Portici. Quello di Salvatore Sarnataro è un Portici maturo che, malgrado debba ancora perfezionare e oliare certi meccanismi di gioco, ha dimostrato compattezza, unione e capacità di palleggio che hanno permesso un avvio di stagione perfetto. Tre vittorie consecutive, miglior attacco del girone I e adesso il primo clean sheet contro il Biancavilla di Ciccio Cozza. Cambi di gioco, profondità sfruttando la posizione libera di Romano ed Elefante, uniti alla solidità difensiva assicurata da Russo e Calvanese, sono il riflesso di una identità precisa che il tecnico sta plasmando sulla sua rosa. La sfida contro il Biancavilla ha messo in evidenza il cinismo dell’attacco guidato da Manfrellotti ed Elefante: poche le potenziali occasioni da rete che i vesuviani hanno creato nel corso della sfida, e ne è bastata una – il gol di Filogamo nel finale è frutto della capacità del Portici di colpire in contropiede un ormai scoperto Biancavilla – nel primo primo tempo per passare in vantaggio. Fa a sportellate Manfrellotti che, quando incapace o poco messo in condizione di far gol, aiuta la squadra, lega il gioco insieme al suo compagno di reparto e diventa uomo-assist, rivelandosi un numero 9 che si avvicina di più al prototipo della punta moderna. Elefante gli gira attorno, dialoga con lui ai limiti dell’area cercando sempre la soluzione migliore: il perfetto 10 che esalta i compagni e sa quando mettersi in proprio. Sono padroni del centrocampo azzurro, invece, Maranzino e Carrotta. Il numero 4 il regista di cui i vesuviani non possono fare a meno: smista palloni, recupera e non forza mai la giocata. Gli errori, a fine gara, si contano a stento sulle dita di una mano. La mezz’ala, invece, corre inserendosi in fase di costruzione e allargandosi sulla sinistra per creare possibili alternative e sostenere la sovrapposizione dei terzini – Izzo nel caso della catena laterale di sinistra. Tuttavia, il suo compito non si esaurisce qui, ed è spettacolare la chiusura ai danni di Rabbeni nel primo tempo che acongiura il potenziale vantaggio siculo. Accanto ai nomi di Manfrellotti, Maranzino e Carrotta, non si può non nominare ancora una volta Giovanni Romano. Il trequartista porticese, che non dà punti di riferimento – proprio per questo è in grado di dare voce al suo estro e alla sua creatività – è un assoluto trascinatore in fase realizzativa. Due le reti in campionato, dopo la splendida prestazione all’esordio contro il Giarre – il numero 17 non doveva nemmeno scendere in campo, ma un infortunio di Riccio ne ha permesso l’utilizzo. Da quel momento, mister Sarnataro non riesce a rinunciarvi, grazie alla qualità che permette di legare il reparto offensivo con la manovra di centrocampo. L’instancabile Romano non solo raccoglie le verticalizzazioni, ma sfrutta la sua marcia in più per colpire la difesa siciliana specialmente in profondità. È sua l’iniziativa che porterà al raddoppio di Filogamo, per il primo centro stagionale del classe ’98. Più in ombra Stallone, sostituito dall’impatto positivo di Piccolo, bravo a supportare le costruzioni offensive nei minuti finali. Decisivi, poi, nel reparto arretrato Liberato Russo e Della Valle. Non facile per il portiere, quasi mai impegnato in partita, rispondere presente nella ripresa quando Fichera sfiora il gol del pari. Non ce n’è per nessuno, invece, nei duelli col centrale raccolto a braccia aperte dal tifo porticese. L’esperienza messa al servizio della squadra fa la differenza e permette la prima porta inviolata della stagione.
È sotto gli occhi di tutti, dopo le prime tre gare stagionali, il Portici “camaleontico” che Sarnataro auspicava e auspica a costruire. Dal 4-3-1-2 al 4-3-3, all’occorrenza 4-4-2 in fase di non possesso per assicurare più copertura. La flessibilità del tecnico porticese è specchio di un calcio propositivo che sfrutta la spinta degli esterni bassi. Il rischio di esporsi alle ripartenze è naturalmente calcolato, in relazione alla quantità di uomini che vengono coinvolti nella manovra offensiva. Calvanese e Russo, tuttavia, assicurano una buona copertura, supportata subito dall’aiuto del centrocampo azzurro. Le tre vittorie non sono frutto del caso, ma frutto del lavoro che sta pagando quanto fatto nel ritiro estivo in virtù della nuova stagione. Tuttavia, il tecnico, in conferenza stampa post-gara, è stato chiaro: bisogna cavalcare l’entusiasmo con l’umiltà e la cattiveria di chi rispetta gli avversari, ma non dimentica che l’obiettivo salvezza richiede tanti sacrifici e concentrazione. Mantenere alta l’allegria del gruppo è il giusto modo per prepararsi al meglio alla sfida di mercoledì contro il Castrovillari, primo turno infrasettimanale insidioso per la gestione delle energie fisiche e mentali. Non poteva esserci inizio migliore, anche se è ancora presto per tracciare un chiaro percorso della giovane rosa vesuviana. Contano, però, identità e consapevolezza dei propri mezzi che l’allenatore, già parte della storia del club, ha trasmesso ai ragazzi, senza escludere (anzi sottolineando) la presenza di ampi margini di miglioramento e qualità che ancora possono essere messe sul palcoscenico della nuova serie D. Portici si gode il primato in classifica, con la convinzione di dover mantenere i piedi ben saldi a terra, e le prestazioni contro squadre di spessore come Giarre e Biancavilla, che dimostrano la compattezza di un gruppo che ha ben chiaro in testa l’obiettivo stagionale.
Foto: Gabriele Cozzolino fotografo
