Lorenzo Montipò, portiere del Benevento, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport raccontandosi e commentando il periodo che i giallorossi stanno vivendo, in vista dell’obiettivo salvezza. L’estremo difensore ha fatto accenno al Novara, raccontando un piccolo aneddoto sulla formazione con la quale a 17 anni ha fatto l’esordio in B: “Naturalmente ho sempre attivate le notifiche in relazione al Novara, squadra a cui sono molto legato per il mio esordio in serie B”. Tante sono le differenze tra il campionato di serie B e quello di serie A: “In cadetteria l’attaccante stoppa il pallone, trova la migliore posizione e tira; qui in serie A c’è più qualità, si tira e anche ben angolato. Spesso per noi portieri è più difficile perché hai meno tempo per riflettere sulla scelta che devi fare per evitare di concedere il gol”.
Il portiere giallorosso ha il contratto in scadenza nel 2022, ma il suo pensiero resta uno solo: “Resterei a Benevento con gioia. Spero che a fine campionato si potrà ridiscutere il mio contratto. Qui io ed Eleonora stiamo bene, lei è felice e si è costruita solide amicizie. Siamo a due passi dal centro, non c’è tanto da fare, ma si mangia bene. E a volte ho la sensazione che Benevento sia una città del nord messa nel sud. La gente è molto calorosa, e questo è il motivo per il quale sono molto dispiaciuto per i tifosi che non possono supportarci allo stadio. Avrebbero riempito il Vigorito e sarebbero stati il dodicesimo uomo in campo”. Infine, sulla fondamentale corsa alla salvezza: “Mancano 10 punti a quello che tutti consideriamo come il nostro scudetto. I miei genitori mi hanno cresciuto con tanta umiltà, senza presunzione, e mi hanno insegnato il sacrificio e l’importanza di meritarsi col lavoro qualsiasi obiettivo. E’ così che vogliamo continuare, già dalla difficile gara contro il Sassuolo di lunedì”.
Benevento, Montipò: “Spero di rimanere qui. Salvezza? Dieci punti da ottenere con umiltà e lavoro…”
