Il protagonista azzurro – Giovanni Di Lorenzo: lo stakanovista inamovibile ed instancabile

Nell’ultima giornata di campionato, il Napoli non è andato oltre il pari contro il Verona. Un risultato che ha lasciato l’amaro in bocca per aver perso l’occasione di riottenere il primato in solitaria, ma allo stesso tempo non è il caso di fare drammi. Gli azzurri hanno affrontato quella che senza alcun dubbio è tra le squadre più un forma del momento, nonchè un avversario rivelatosi molto ostico per le big. La formazione scaligera con Igor Tudor in panchina può vantare un rendimento da Champions, inoltre, dall’arrivo del tecnico croato, i veneti sono addirittura la seconda squadra ad aver segnato di più in Europa dopo il Bayern Monaco. Il Napoli ha faticato nel dare ritmo al proprio palleggio dinanzi al forsennato pressing a uomo del Verona, è mancata un po’ di brillantezza, complice anche la stanchezza dovuta ad un calendario fitto di impegni tra campionato ed Europa League. Partenopei che hanno pagato anche la prestazione sottotono fornita dai tre alle spalle di Osimhen, ovvero Politano, Zielinski ed Insigne, ma non è riuscito ad incidere anche lo stesso Lozano una volta fatto il suo ingresso in campo nella ripresa.

Tuttavia con un po’ di fortuna in più il successo poteva arrivare e sarebbe stato comunque meritato per quanto visto all’interno del rettangolo di gioco. Tanto rammarico per i legni colpiti da Osimhen e Mertens e per la disastrosa direzione di gara dell’arbitro Ayroldi, infatti il Napoli ha da recriminare per almeno un calcio di rigore non concesso. Ha del clamoroso la svista in occasione del netto intervento falloso in area di Gunter su Osimhen, così come poteva essere sanzionata anche la trattenuta di Magnani sempre ai danni del centravanti nigeriano. Davvero incomprensibile come anche in epoca Var si continuino a verificare situazioni del genere.

Dopo la classica prima parte dedicata ad un’analisi generale, ci spostiamo sul nostro protagonista di questa settimana, ovvero Giovanni Di Lorenzo. Il terzino ex Empoli è con il passare del tempo sempre più una garanzia e un elemento inamovibile per il Napoli. Il classe 1993 appare in costante progressione e il suo rendimento può definirsi a dir poco eccellente. Un terzino di rara completezza e un vero e proprio trattore sulla fascia. In fase di spinta è a tratti devastante con numerose sovrapposizioni, in cui abbina tanta corsa e qualità. Ottimo anche in fase difensiva. Delle volte il suo unico limite è proprio quello di non riuscire sempre a rientrare in tempo o a mantenere la giusta posizione nel momento in cui c’è da andare in marcatura, ma ora i progressi sono evidenti anche sotto quest’aspetto. Se tra i principali punti di forza degli azzurri in quest’inizio di stagione c’è stata anche una grande solidità difensiva, il merito non è soltanto della coppia Rrahmani-Koulibaly che sta costituendo un muro invalicabile, ma anche della capacità dei terzini, così come dei centrocampisti e degli attaccanti, di sacrificarsi e di interpretare al meglio entrambe le fasi.

Di Lorenzo inoltre, come nelle due stagioni precedenti, continua a confermarsi un instancabile stakanovista, infatti anche quest’anno è sinora il calciatore azzurro ad aver accumulato più minuti nelle gambe, sempre titolare nei sedici match stagionali tra campionato ed Europa League. La scorsa estate ha disputato un Europeo da favola e a suon di prestazioni di grande qualità e sostanza è diventato meritatamente un punto fermo anche per il CT della Nazionale Italiana Roberto Mancini. Giovanni è stato acquistato dal Napoli nell’estate del 2019 e i numeri, che parlano di 111 presenze e 8 gol in nemmeno due stagioni e mezzo, la dicono lunga sullo spessore del calciatore e sulla straordinarietà dell’apporto che sta fornendo. I palcoscenici di grande prestigio calcati oggi da Giovanni Di Lorenzo sono frutto di un percorso di crescita fatto di sacrificio, passione, caparbietà e di diversi anni trascorsi nelle serie minori, in cui non ha mai mollato e ha costantemente inseguito i propri sogni, anche dinanzi alle difficoltà. Un vero esempio.

Foto: SSC Napoli