Il Personaggio Granata- Bonazzoli: dal passato con l’Inter alla rovesciata col Milan, tutte le tappe della punta granata

Galoppata di Mazzocchi sulla fascia destra, cross al centro perfetto per Djuric, Maignan esce in maniera scomposta, il bosniaco la spizza e la palla resta in aria per qualche secondo. Il tempo inizia a scorrere più lentamente per Bonazzoli, il quale è spalle alla porta, ma sa che quest’ultima è sguarnita. L’occasione è troppo ghiotta per essere fallita, considerando anche l’1-0 dei rossoneri dopo solo 5′. Il numero di 9 non ci pensa due volte, si coordina, tenta la rovesciata e…
Sappiamo tutti com’è andata a finire: la solita ma sempre affascinante storia di Davide che non si sottomette a Golia; una Salernitana che, pareggiando col Milan, non solo ha conquistato un punto fondamentale per la lotta salvezza, ma ha addirittura rimesso in discussione le sorti di un intero campionato.

L’1-1 siglato all’Arechi è il sesto goal con la casacca granata per Bonazzoli, l’ottavo considerando la doppietta in Coppa Italia contro la Reggina. Per ora, è il miglior marcatore stagionale dei granata.

Ma facciamo un passo indietro.

Catapultato nel mondo del calcio alla giovanissima età di quattro anni, Federico Bonazzoli si distinse nel settore giovanile dell’Inter come un attaccante dall’innato senso del goal. Fu proprio con i nerazzurri che nel 2013 il giocatore lombardo (nato a Manerbio, in provincia di Brescia) esordì in Coppa Italia, ottenendo la “medaglia d’argento” come secondo esordiente più giovane con la maglia dell’Inter, alle spalle soltanto del campione del mondo 1982 Beppe Bergomi. La sua prima apparizione nella massima serie arrivò un anno dopo, quando alla guida dei meneghini vi era Walter Mazzarri. Tuttavia la prima tappa del suo percorso in Serie A non può considerarsi esaltante, dal momento che, in quell’occasione, l’Inter incassò una sconfitta al Bentegodi contro il Chievo per 2-1, e di fatto Bonazzoli giocò all’incirca 7′. Non molti mesi dopo, Bonazzoli disputò anche il suo primo match europeo contro il Saint-Ètienne al Guichard (partita valevole per i gironi di Europa League), dove i nerazzurri riuscirono a strappare un importante 1-1. Dopo solo 11 giorni dal suo esordio in una competizione internazionale per club arriva anche la prima presenza con gli azzurrini di Luigi Di Biagio, diventando anche il più giovane giocatore della storia nella Nazionale italiana Under-21 (riconoscimento che però gli verrà strappato due anni dopo dal portiere vincitore dell’Europeo 2020, Gianluigi Donnarumma)

Dopo aver vinto il Torneo di Viareggio e il premio Golden Boy con la Primavera dell’Inter, nel 2015 il centravanti classe ’97 venne ceduto alla Sampdoria, dove però non trova molto spazio. Seguono poi i prestiti a varie squadre, tra cui Virtus Lanciano (con cui segna il suo primo goal in Serie B), Brescia e Spal. Da sottolineare anche le 35 presenze e le 8 reti con il Padova, che non basteranno però ad evitare la retrocessione dei biancoscudati in Serie C nel 2018.

L’anno dopo, ritornato nelle fila dei blucerchiati, Bonazzoli va a segno per la prima volta in Serie A contro la Fiorentina per la quinta giornata di campionato. Anche in quel del Franchi, la rete rocambolesca dell’ex Inter valse poco, perché la sfida terminò con una sconfitta dei liguri per 2-1. Si susseguirono poi un infortunio che lo tenne fuori dai campi di gioco per quattro mesi circa e, come tutti noi ben sappiamo, l’interruzione forzata del campionato a causa del Covid-19. Bonazzoli tuttavia ritornò in gran forma sui prati verdi della Serie A, firmando altre 5 reti, tra cui si annoverano una doppietta al Cagliari e un eurogoal contro l’Udinese che, per le doti balistiche messe in mostra, ricorda quello menzionato poc’anzi contro il Milan di Pioli.

Bonazzoli si trasferisce poi a Torino, sponda granata, dove con il suo ex tecnico ai tempi della Samp, Marco Giampaolo, riesce più o meno a ritagliarsi una sorta di spazio; ma l’esonero de “Il Maestro” al posto di Davide Nicola (attualmente allenatore proprio della Salernitana) comporta un cambiamento nelle gerarchie, e la punta nata a Manerbio si vedrà spesso preferito a Sanabria e riuscirà a gonfiare la rete in sole tre occasioni.

Dal 3 agosto 2021, inizia però un nuovo capitolo della carriera di Bonazzoli: viene ufficializzato il prestito alla Salernitana, dai granata di Torino a quelli campani. Stesso colore di maglia, stesso obiettivo da raggiungere, ovvero la salvezza. La formazione di Castori è reduce da una storica promozione, la prima dopo 23 anni di assenza, ma molti giocatori abbandonano Salerno nella sessione estiva, tra cui André Anderson, Casasola e, su tutti, Gennaro Tutino, autore di 14 reti alla sua prima ed ultima stagione in granata. Sostituire un giocatore rivelatosi decisivo come l’ex Napoli non sembra semplice, ed infatti, insieme a Federico Bonazzoli, viene acquistato dalla società campana anche Simy, che nella stagione 2020/2021 aveva siglato la bellezza di 20 reti con il Crotone. È però proprio la punta ex Torino e Sampdoria a siglare la prima rete della Salernitana nella massima serie dalla stagione 1998/99, che però non vale la vittoria nel match esterno contro il Bologna di Mihajlovic. Non molto tempo dopo, viene messo a segno anche il colpo Franck Ribéry, giunto a parametro zero dalla Fiorentina. Ma anche con l’arrivo di un fuoriclasse come il francese non basta a tenere la Salernitana lontano dall’ultimo posto.

In un momento critico dal punto di vista della classifica, non sono mancate altre sventure a complicare la stagione della Salernitana: oltre all’interminabile vicenda sulla multiproprietà (Lotito era patron sia dei campani che della Lazio, e un imprenditore non può gestire due squadre che si trovano nel medesimo campionato), si sono susseguiti l’esonero di Castori per Colantuono, la possibile esclusione dal campionato e l’eventualità di perdere punti a tavolino in seguito a trasferte non effettuate dalla Salernitana per casi Covid. Un turbinio di emozioni per i tifosi, che nonostante ciò non hanno mai smesso di seguire la loro squadra e di credere nella permanenza. Sogno che, se prima appariva irrealizzabile, in questo momento, con una squadra e una società totalmente rivoluzionate, appare quantomeno possibile. Arduo, ma possibile. E quella rovesciata del numero 9 è stata avvertita dal popolo granata come una scintilla che ridato nuova speranza per un finale di stagione in cui ogni partita dovrà essere considerata una finale. La prima di queste è contro l’Inter. Proprio quell’Inter da cui tutto è partito. Ma d’altronde per Bonazzoli, in questo momento, non ci deve né passato né futuro. Come nell’istante dell rovesciata col Milan, ci deve essere solo il presente.

fonte foto: profilo Instagram Federico Bonazzoli