ESCLUSIVA CNP – Portici, Prisco: “Sono convinto che la nostra sarà una salvezza tranquilla. Vogliamo fare sempre il nostro gioco, sul mister e il gruppo squadra…”

Il calciatore del Portici 1906, Umberto Prisco, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva su Campania nel Pallone. L’attaccante napoletano, classe 1987, ha vestito le scorse stagioni la maglia di Cassino (70 presenze e 30 reti dal 2017 al 2019), Turris (10 partite e 2 reti) e Afragolese (una breve parentesi di 2 presenze), prima dell’approdo all’ombra del Vesuvio, sotto la guida di mister Panico. Punta centrale d’esperienza, in aiuto ad una delle formazioni più giovani – non soltanto in serie D, ma in tutta Italia – Prisco si è espresso sui primi mesi al Portici e sull’andamento della squadra sin qui, proiettandosi verso gli obiettivi che la società si è prefissata di raggiungere.

Come sono stati i primi mesi al Portici? Cosa rappresenti per il gruppo?
“All’inizio per ambientarmi è stata un po’ dura, è la prima volta che mi capita di relazionarmi con una squadra così giovani. Poi però mi hanno fatto sentire a casa, ora mi trovo benissimo sia con il tecnico che con il gruppo squadra. I ragazzi confidano molto in me e mi prendono come un punto di riferimento. Spesso mi chiedono consigli, essendo un po’ più esperto, e questo non può che farmi piacere”.

Hai avuto qualche problema fisico all’inizio. Ora sei di nuovo al meglio della forma?
“Veniamo da un periodo anomalo per la pandemia, siamo stati 4 mesi fermi prima del campionato. Io sono molto grosso per cui ho più difficoltà quando sto fermo molto tempo. All’inizio è stato difficile e poi si è messo di mezzo uno stop di 20 giorni circa. Ora sto bene e voglio ringraziare il mister e lo staff che in questi mesi mi hanno dato fiducia e mi hanno aspettato”.

Che rapporti hai con mister Panico?
“Il mister predilige sempre il gioco, vuole sempre giocare il pallone. All’inizio è stato difficile anche per me, vuole sempre palla addosso e palla sui piedi. Tutti gli allenamenti che facciamo sono esclusivamente con il pallone, ma ci siamo adattati alla grande. Infatti siamo arrivati a giocarcela alla pari su campi come quelli di Bitonto e Picerno, dimostrando che siamo una squadra forte. Una squadra giovane e nello stesso tempo esperta che ha sempre il pallino del gioco in mano. Va dato merito al mister che sta lavorando alla grande insieme a noi. Il suo è un calcio nuovo per noi, è diverso da quello a cui ero abituato. Il mister ci ripete sempre di proporre il nostro calcio. Poi il risultato è figlio di tante circostanze: puoi giocare bene e non vincere, puoi giocare male e i punti arrivano. L’importante è uscire dal campo sempre soddisfatti, ed è sempre capitato. Quando non stavo bene fisicamente non riuscivo a soddisfarlo dal punto di vista fisico. Ora, invece, va molto meglio”.

Il Portici può ambire a qualcosa di più della salvezza?
“La salvezza è il primo obiettivo che vogliamo ottenere. Per il gioco che facciamo e per come giochiamo stiamo affrontando squadre forti e ce la giochiamo sempre. Sono convinto che non faremo una salvezza soffocata, ma una salvezza tranquilla. In qualche campo non meritavamo di perdere, come a Bitonto e Picerno perché siamo andati in vantaggio contro squadre che hanno altri obiettivi. Sono convinto che faremo un buon campionato”.

Quali possono essere gli errori su cui dovete lavorare?
“Dobbiamo lavorare molto sull’esperienza. Questa è una squadra giovane, i ragazzi hanno bisogno di partite e di minuti. Qualche errore è dovuto all’inesperienza, ma nelle ultime partite, come contro il Nardò e contro il Sorrento, siamo già cresciuti sotto questo aspetto. Siamo una squadra giovane, ma che assorbisce in fretta. Ci è mancato saper gestire meglio il risultato, specie in certe gare che abbiamo perso immeritatamente. Nella gara contro il Nardò eravamo sotto di un gol, la squadra ha reagito alla grande. Questo ti fa capire che stiamo crescendo”.

Com’è il tuo rapporto con Vincenzo Maione?
“Vincenzo è un giocatore forte, lo dicono i numeri. Insieme ci completiamo: lui è un calciatore che attacca la profondità, io vengo di più in contro a giocare con la squadra. Abbiamo caratteristiche diverse, ma ci completiamo. E’ un calciatore con la giusta mentalità e sono sicuro che farà strada, sono molto felice per lui. Con lui ho un rapporto speciale perché è il calciatore con cui ho stretto di più. Ieri scherzavamo sulla sua assenza nelle ultime due gare, poiché senza di lui abbiamo segnato 9 reti; gli ho detto che deve giocare di meno… (ride, ndr). Al di là del rapporto con Maione, questo è un gruppo sano, con una società sana e con un allenatore sano”.