Juve Stabia, parla Padalino: “Dobbiamo restare uniti per scacciare la crisi. Dimissioni? Io nei momenti di difficoltà voglio dare qualcosa in più”

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Padalino, allenatore della Juve Stabia, alla vigilia del match che vedrà i suoi ragazzi contrapposti alla Vibonese.

Mister in questo periodo di mercato ci sono state tante partenze e alcuni arrivi in casa Juve Stabia, come si gestisce un periodo così delicato? E come sta affrontando la squadra questa crisi di risultati?

“Come ho già detto in passato questo è un periodo sempre particolare perché tutti i ragazzi sono circondate da tantissime voci, alcune vere altre false. Ci sono anche dei personaggi che agiscono con l’obiettivo di destabilizzare un ambiente, mancando totalmente di rispetto e attenzione verso quelli che sono ruoli e gerarchie… Abbiamo dovuto affrontare anche situazioni del genere. Non è facile e i ragazzi devono restare focalizzanti sul campo dove i risultati sono mancati ultimamente anche se le prestazioni ci sono state quasi sempre, tranne nei secondi 45 minuti contro il Monopoli dove ci siamo fatti rimontare ma soprattutto abbiamo avuto un atteggiamento brutto, che non ci appartiene e per il quale mi scuso con i tifosi, questa è una squadra che dà sempre il massimo e daremo tutto per tornare a fare risultati. Detto questo nel complesso la rosa è quasi completa anche se a livello numerico manca ancora qualcosa, senz’altro arriveranno altri rinforzi che porteranno nuovo entusiasmo e ci aiuteranno in alcune lacune che oggettivamente abbiamo avuto”.

Come vive la squadra questo momento dove ci sono state tante partenze e ci sono voci che circondano anche elementi che fino a poco fa erano considerati cardine? La società darà una priorità al minutaggio?

“Quest’ultima è una domanda che credo dobbiate fare alla società stessa. Per il resto, noi come ho detto dobbiamo concentrarci solo sul campo perché il nostro obiettivo è rialzare la china, e dare una risposta al troppo pessimismo che ci circonda, al quale siamo arrivati quando dopo la partita di Foggia avevamo riconoscimenti da tutta Italia. Siamo in un piccolo momento di crisi, dove abbiamo perso contro la Ternana per manifesta superiorità ma sono sempre stato il primo a riconoscerlo; c’è stato quel passaggio a vuoto a Monopoli del secondo tempo; contro la Casertana che è una delle squadre più in forma del momento abbiamo giocato bene, abbiamo creato tanto ma c’è sempre il problema della finalizzazione che ormai ci portiamo dietro da tutto l’anno. Dobbiamo metterci in testa il concetto che solo un inesperto o un arrogante può pensare che in un campionato come la Serie C, soprattutto nel nostro girone, possa andare tutto liscio: togliendo la Ternana che è davvero un caso straordinario, tutte le altre squadre hanno dei momenti di sbandamento quindi dobbiamo essere razionali nel non piangerci addosso, nel non trovare il solito capro espiatorio, dobbiamo restare tutti uniti e usciremo da questo periodo non esaltante”.

Mister lei quanto si sente responsabile di questo momento di crisi della squadra? Come si affrontano momenti simili?

“Io penso che un allenatore se non sente responsabilità nel bene e nel male di ciò che succede ad una squadra è un finto tecnico. Quando sentite da noi allenatori frasi del tipo ‘non ci dormo la notte’ è proprio perché ci sentiamo così tanto legati alla causa e ci sentiamo tanto responsabili di ciò che succede, a volte ci diamo anche troppe responsabilità, perché in campo scendono sempre i giocatori. Quindi la risposta è si, mi sento responsabile ma come lo sono anche gli altri, perché nel nostro sport ci sono così tante variabili, così tanti imprevisti e situazioni diverse che nessuno può pensare di essere infallibile a 360 gradi. Nel calcio nessuno può fare la differenza da solo a meno che non si chiami Messi o Maradona, e non è il nostro caso. Questo periodo si affronta e si supera tenendo a mente questo e facendoci tutti un bell’esame di coscienza”.

Dato il periodo di grande difficoltà della squadra e nella fattispecie l’involuzione della fase difensiva, ha pensato per un attimo di rassegnare le dimissioni? Ha mai avuto la sensazione di essere sulla graticola?

“Penso che parlare di dimissioni dopo un piccolo periodo di crisi dalla durata di 3 partite su un campionato di 36 sia ingeneroso e ingiusto, inoltre è un periodo di crisi che per certi versi avevo anche previsto, perché come ho detto prima in un campionato difficilmente va sempre tutto bene. Dimettersi ora vorrebbe dire mollare alla prima difficoltà, e non è qualcosa che mi appartiene, anzi in questi momenti difficili mi piace dare tanto; ho ricevuto supporto sia da membri dirigenziali che dai tifosi ed è la cosa più bella per uno che svolge il mio lavoro, perché il calcio è un gioco per i calciatori, per ruoli come il mio si tratta di un lavoro che richiede tante responsabilità verso staff, squadra, dirigenza, città. Ovvio che in un momento di crisi un allenatore possa sentirsi in bilico, ragazzi non sarei né il primo né l’ultimo ad essere sollevato dall’incarico, ho visto tanti allenatori esonerati anche se l’obiettivo prestabilito veniva raggiunto con largo anticipo, è successo anche a me in passato quindi so che può sempre succedere, però nello specifico non ho avuto nessun segnale dalla società in tal senso, al contrario ho notato degli atteggiamenti e dei comunicati che mi hanno fatto tanto piacere e mi fanno capire che remiamo nella stessa direzione”.

In attesa degli ultimi movimenti di mercato, considera la Juve Stabia ancora una squadra da top 10, che deve raggiungere i Play-Off?

“Noi al momento siamo fuori dalla zona Play-Off ma se guardiamo al numero di partite mancanti dobbiamo avere sempre l’ambizione di raggiungere il massimo, c’è la volontà di tutti di riscattare un periodo breve ma negativo, tenendo però conto che ci deve essere sempre equilibrio nelle valutazioni, non si può passare dall’esaltazione di qualche tempo fa a parlare come se fossimo gli ultimi in classifica. Se indovineremo gli acquisti restanti sarà ancora meglio ovviamente, ma già oggi siamo su un buon livello, siamo una squadra che dal punto di vista del gioco ha a tratti dimostrato anche di appartenere a un’altra categoria, ma paradossalmente mancano alcune caratteristiche che ci chiede questa categoria specifica: dobbiamo pensare meno ai preziosismi e di più all’essenziale, questo è il nostro obiettivo”.

Gli ultimi acquisti hanno visto come protagonisti profili molto giovani, spera in qualche acquisto di esperienza oppure la strategia di puntare sulla linea verde è condivisa?

“Mi sono già espresso in passato in merito, sono d’accordo con l’arrivo di giovani a patto che portino quelle caratteristiche di cui abbiamo bisogno, non necessariamente tecniche ma anche e soprattutto mentali e caratteriali. Poi ci tengo a specificare che qui non tratteniamo nessuno con la forza, se qualcuno fa trasparire o ammette pubblicamente di non voler proseguire la sua avventura qui e vuole cercare nuovi stimoli noi proviamo ad accontentarlo, a patto che ci sia un ritorno in grado di soddisfare la società. Se questo non succede e il mercato si chiude, chi si trova qui ha il dovere di dare il massimo per portare a conclusione nel migliore dei modi questo progetto”.

Mastalli sarà della partita?

“Mastalli fino a settimana scorsa non era disponibile mentre ora è rientrato, ma chiaramente non è ancora in una condizione ideale: così come non lo è Rizzo, che ha saltato anche l’ultima partita per un brutto pestone contro il Monopoli, e si aggiungono alla lista di Lia e Cernigoi che mancheranno per un po’, e anche Orlando sta lavorando per tornare ma non è ancora pronto. La situazione dunque non è delle migliori ma dobbiamo focalizzarci sull’andare oltre le difficoltà”.

Con tutte queste cessioni sente che le stiano ‘rompendo il giocattolo in mano’? Sono partenze condivise con la società e le sono stati promessi altri acquisti? Teme la stagione possa concludersi con un flop per via dei tanti cambiamenti?

“Il mio discorso di prima era fatto per l’appunto al fine di evitare pessimismi e pensare a un flop. La mentalità deve essere positiva, le mosse di mercato sono in larga parte condivise poi che qualche scelta iniziale sia cambiata questo può essere dovuto a un ridimensionamento degli esborsi causato sia dalla situazione Covid che dal distacco che magari abbiamo dalle primissime. Detto questo ripeto che siamo positivi, dobbiamo remare nella stessa direzione, dobbiamo sentirci tutti coinvolti e quando avremo tutti gli elementi a disposizione sono certo che avremo una marcia in più”.

Cosa dobbiamo aspettarci dal girone di ritorno dopo i vari movimenti di mercato? Qual è il suo bilancio al momento?

“Penso che i numeri parlino chiaro e siano sotto gli occhi di tutti, abbiamo venduto 5 giocatori, tra cui Romero che per vari motivi abbiamo realizzato tutti insieme che questo non fosse più il contesto ideale a lui e come ho accennato prima abbiamo accontentato il desiderio di un giocatore che voleva andare via. Sono arrivati dei giovani come Elizalde, Iannoni e Esposito, profili di prospettiva che possono dare una mano. Non siamo ancora pienamente soddisfatti del mercato ma è ancora aperto, e cercheremo di intervenire ancora ma allo stesso tempo ho piena fiducia nei giocatori che ho a disposizione, tireremo tutti fuori qualcosa in più”.