Il Milan fermato all’Arechi da una Salernitana rigenerata dalla cura Sabatini – Nicola e un’Inter sconfitta al Meazza dal Sassuolo di Dionisi, avevano di fatto consegnato al Napoli la ghiotta occasione di raggiungere in classifica il Milan capolista e di sopravanzare la squadra di Simone Inzaghi di un punto ( l’Inter ha ancora da recuperare la gara di Bologna).
Insomma il Napoli era “obbligato ” a vincere per dare una scossa decisiva al campionato, con ancora 12 gare da disputare. Ma gli azzurri, non sono arrivati all’appuntamento di Cagliari nelle migliori condizioni, anzi come affermato da Spalletti con la massima onestà, la formazione sarda avrebbe meritato la vittoria.
C’è da dire però che il Napoli ha affrontata la sfida in terra sarda, nuovamente alle prese con l’emergenza infortuni: Insigne, Anguissa, Lobotka, Politano, Lozano non sono stati nemmeno convocati, mentre Osimhen e Fabian avevano circa 25/30 minuti nelle gambe.
Le assenze erano decisamente importanti e in un numero elevato, ed il tutto proprio nel momento in cui vi era necessità di fare turnover, dopo la dispendiosa gara di giovedi a Barcellona.
Spalletti e il cambio modulo
La difesa a 3 schierata a Cagliari, era stata proposta una sola volta in campionato, al Maradona ad inizio dicembre con l’Atalanta. Il cambio modulo era sicuramente una soluzione ipotizzabile considerate le tante assenze, ma come dichiarato dallo stesso Spalletti, ci si aspettava una prestazione diversa, dove il Napoli potesse imporre maggiormente la sua qualità di palleggio.
Se con l’Inter si è potuto rimproverare al tecnico toscano l’ingresso tardivo di Mertens sul terreno di gioco, non si può dire lo stesso per il match di ieri, dove Osimhen e Fabian non avevano un minutaggio maggiore. Quindi più che sulle scelte degli uomini, si può affermare che ci aspettavamo un Napoli che imponesse maggiormente la sua qualità di palleggio ed invece, anche per meriti del Cagliari, la gara non si è indirizzata nei piani desiderati da Spalletti.
La corsa scudetto a 12 giornate dal termine del campionato
Gli azzurri al momento sono secondi in classifica a pari punti con l’Inter ( nerazzurri con una gara in meno) e a meno due dal Milan, che il prossimo 6 marzo sarà di scena al Maradona. Nonostante la mancata vittoria e l’occasione persa, il Napoli è ad un potenziale meno 3 dall’Inter e con 12 giornate da disputare il discorso scudetto resta ancora più che aperto. Inoltre c’è un dato da considerare: rispetto alla stagione 2017/2018, quella dei famosi 91 punti e del duello testa a testa con la Juventus, vi è molta più incertezza e imprevedibilità nei risultati. Molte squadre di fascia media infatti, hanno cercato di sopperire con una grande organizzazione di gioco al divario tecnico con le big del campionato.
Barcellona – Lazio: il bivio della stagione
Archiviato il pareggio di Cagliari, è già tempo di pensare alla sfida col Barcellona. Giovedi sera al Maradona gli azzurri saranno chiamati ad una prova importante per superare il turno e approdare agli ottavi di Europa League. Se il Napoli sarà bravo ad approdare al turno successivo, sarebbe di sicuro una della candidate alla vittoria finale del trofeo, anche se la strada per Varsavia risulterebbe ancora lunga e tortuosa.
Dopo la gara col Barcellona, c’è poi da affrontare la Lazio, che come il Napoli sarà reduce dall’impegno europeo di giovedi. E per continuare ad alimentare speranze scudetto, dopo il pareggio in terra sarda, il Napoli è chiamato a conquistare i tre punti nell’Olimpico biancoceleste, per poi preparare al meglio la super sfida col Milan. La stagione è ormai ad un punto cruciale: bisogna raccogliere quanto di buono seminato in questi mesi. per ritrovarsi ad aprile ancora in lotta per obiettivi importanti.
Foto: SSC Napoli
