L’ANALISI TATTICA – Benevento: l’assenza di Schiattarella e la ‘crisi’ in zona gol

Crotone-Benevento sembra quasi un remake di Benevento-Spezia, malgrado qui le dinamiche siano differenti. Come sottolineato da Caldirola, centrale difensivo giallorosso, stavolta le Streghe sono scese bene in campo e motivate. Ai rossoblu, però, sono bastati 3 tiri in porta per siglare 4 reti – l’autogol di Glik ad inizio gara ha certamente permesso ai ragazzi di Stroppa di incanalare la partita su binari favorevoli. Cosa è mancato al Benevento? Qual è stata la più grande mancanza (e non è la prima volta) dei ragazzi di Inzaghi?

Innanzitutto il Benevento sembra aver pagato l’assenza di Pasquale Schiattarella, alle prese con la positività riscontrata al Covid-19. Metronomo che detta i tempi delle manovre giallorosse, il centrocampista napoletano è l’unico in grado di rivestire il ruolo di regia nella porzione centrale del rettangolo verde. Ionita, per quanto si sacrifichi, non è all’altezza di ricoprire quel ruolo. In fase di costruzione, infatti, non sono mancate le occasioni per i giallorossi – probabilmente fosse finita diversamente nessuno avrebbe avvertito l’assenza dell’ex Spal – passate per di più dalle verticalizzazioni direttamente su Gianluca Lapadula. Il peruviano è bravo a scattare in profondità aspettando l’arrivo dei compagni – è il caso dell’occasione di Hetemaj su assist di Sau. Ma anche quando passano per i piedi di Dabo, i centrocampisti sembrano affidarsi esclusivamente al numero 9 giallorosso. Non un dato da sottovalutare, anzi, un dato che deve dar prova che questa squadra continua ad avere il giusto spirito per affrontare ogni gara e per giocarsela sempre al meglio. E’ evidente, però, che manchi un po’ di cinismo sotto porta: Lapadula svolge un enorme lavoro di sacrificio, abbassandosi spesso sin sul centrocampo per aiutare i compagni. Tuttavia, pecca di lucidità sotto porta. E se a ciò aggiungiamo gli errori di Insigne e Sau, ali coinvolte molto meno nella manovra rispetto ad altre gare, è facile uscire, al di là della sconfitta, con tanti rimpianti e altrettanti tiri in porta (22 anche questa volta).

L’avvio dell’azione che porta alla conclusione di Hetemaj: palla di Improta per Lapadula, sponda a Sau e cross al finlandese. Sarà miracolo di Cordaz

Ma nella sfida contro il Crotone, a pesare sul punteggio sono state soprattutto le palle perse in proprio nel costruire la manovra d’attacco. Nel caso del calcio d’angolo, da cui poi è scaturito il contropiede gialloblu micidiale, il Benevento non riesce a ricomporsi velocemente, lasciando campo libero per il 2-0 che già mette “in ginocchio” i ragazzi di Inzaghi. E’ chiaro che – si è sicuri possa pensarlo anche l’ex Milan – bisogna lavorare per evitare situazioni del genere, specie se contro c’è una squadra che approfitta degli errori altrui per calare il poker. L’altro errore è quello di Marco Sau che in occasione del 3-0, si lascia soffiare dai piedi un pallone sanguinoso che aziona il contropiede poi conclusosi con la tripletta di Simy, più volte un incubo per la squadra sannita.

Il contropiede del Crotone diventa un 4 vs 2 senza scampo: i giallorossi sono in ritardo e faticano a riprendere il passo dei ragazzi di Stroppa

L’unico vero errore che si potrebbe trovare in fase di non possesso è sulla conclusione di Vulic: il centrocampista gialloblu trova spazio troppo facilmente per trovare la conclusione che batte Montipò per la quarta volta. Nell’occasione della seconda rete di Simy, invece, Ionita tiene in gioc il nigeriano sul filo del fuorigioco e permette al Crotone di aprire alla definitiva goleada. Tuttavia, non ce n’è da fare un dramma: è inevitabile che il Benevento possa rendere inciampare più facilmente avendo indisponibili molti dei pilastri intorno ai quali ruota la rosa costruita in estate dal direttore Foggia. Il ritorno di Caldirola, i minuti di Iago Falque e la convocazione di Viola fanno ben sperare in ottica futura. In attesa del rientro di Letizia e qualche rinforzo sul mercato – inevitabile intervenire sul reparto d’attacco e probabilmente su quello difensivo (Reynolds sembra sempre vicino alle Streghe) – Inzaghi e i suoi devono continuare a lavorare sui propri errori. Otto lunghezze di distanza sono tante se si considerano i nastri di partenza, poche se consideriamo la lotta salvezza che si prospetta alle spalle dei giallorossi. Tocca lavorare in serenità sugli errori commessi e cercare di ritornare a far punti subito con il Torino. La gara del venerdì non sarà per niente facile, come sottolineato anche da Iago Falque, ex di turno, ma i giallorossi hanno bisogno di ritrovare punti. Il rientro di Caprari dall’inizio, inevitabile specie per la squalifica di Sau, potrebbe essere l’arma in più dell’attacco sannita. Pesa ancora l’assenza di Schiattarella. Ma la volontà e il sacrificio degli uomini di Inzaghi sapranno ancora una volta sopperire all’ennesima mancanza di un Benevento mai del tutto al completo. Un aspetto da tener conto, sia dal punto di vista tattico, sia dal punto di vista di singoli.