Benevento-Juve Stabia 1-0: streghe, bentornate in serie A!

Benevento-Juve Stabia è la sfida che può valere la serie A. Le streghe sono reduci da un pareggio ad Empoli che ha visto sfumare il record di promozione in A; le vespe, invece, sono reduci da due sconfitte consecutive, l’ultima maturata in casa con il Livorno per 3-2. Tanto il malumore, ma la voglia di venirsi a giocare la partita in un campo difficile, in una giornata storica. Un derby sicuramente insolito, pronto a regalare sorprese e, con ogni probabilità, il ritorno della società di Vigorito fra le grandi, per dimenticare quell’annata storia che li vide ricadere nell’oscurità della serie B.

PRIMO TEMPO
Comincia il match del Vigorito, tanta attesa per una gara decisiva. La Juve Stabia parte con un atteggiamento aggressivo togliendo spazi ai ragazzi di Inzaghi. Al minuto 9 Canotto punta la difesa avversaria, evita Caldirola e conclude impegnando Montipò, occasione per le vespe. Occasionissima Benevento al 15°: Improta crossa sulla corsia opposta, Hetemaj stoppa e appoggia a Moncini, conclusione ribattuta da Provedel. Del Pinto, a due passi, si divora il gol vantaggio. Due minuti dopo a rovarci è Maggio: l’ex Napoli prova un destro dalla distanza che finisce battezzato fuori dal portiere della formazione gialloblù. Al minuto 24, espulso Caldirola per il Benevento: forse qualche parolina di troppo nei confronti del direttore di gara. 33°: cross di Elia, pericoloso inserimento di Forte e rimbalzo che rischia di battere Montipò. L’estremo difensore delle streghe, però, dice di no con un intervento non facile e attento. 6 minuti dopo è Moncini a concludere dalla distanza, ma la palla finisce lentamente fra le mani di Provedel. Negli ultimi frangenti di primo tempo le squadre si affidano a veloci ripartenze. I ragazzi di Inzaghi con un uomo in meno sono costretti ad aumentare l’attenzione in fase difensiva. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 0-0- Una partita che può ancora offrire colpi di scena in virtù dell’inferiorità numerica dei padroni di casa. Tuttavia, al momento, il Benevento è in A.

SECONDO TEMPO
Il primo tentativo della ripresa è affidato al destro di Calò: su punizione, al 49°, il centrocampista stabiese, però, non inquadra la porta. Pochi minuti dopo ci prova Mallamo dalla distanza, presa facile per Montipò. 62°: Elia salta Maggio sulla destra, serve Bifulco che calcia a lato di poco. Sul calcio d’angolo successivo Forte si eleva e stacca, palla di poco alta sulla traversa. Un paio di minuti dopo, proprio l’ex Napoli alla destra crossa per Moncini che gira di testa senza creare pericoli a Provedel. Svolta della gara al minuto 71: Sau riceve da Schiattarella in profondità, buca Fazio e, proprio l’ex della Juve Stabia, siede il portiere delle vespe insaccando alle spalle. E’ il gol che, con ogni probabilità, è sinonimo di serie A. Esultanza di Inzaghi insieme al Ds Foggia e fuochi d’artificio nel vicino rione Libertà, cuore pulsante della città. Fase di stallo della gara: il Benevento gioca con meno pressione, mentre la Juve Stabia cerca di costruire qualche assalto per il pari. Protagonista Montipò al minuto 88: su corner della Juve Stabia, Fazio conclude, riflesso straordinario del portiere delle streghe che dice ancora di no. Quasi allo scoccare dei 90, Benevento vicino al raddoppio: progressione di Tello che serve Letizia, ma da posizione ottimale il terzino calcia a lato. Intanto in panchina cominciano i primi gavettoni a Pippo Inzaghi, dodicesimo uomo della squadra, artefice di un campionato dominato, costretto al cambio maglia. Quella nuova, però, ha una A gialla sul petto.

Termina il match dopo i 5 minuti di recupero. Terzo crollo consecutivo della Juve Stabia, mentre il Benevento torna in serie A eguagliando il record dell’Ascoli ’77-’78 di Mimmo Renna. 56 gol fatti, 15 subiti, 18 clean sheet per Montipò. La corsa simbolica sotto la curva del Vigorito, con il presidente sceso sul terreno di gioco, è in ricordo di tutte le vittime che questa pandemia si è portata dietro. Ora i festeggiamenti: quattro mini-pullman sfileranno per la città. Il sindaco Mastella ha inviato a festeggiare dai balconi per dimostrarsi non soltanto campioni del campionato, ma soprattutto campioni di civiltà e modello per l’Italia intera. L’immagine di Vigorito, Inzaghi e Foggi che corrono sul terreno di gioco è il riflesso di una società che ha trovato la vittoria nell’unità di un gruppo ben organizzato fino ad essere sinonimo di famiglia calcistica. Benevento: ora è davvero tua. Bentornati in serie A!

Benevento (4-3-3): Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Hetemaj, Schiattarella, Del Pinto (26’ Tuia); Insigne (69’ Tello), Moncini (69’ Sau), Improta 81’ Barba); All. Inzaghi

Juve Stabia (4-3-1-2):
Provedel; Elia, Fazio, Tonucci, Vitiello; Calvano (68’ Addae), Calò (81’ Melara), Mallamo (58’ Bifulco), Di Mariano (68’ Di Gennaro); Forte, Canotto (81’ Rossi); All. Caserta

Marcatori: 71’ Sau (Benevento);
Ammoniti: Insigne 23’, Volta 49’, Tonucci 64’, Elia 76’;
Espulsi: Caldirola 24’
Arbitro: Livio Marinelli