Roma, o se aleggerà sul Maradona lo spettro del secondo tempo di Torino o di Oporto.
Intanto, c’è da segnalare una squadra in totale emergenza, e specialmente proprio in quel reparto dove più sta soffrendo. Ai già assenti Buongiorno, Spinazzola, Badiashile e Favasuli s’è aggiunto anche capitan Di Lorenzo, che ha rimediato una lesione distrattiva del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. A centrocampo gli azzurri faranno ancora a meno di Lobotka, in avanti senza Neres e Alisson Santos.
LE ULTIME. Due le opzioni su cui Allegri potrebbe riflettere: quella di un 3-5-2 più puro o quella di un 3-4-1-1. Molto dipenderà da come l’allenatore livornese vorrà utilizzare un Kevin De Bruyne che sembra più malcontento. Se il belga dovesse ricoprire il ruolo di regia al centro del campo, accanto a Hojlund potrebbe scivolarci Giovane – ipotizzando, così, un 3-5-2 più “puro”. Se De Bruyne dovesse finire accanto all’ex United e Atalanta, come accaduto ad Oporto, Giovane potrebbe essere un’arma da utilizzare a partita in corso – in regia ci finirebbe, naturalmente, Billy Gilmour. Da sciogliere, dunque, potrebbero esserci questi due nodi principali.
Tuttavia, Allegri starebbe riflettendo anche sul 4-3-3, che anzi in questa ultima ora avrebbe preso non poca quota secondo Sky. Ipotizzando una linea a 4, avanti a Meret ci sarebbero Beukema, Rrahmani, Rafa Marin con il ritorno sulla sinistra di Olivera. A centrocampo un Gilmour in cabina di regia sarebbe affiancato da De Bruyne e McTominay. La vera novità, però, starebbe in attacco, con l’esclusione eccellente di un Politano sempre presente: accanto ad Hojlund, punta centrale, l’allenatore livornese starebbe riflettendo sulla scelta di Lang a sinistra e Vergara a destra – che farebbe, dunque, anche rifiatare il ventuno azzurro.
Indipendentemente dalle scelte, il Napoli ha però urgenza di ritrovare in primis fiducia e serenità, elementi imprescindibili se si vuole alzare la testa con la cultura del lavoro. Un palese sconforto e lo spettro degli attriti, palesati anche dalle telecamere, rischia di gettare un’ombra ancora più grande sulla stagione del Centenario. De Laurentiis e Allegri vogliono evitare del tutto che si raschi il fondo del barile, e che anzi già con la Lazio si possa assistere ad una prestazione che si regga in primis su un ritrovato entusiasmo.
Intanto, De La ha messo a “tacere tutti” pochi minuti fa: nessun caso sull’assenza di Allegri in conferenza – assenza, comunque, last minute, coi giornalisti già presenti a Castelvolturno. Una scelta dettata solo dal cavalcare un clima di isolamento necessario, dettato dal ritiro e dalla tutela di un ambiente che sta attraversando un momento di enorme delicatezza. Un momento che rischia in primis di minare gli umori della piazza, e solo dopo gli obiettivi stagionali. Non c’è dubbio, però, che ciò che manchi al Napoli non è la qualità, ma la continuità, fisica, mentale e di gioco. Allegri è chiamato ad inventare come accaduto a Conte in passato, cercando spiragli di luce laddove molti tifosi vedono solo buio.
LA PROBABILE FORMAZIONE
Napoli (4-3-3): Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; McTominay, Gilmour, De Bruyne; Vergara, Hojlund, Lang; all. Massimiliano Allegri
FOTO: SSC Napoli
