Sofferta, complessa, esaltante, trionfale, storica, difficile, irripetibile: la stagione sportiva 2019/20 è stata tutto questo, per motivi di campo e non; la pandemia ha infatti dato uno scossone al mondo intero e lo sport ne ha ovviamente subito le naturali conseguenze. A larghi tratti la ripresa stessa dei campionati è stata in serissima discussione, e la catastrofe scatenatasi in tutto il mondo ha condizionato e tuttora condiziona le menti dei calciatori che (è sempre doveroso ricordarlo) sono prima di tutto uomini.
Quella che sembrava un’annata maledetta ed interminabile sta pian piano volgendo al termine, chiudendo simbolicamente una pagina nera della storia dello sport e dell’umanità, avviandosi verso un nuovo incoraggiante inizio. Tralasciando le difficoltà ed i sacrifici che sono stati comuni a tutti in questi tempi e soffermandoci sul nostro Benevento, dal punto di vista pratico e dei risultati si è trattata in realtà di una stagione da incorniciare: campionato dominato per tutto l’anno, promozione in A con sette giornate di anticipo, record di vittorie in trasferta record di punti ancora possibile da eguagliare.
A mister Inzaghi e ai suoi ragazzi vanno senz’altro riconosciuti i meriti per aver portato la squadra al successo ed aver fatto fruttare al meglio il lavoro di società e dirigenza, tuttavia in seguito all’aritmetica vittoria del campionato è seguito un calo fisico e mentale si preventivabile ma comunque importante: 2 vittorie, 1 pareggio e ben 3 sconfitte sono un bilancio che, seppur a obiettivo raggiunto, si presenta come difficilmente digeribile da una squadra che voleva dimostrare di voler vincere e convincere, sempre, comunque e dovunque.
Vincere la partita di arrivederci (si spera quanto più tardi possibile) alla Serie B sarebbe importantissimo dal punto di vista morale per chiudere al meglio una stagione che a prescindere da tutto ha consegnato questa squadra ai libri di storia; l’avversario finale sarà l’Ascoli, squadra che escludendo 3 sconfitte ha ottenuto sempre risultati utili nel post-Covid contro anche squadre di spessore ( Salernitana, Cittadella e Pordenone per dirne alcune) riuscendo a compiere una rimonta insperata che li ha portati dalla zona retrocessione all’attuale quattordicesimo posto, 1 punto sopra la zona Play-Out: facile intuire che per i bianconeri fare risultato sarà fondamentale per potersi salvare a prescindere da ciò che succederà sugli altri campi.
Nonostante si tratti dell’ultima giornata si tratta dunque di una sfida che vede in palio molto più dei 3 punti, una prova d’orgoglio dopo lo scivolone casalingo col Chievo sarebbe ottimale per presentarsi al meglio all’avvio della prossima Serie A, dove più che la rosa e il gioco conteranno la testa, il cuore e le gambe.
