Al termine del match contro il Lavello, perso per 0-1 con il calcio di rigore di Liurni, Mimmo Panico, allenatore del Portici, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni ufficiali della società. “Mi premeva avere una reazione della squadra dopo la sconfitta contro il Casarano, e per come è maturata con i nostri errori clamorosi – ha cominciato il tecnico. Mercoledì è stata una gara non all’altezza delle possibilità, favorendo una squadra molto forte e uscendone con le ossa rotte. Oggi il Lavello ha avuto alcune opportunità per raddoppiare, ma anche noi abbiamo avuto occasioni per passare in vantaggio e poi per pareggiare”. Poi Panico si è soffermato sui minuti di recupero concessi nel finale (2′, ndr): “Già al termine del primo tempo mi ha sorpreso la scelta di non concedere alcun minuto di recupero, ho pensato che l’arbitro potesse rifarsi al termine della gara. Ci sono stati tanti cambi, tante ammonizioni e mi aspettavo almeno 4 minuti di recupero. La squadra, però, mi è piaciuta tanto, abbiamo giocato alla pari e oggi dico che la mia squadra è viva“.
Sull’assetto tattico del Portici: “L’unico attaccante che ci attacca la profondità è Maione, che oggi non doveva esserci, ma si è impegnato 47′ minuti che non erano in programma. Non avendo lui, facciamo fatica in profondità. Dal punto di vista psico-fisico non è stato facile dopo la trasferta di mercoledì, e siamo stati poco lucidi. Tuttavia, abbiamo creato tante palle inattive, malgrado potessimo sfruttarle meglio. Carretta (portiere del Lavello, ndr) ha salvato due volte il risultato. Potevamo sfruttare meglio qualche ultimo passaggio, ma non posso rimproverare niente ai ragazzi. Il pari non sarebbe stato così scandaloso. Spina? Non è una bocciatura per Schaeper, che resta il nostro riferimento. Aveva bisogno di staccare la spina per rigenerarsi. La scelta di Spina è un motivo per farlo stare sul pezzo perché c’è competizione e per far crescere quello che sarà il portiere degli anni successivi”.
Portici, Panico: “Abbiamo giocato alla pari, la squadra è viva. Arbitraggio? Perplesso per il recupero…”
