Ieri sera il Napoli con la sconfitta per 3-1 al Camp Nou ha concluso la propria avventura in Champions League e la stagione. Che sarebbe stato molto difficile lo si sapeva, serviva un’impresa, ma Gattuso nelle sue dichiarazioni post gara ha avuto ragione nel dire che la qualificazione non era impossibile per come la squadra ha interpretato la doppia sfida. Nella gara d’andata al San Paolo il Napoli fece una prestazione perfetta sotto l’aspetto tattico, mostrando grande solidità difensiva. I blaugrana trovarono il gol del pareggio alla prima disattenzione e praticamente all’unica occasione concessa. Una partita che gli azzurri avrebbero potuto certamente vincere, considerando anche alcune palle gol che potevano essere concretizzate meglio. Riguardo al match di ieri, il Napoli ha approcciato ottimamente la gara, scendendo in campo senza paura e con la giusta personalità per andare a caccia dell’impresa. Ma poi il gol del vantaggio del Barcellona ha cambiato l’inerzia della partita, qui evidente il fallo in attacco di Lenglet su Demme.
Ma al di là dei ben noti episodi arbitrali che lo hanno penalizzato anche ieri, al Napoli sono ancora una volta costati cari quei due limiti che continua a palesare ultimamente e che ovviamente a certi livelli paghi a caro prezzo, ovvero: il subire gol con troppa facilità e lo sprecare troppo in fase realizzativa. In fase difensiva nel rush finale di questa stagione non si è più vista quella solidità mostrata prima del lockdown e che si era vista anche nelle due partite subito dopo la ripresa contro Inter e Juventus. Sulla difesa c’è anche da dire che la coppia Manolas-Koulibaly purtroppo non ha reso come ci si aspettava, i due si sono mostrati difensori dalle caratteristiche molto simili e incompatibili tra di loro e forse al Camp Nou sarebbe stato giusto schierare Maksimovic titolare, che senza dubbio, in questa stagione è stato il miglior difensore centrale del Napoli per rendimento. Adesso in rosa servirebbe un regista difensivo alla Albiol che detti i tempi. Guardando invece all’attacco, si spera che Osimhen sia l’uomo giusto per dare una maggiore vena realizzativa in fase offensiva. È un Napoli che gioca bene, che riesce a palleggiare con qualità ma che deve concretizzare di più.
Quindi, si conclude qui una stagione di alti e bassi, ma nella quale c’è stata la grande gioia della vittoria in Coppa Italia. In vista della prossima stagione, bisogna ripartire dalle ottime basi gettate da Gattuso, dalle prestazioni e dalla mentalità che hanno permesso di trionfare in Coppa Italia e di portare avanti un rendimento positivo per gran parte della seconda metà di stagione e ovviamente lavorare su quegli aspetti sotto i quali c’è ancora da migliorare, in primis quelli prima citati.
E ci sarà ancora da lavorare sicuramente sul mercato, con le cessioni di alcuni uomini che hanno ormai fatto il loro tempo e con il relativo rimpiazzo degli stessi con elementi adatti al progetto tecnico di Gattuso e con quegli stimoli forti che alcuni dei prossimi partenti hanno ormai perso. Questi sono discorsi che poi approfondiremo nelle prossime settimane.
