Napoli, Xavi: “Fatti male i compiti all’andata, ora dobbiamo vincere. Maradona? Il più forte prima di Messi. È un onore giocare nel suo stadio.

Il Napoli si gioca nei play off di ritorno la qualificazione per le fasi ad eliminazione diretta di Uefa Europa League contro il Barcellona al “Diego Armando Maradona”. Alla vigilia del big-match l’allenatore blugrana, ex stella del calcio internazionale, Xavi Hernandez, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel prepartita:

Come affronterete la partita col Napoli, considerando il risultato dell’andata?

“L’ affronteremo nello stesso modo dell’andata, come se avessimo vinto. Dovremo imporre il nostro gioco, perché loro saranno molto offensivi e avranno un tifo importante dalla loro parte. Sappiamo di giocare su un campo difficile, ma siamo pronti”.

Che Napoli ti aspetti domani?

“Credo che faranno un pressing alto. Noi vogliamo giocare nella metà campo opposta. Sarà difficile perché il Napoli è una squadra molto fisica e mi aspetto molti contrasti. Dobbiamo dominare il possesso palla perché sono una squadra forte che punta alla Champios e a vincere lo scudetto”.

La partita di domani dà un po’ più di nervosismo?

“Si. Ogni partita è una finale e, non avendo fatto bene i compiti a casa, mi tocca giocare bene in casa Napoli. Dobbiamo giocare contro quelli che voi chiamate grandi rivali con il gioco a cui siamo abituati”.

Maradona ha giocato in entrambe le squadre. Cosa rappresenta questa grande presenza a cui sarà dedicato un omaggio?

“È un onore giocare nel suo stadio. Se non fosse stato per Messi sarebbe ancora il più grande giocatore di sempre e lo è stato ai suoi tenpi. Per noi è una ragione extra per vincere”.

Se non doveste passare la partita sarebbe un fallimento?

“Sarebbe una grandissima delusione uscire dalla competizione, nonostante non sia la Champions. Vogliamo dimostrare di poter competere. Il pareggio all’andata è stato insufficiente. È un’occasione per dimostrare il nostro valore”.

Nonostante alcuni risultati preferirebbe vincere o imporre la sua filosofia di gioco?

“Vorrei entrambe. Di solito il buon gioco ha ottimi risultati, nonostante alcune volte non siamo riusciti a vincere. Per il momento siamo in una fase di ascesa”.

Che effetto le fa vedere un solo giocatore del Napoli venire dalle giovanili e quali problemi crede abbia a questo proposito il calcio italiano?

“Non so cosa succeda in Italia, perché non vivo quotidianamente il Napoli. Noi abbiamo contato sulla cantera perché i giovani di casa danno di più. Il Barcellona può contare su calciatori di 17 e 18 anni che già fanno la differenza”.

Il Barcellona fuori casa ha sempre sofferto molto. Secondo lei perché?

“Si parla di stagioni in cui io non ci sono stato. Dobbiamo recuperare pressing, linea difensiva alta, triangoli di palleggio. Manca ancora un po’ per tornare ad essere quelli di un tempo. Per ora si pensa al Napoli”.

Foto FC Barcellona.