Italia, il punto sul girone degli Azzurri campani

Questa Italia vince, convince e fa sognare. Un girone concluso in maniera magnifica, impeccabile, con 9 punti totali racimolati nelle tre partite con Turchia, Svizzera e Galles, mettendo in mostra un gioco spumeggiante unito a tanta voglia di fare bene e ad uno spirito di gruppo da fare invidia a tutta Europa. Gli uomini chiave sono molteplici, proviamo ad entrare nel dettaglio per quanto concerne i tre calciatori campani di questa ambiziosa avventura europea.

Donnarumma: il portiere classe ’99 è già entrato nella storia del Campionato Europeo. Per la prima volta in assoluto infatti, un estremo difensore riesce a non subire goal in tutte le partite della fase a gironi; vi erano molti punti di domanda su quale sarebbe stato il rendimento di Gigio, non tanto sotto l’aspetto tecnico quanto sulla sua capacità di restare lucido e non farsi sopraffare dal polverone mediatico causato dal suo addio al Milan a parametro zero per accasarsi con i francesi del PSG. Le critiche alla scelta non sono mancate neanche da parte di volti noti del settore, eppure Donnarumma a soli 22 anni si è dimostrato capace di scindere le situazioni, di restare concentrato e affidabile imponendo la Nazionale come sua attuale priorità assoluta. Diventa anche difficile fare un commento sulle sue prestazioni, perché nelle 3 partite giocate è stato chiamato in causa poche volte, basti pensare che ha più clean sheets (3) che parate effettuate (2); una nota di merito va però data al nativo di Castellammare, ovvero l’impegnarsi costantemente per risultare affidabile e trasmettere sicurezza anche per quanto concerne fattori non usualmente considerati suoi punti di forza, ovvero le uscite e il gioco con i piedi: 7 le uscite in presa effettate dal portiere senza mai commettere svarioni o errori velenosi, e trovandosi coinvolto in molteplici occasioni nell’ormai classica costruzione dal basso si è rivelato prezioso anche in quest’ambito, dei suoi 94 passaggi ben 82 sono andati a buon fine, per un’ottima media dell’87% di precisione. Con questa continuità di prestazioni, l’ascesa di Gigio ai vertici mondiali del suo ruolo può solo accelerare, per la gioia sua e di tutto il popolo azzurro.

Insigne: il numero 10 degli Azzurri si è a sua volta reso protagonista di prestazioni di altissimo livello, affermandosi come padrone assoluto della fascia sinistra oltre che vero e proprio play-maker del reparto offensivo. Sempre propositivo, volenteroso e pronto ad aiutare la squadra sia coinvolgendola in azioni corali sia tentando conclusioni individuali. Lorenzo ha giocato 150 minuti totali tra le prime due partite (ha riposato nella terza col Galles a qualificazione ottenuta), ha tentato 112 passaggi di cui 85 andati a buon fine (precisione del 76%); 7 volte ha cercato la porta e 2 volte il pallone è arrivato nello specchio, e la ciliegina sulla torta è senz’altro la rete del definitivo 3-0 ai danni della Turchia nella partita inaugurale arrivata col suo ormai brevettato tiro a giro, goal che è andato a chiudere perfettamente quella che fu una partita di grande sacrificio e corsa per lui, che si è confermato anche contro la Svizzera, pur senza segnare, come giocatore insostituibile e irrinunciabile per caratteristiche e abilità tecniche. La sua visione di gioco, la capacità di andare al tiro da posizione defilata e la sempre più confermata piena maturità calcistica raggiunta potranno davvero rivelarsi cruciali per l’Italia e per il prosieguo del sogno a tinte azzurre.

Immobile: il miglior marcatore nella storia della Lazio, la Scarpa d’Oro della stagione 2019/20, e ora sembra determinato anche a diventare il trascinatore degli Azzurri verso qualcosa di grande. Ciro Immobile ha dovuto fronteggiare tante critiche negli ultimi mesi, indubbiamente troppe per un giocatore da 150 reti negli ultimi 5 anni, cifre che giustificano abbondantemente la fiducia incondizionata che mister Mancini ripone in lui. L’attaccante classe ’90 ha messo in campo l’istinto killer e la propensione al sacrificio che lo contraddistinguono, 171 i minuti giocati da lui (che come Insigne ha riposato nella sfida col Galles) e una capacità di incidere propria dei grandi giocatori: 43 passaggi riusciti sui 54 tentati per una media totale dell’80%, coinvolgimento dei compagni che ha trovato la sua massima espressione nell’assist del 3-0 al suo amico Lorenzo Insigne contro la Turchia nella gara inaugurale. In più 10 volte è arrivato alla conclusione, 3 volte il pallone ha raggiunto lo specchio della porta e 2 volte è finito alle spalle del portiere, mettendo quindi la firma su entrambe le partite da lui giocate, il che lo rende ad oggi il miglior marcatore della nostra selezione a pari merito con Locatelli (autore come sappiamo di una doppietta contro la Svizzera). Ciro risponde alle critiche nella maniera più concreta e signorile possibile, sul campo da gioco, e l’augurio è quello di restare così decisivo e di timbrare il cartellino anche in occasioni più importanti, per affermarsi ed essere riconosciuto definitamente come un top di caratura mondiale.