Mariglianese, il tecnico Sanchez alla ripresa degli allenamenti: “Qui siamo liberi di lavorare senza intoppi. Mi aspetto conferme da tutti”

Dopo la vittoria contro il Casarano, nella nona giornata di Serie D-Girone H, la Mariglianese ha ripreso gli allenamenti agli ordini di Luigi Sanchez. L’allenatore biancoazzurro figura sulla panchina della TOP 11 GIRONE H, a cura di Casa Nocerina dello Sport, dopo aver guidato i suoi alla bella vittoria di domenica scorsa. Proprio il tecnico ha parlato ai microfoni ufficiali del club campano. Ecco le sue dichiarazioni:

Mister complimenti la bella gratificazione ricevuta. Al di là del riconoscimento sente che sia stato premiato il lavoro quotidiano di tutta la squadra?

“Quando le cose vanno bene vuol dire che c’è un gruppo che lavora, che lo fa bene e che riesce ad ottenere degli splendidi risultati. Sono soddisfatto ma dobbiamo pensare a fare meglio perché non ci sono concessi voli pindarici, dopo si cadrebbe, con conseguente dolore. Quelli presi contro il Casarano sono stati tre punti fondamentali, in una partita che poteva tranquillamente finire in parità se non fosse stato per episodi favorevoli, dopo che invece a Bisceglie gli episodi ci sono stati avversi. Il nostro portiere poi ha messo una pezza sull’1 a 0 consentendo di portare la partita a casa”.

Dopo Varchetta, adesso Tommasini. Ha mantenuto sempre la calma sostituendoli adeguatamente con giocatori, spesso under, che quando sono entrati hanno sempre fatto bene, in una vetrina come la quarta serie.

“Ogni calciatore ha l’opportunità di scendere in campo e fare bene. Chi è entrato ha sostituito due elementi fondamentali della squadra. È un bene per loro, che hanno fatto bene. Mi aspetto delle conferme ma mi aspetto anche di riavere quanto prima Varchetta e Tommasini”.

Una Mariglianese che cresce gara dopo gara dimostra di saper tenere botta alle difficoltà e di avere lo spirito del proprio allenatore. Qual è il segreto del vostro carattere?

“Ti ringrazio. Io credo che la differenza la fa la proprietà, la società che fa sì che anche dopo una sconfitta teniamo i piedi saldi per terra e ci garantisce la fiducia e il tempo per lavorare. Chi lavora, è anche libero, senza che nessuno metta i bastoni fra le ruote: come il DS Stiletti, che talvolta sta anche venti ore a telefono. Io non ho elementi di disturbo, voci di dirigenti che mormorano, io viaggio con al mio fianco persone che si affidano a noi e quando si perde sono i primi a starci vicino. Ognuno fa il suo, a 360°, e andiamo tutti verso una sola direzione”.

Photo credits: Marco Credendino