Juve Stabia, Padalino: “Catania costruito per vincere. Ecco cosa penso del nostro mercato”

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Padalino in occasione della conferenza stampa pre-partita di Juve Stabia-Catania:

Mister il mercato è ora giunto al termine. Tenendo conto delle operazioni in entrata e in uscita, si ritiene soddisfatto di come siano andate le cose o si poteva fare meglio?

“Allora, partiamo dalle uscite: Bubas e Bentivegna sono delle partenze che avevamo programmato già prima che cominciasse il mercato, abbiamo ritenuto che non si sposassero benissimo con i meccanismi e gli schemi della squadra e quindi ci è sembrato giusto che andassero alla ricerca di un contesto in cui essere più valorizzati sul piano tecnico e umano; Romero è andato via perché avevamo delle aspettative su di lui e in questi mesi non sono state mantenute; tutti gli altri sono andati via su specifica richiesta da parte loro, evidentemente non si sentivano più stimolati a sufficienza o valorizzati come volevano in questo progetto quindi la separazione è stata naturale. Abbiamo fatto il possibile per ovviare a questi imprevisti, in porta abbiamo preso un portiere che sebbene non sia di nostra proprietà devo dire è di grande prospettiva; in difesa cercavamo un giocatore roccioso, che non dovesse avere spesso la palla tra i piedi, un cagnaccio, e doveva essere uno di esperienza perché Esposito e Elizalde possono avere un futuro roseo ma sono molto giovani, agli sgoccioli del mercato abbiamo trovato l’occasione di prendere Caldore dal Taranto e crediamo sia un profilo adeguato. Siamo rimasti molto sorpresi quando abbiamo saputo della possibilità di prendere Marotta, è un giocatore che può stare benissimo nella Serie B, per cui ho dato subito il mio benestare all’operazione perché può aggiungere quelle qualità tecniche ma soprattutto caratteriali che ci mancavano”.

Mister si aspettava tutti questi movimenti di mercato orientati verso un cambio di modulo che preveda un attacco a 2 punte e non più un 4-3-3? Si tratta di una sua richiesta?

“Come ho già detto alcune situazioni erano decisamente impreviste, determinati giocatori ci hanno comunicato che non stavano più bene qui e non volevano restare a Castellammare, quindi li abbiamo accontentati e ci siamo privati di questi elementi in maniera inaspettata. Il mercato di Gennaio è difficile, si muove poco in giro e se tu sei bravo e fortunato come noi nel caso di Marotta oppure se hai l’opportunità economica di spendere qualcosa in più ti rinforzi maggiormente, altrimenti vai di opportunità; non c’era alla base del nostro mercato l’idea di voler cambiare modulo, però è evidente che con Ripa, Marotta, Borrelli e Cernigoi quando tornerà, utilizzare un modulo che preveda una sola punta sarebbe sciocco, quindi abbiamo trovato anche per necessità una soluzione alternativa”.

Mister il nuovo modulo sembra aver dato nuova linfa alla sua squadra, con la difesa a 3 e soprattutto le fasce valorizzate con Rizzo e Garattoni. Pensa di confermare questo schema tattico a lungo termine?

“Diciamo che è una possibilità. Non abbiamo intenzione di abbandonare il sistema di gioco che ci ha portati fino a qui, anche se abbiamo fatto qualche modifica, e inoltre anche con l’altro modulo le fasce sono state valorizzate da Rizzo Garattoni e a volte addirittura Scaccabarozzi. Il nuovo modulo è una soluzione alternativa come ho detto, potremo utilizzarlo o meno a seconda della situazione e dei segnali che mi daranno i miei giocatori in campo”.

Considerando i numerosi movimenti di mercato che hanno visto protagonista la Juve Stabia, si aspetta un periodo più o meno lungo di rodaggio per i nuovi arrivati? E ora che il mercato è chiuso, crede che il valore della squadra sia consolidato?

“Partiamo dal presupposto che la spina dorsale, il nucleo principale della squadra quello era e quello è rimasto, non ci sono state rivoluzioni e già questo è importante, il valore della squadra si può consolidare ora perché il mercato è chiuso e il gruppo sarà sempre questo, quindi posso lavorare sui nuovi arrivati: per quanto riguarda questi ultimi, credo che qualcuno avrà bisogno di un inserimento graduale mentre altri no: Marotta non ha bisogno di nessun tipo di rodaggio visto che rappresenta come detto prima un profilo che mai ci saremmo aspettati di avere con noi. Detto questo ho fiducia di quelli che già erano qui, sono sicuro che aiuteranno i nuovi ad integrarsi presto e ho fiducia di loro perché ci hanno portati dove siamo ora, cioè non in zona retrocessione ma in zona Play-Off con il rimpianto che sfruttando meglio qualche occasione avuta in passato ora staremmo parlando di altro. Raramente siamo stati battuti sul piano tattico e del gioco, varie volte invece siamo stati battuti sul piano mentale, e ci dobbiamo porre tutti l’obiettivo di migliorare in tal senso, io in primis”.

Anche se lei non è il responsabile del mercato, ci sa dire quale sia stato il criterio utilizzato dalla società per la campagna acquisti? Contro il Catania utilizzerà lo stesso sistema di gioco visto con la Vibonese? Marotta sarà già a disposizione?

“Diciamo che ad oggi è abbastanza difficile che un allenatore non sia protagonista del mercato, a volte capita e in quei casi comunque non ho sentito lamentele. Ho dato delle mie direttive ed esigenze alla società e per ognuna di esse mi ha esposto degli specifici profili, su alcuni non sono stato d’accordo, mentre su altri come Marotta ed Esposito che poi sono arrivati si. Il criterio era di colmare delle lacune che avevamo e credo che alcune di queste le immaginiate perché erano evidenti, lì davanti ci mancava qualcosa e Marotta è arrivato per questo. Volevo un centrocampista con delle caratteristiche diverse da quelli che avevamo, in effetti è arrivato Iannoni però si tratta di un giovanotto. Avrei voluto un difensore centrale per ovviare alle partenze di Allievi e Codromaz ma non siamo riusciti a prenderlo, infine in porta abbiamo sostituito quello che era il nostro titolare con un giovane che sono convinto non lo farà rimpiangere. Passando al Catania, sono una squadra con dei valori diversi dalla Vibonese e anche dai nostri, anche se sotto alcuni aspetti sono simili ai nostri ultimi avversari: è evidente che qualcosa nell’atteggiamento andrà cambiato perché il Catania è una squadra costruita per vincere, ovviamente però senza stravolgere nulla ma andando a modificare qualcosa tenendo conto anche delle partite ravvicinate. Marotta sarà senz’altro a disposizione, viene dalla Serie B ed è un ragazzo senza la puzza sotto al naso, anzi ci ha già fatto vedere quello che è il suo modo serio di lavorare”.

Come giudica il restyling effettuato in questa sessione di mercato, con la partenza di ben 3 esterni? In occasione della partita col Foggia Ghinassi disse che questa squadra aveva bisogno di un centrocampista e un attaccante esterno, il cambio di rotta è causa di richieste sue al nuovo ds Pavone o è stata una direttiva della società? Per le varie partenze si può parlare di bocciatura del mercato estivo o è eccessivo? Mastalli e Marotta possono essere considerati acquisti top?

“Partiamo dall’ultima; possono essere considerati acquisti top certamente: Marotta lo è a tutti gli effetti, Mastalli già era qui ma dobbiamo aspettare che torni al meglio così come Cernigoi, non lo abbiamo praticamente mai avuto a disposizione e comunque hanno provato a portarcelo via ma lo abbiamo tenuto perché in questo ragazzo crediamo molto e può davvero rappresentare un grande valore aggiunto quando sarà disponibile, ho fiducia in questi menzionati ma ho fiducia in tutti i nuovi arrivati che crediamo possano aiutarci a fare lo step in avanti che vogliamo. Per quanto riguarda il restyling e il mio parere sul mercato, ovviamente si può sempre fare meglio, questo discorso vale in campo e vale in questo ambito, potevamo in alcune situazione agire meglio e organizzarci prima, magari avremmo fatto qualcosa in più, ma in ogni caso abbiamo notevolmente abbassato l’età media della squadra, che è in linea con l’obiettivo della società. Passando alle parole di Ghinassi, sono state dette in un momento storico particolare e che era positivo per noi, mentre quando perdi 3 partite di fila è diverso, capisci di più cosa effettivamente ti manca: come dico ad ogni conferenza stampa ci vuole equilibrio nei giudizi, non avevamo bisogno solamente di un centrocampista e di un attaccante ma non dovevano neanche arrivare 11 nuovi giocatori; le mie richieste sono sempre state di un innesto di spessore per reparto, erano queste con Ghinassi e sono rimaste tali con Pavone. Infine il mercato estivo non è assolutamente bocciato, la maggior parte di quelli presi sono rimasti, semplicemente su alcuni giocatori sono state fatte delle valutazioni diverse, ad esempio Bubas nonostante sia un ragazzo d’oro e che si è sempre impegnato non si era integrato nei nostri schemi come credevamo, ed era giusto dargli l’opportunità di trovare un contesto a lui congeniale. Bentivegna è andato via anche per situazioni personali, e per quanto riguarda gli altri vi ho già spiegato prima. Il mercato estivo non è bocciato, semmai rivisto”.