Questa domenica, alle ore 20:45, andrà in scena la sfida scudetto tra Napoli e Milan: le due squadre storiche si affronteranno provando a conquistare 3 punti potenzialmente decisivi in un campionato che al momento appare estremamente incerto e del tutto privo di una chiara favorita. Il Napoli sogna ad occhi aperti uno scudetto che sarebbe il coronamento di un processo di costruzione partito da lontanissimo, dai tempi del ritorno in Serie A: i primi anni fatti di sofferenza e metà classifica, poi la svolta con l’arrivo di Mazzarri e una serata in particolare che ha riacceso la miccia in tutto l’ambiente azzurro, proprio contro il Milan. Oggi facciamo un salto nel tempo a quel campionato, quella notte che ancora oggi tanti tifosi napoletani ricordano con enorme piacere e orgoglio.
IL CAMPIONATO DELLE DUE SQUADRE
Siamo nella stagione 2009/2010, il Napoli viene dal mediocre dodicesimo posto dell’anno precedente e anche il nuovo campionato non comincia sotto i migliori auspici: 2 sole vittorie (3-1 col Livorno e 2-1 col Siena) a fronte di 1 pareggio (0-0 con l’Udinese) e ben 4 sconfitte (2-1 col Palermo, 4-1 col Genoa, 3-1 con l’Inter e 2-1 con la Roma) avevano portato all’esonero dopo sole 7 giornate di Roberto Donadoni con conseguente approdo sulla panchina azzurra di Walter Mazzarri. Il tecnico toscano, che veniva dalle due ottime avventure con Reggina e Sampdoria, arrivò a Napoli portando con sé la collaudata difesa a 3 (ancora ben lontana dal diventare sdoganata com’è oggi), schema di gioco che si dimostrò da subito adatto alle caratteristiche dei suoi uomini, che infatti cominciarono a migliorare nella proposta di gioco e anche i risultati da subito arrivarono, con 2 vittorie consecutive contro Bologna e Fiorentina per poi arrivare al match contro i diavoli rossoneri.
Il Milan stava vivendo certamente un anno di transizione: l’addio di Carlo Ancelotti dopo sette anni e mezzo alla guida della squadra con l’arrivo sulla panchina dell’esordiente Leonardo, ma anche la prima stagione dopo venticinque anni senza il leggendario capitano Paolo Maldini sono fattori che indurrebbero qualunque squadra ad un minimo periodo di assestamento. Tuttavia la rosa dei milanesi era ancora stellare, una delle migliori al mondo che vantava giocatori di caratura mondiale, che permettevano al Club di candidarsi di diritto per il campionato e per la Champions. L’avvio era stato stentato: certamente vi erano state 4 vittorie (2-1 col Siena, 1-0 col Bologna, 2-1 con la Roma e ancora 2-1 col Chievo) ma 3 pareggi (0-0 con Livorno e Bari e 1-1 con l’Atalanta) e 2 sconfitte (4-0 nel derby con l’Inter e 1-0 con l’Udinese) misero i rossoneri già nelle condizioni di dover vincere per tenersi a poca distanza dalla corazzata di José Mourinho, quell’anno destinata a prendersi tutto in territorio nazionale e mondiale.
LA PARTITA
La sera è quella del 28 Ottobre 2009, siamo alla decima giornata, il pubblico è quello delle grandi occasioni in un San Paolo gremito per quello scontro che evoca tanti ricordi di un passato glorioso. Il Milan glorioso lo è ancora e lo dimostra subito in maniera brutale: dopo solamente due minuti Seedorf con un passaggio illuminante dei suoi lancia Inzaghi in porta, che col suo innato killer instinct beffa la linea del fuorigioco avversaria e trova la rete che porta in vantaggio i suoi; neanche il tempo di esultare che ancora Seedorf in stato di grazia serve un altro assist delizioso, questa volta a Pato che brucia il difensore avversario e davanti a De Sanctis non si lascia ipnotizzare, siamo 2-0 e sono passati solo 5 minuti. I rossoneri chiaramente vista la comoda situazione abbassano i giri del motore e cominciano a gestire, il Napoli è vistosamente scosso dallo scioccante avvio e nei primi minuti fa fatica a rispondere, col passare del tempo inizia a prendere fiducia e qualche timida occasione la crea, seppur nulla di esaltante.
Nei secondi 45 minuti comincia invece un’altra partita: il Napoli è determinato a non arrendersi, non vuole una nuova brusca fermata nel proprio percorso di crescita, tira fuori gli artigli e crea numerosi grattacapi ai propri avversari, su tutti tre tiri di Maggio, Lavezzi e Hamsik su cui Dida è assolutamente provvidenziale, il migliore in campo per continuità durante l’intera contesa. Non mancano le polemiche, Denis viene atterrato da Thiago Silva con una trattenuta decisamente vistosa, l’arbitro decide di non dare rigore tra le proteste dell’intera arena, e poco dopo il Milan resta in dieci per l’espulsione di Abate, che obbliga i suoi a difendere nel finale in inferiorità numerica. I minuti scorrono, si arriva al novantesimo col punteggio invariato e tutto lascia presagire che il Milan conquisterà i 3 punti senza troppe ulteriori sofferenze, ma è qui che cominciano 5 minuti di recupero di vera e propria follia: in quelli che sono gli ultimi disperati tentativi viene battuto un calcio d’angolo dal Napoli che viene prontamente respinto, fuori area arriva però Luca Cigarini che con un prodigioso sinistro al volo buca la muraglia difensiva avversaria e trova la rete che accorcia le distanza infiammando lo stadio per il gran finale. Il Napoli è galvanizzato, attacca senza sosta e senza nulla da perdere con gli avversari alle corde aspettando solo il triplice fischio, all’ultimo secondo Datolo arriva al limite dell’area di rigore e mette in mezzo un cross disperato, sul quale però arriva prima di tutti Denis che trova la rete del 2-2 e fa esplodere di gioia un intero stadio, un’intera città: finisce così in parità una partita illogica, con un inizio e una fine senza senso e apparentemente scritti dal miglior sceneggiatore, il Napoli in pieno recupero riprende una partita che sembrava andata contro una delle squadre più forti al mondo, in una serata surreale che ha cambiato la storia dei partenopei. Infatti è da quella sera, quella gioia e quella sensazione che mancava da 20 anni, dall’addio di Maradona, che tutto l’ambiente si convince che è arrivato il momento di tornare grandi, è da lì che si capisce di possedere la forza, la voglia, il tifo e la fame per riportare il Napoli dove merita, quella partita pose la base per il ritorno in Champions dell’anno dopo e le numerose soddisfazioni che l’ambiente si è tolto in epoca recente. Erano anni che il San Paolo non cantava, esultava, si emozionava così tanto: serviva solo una scintilla, la stessa scintilla che servirà domenica sera per incitare i ragazzi di Spalletti a compiere un’impresa, a inseguire un sogno che chiuderebbe quel cerchio avviato il 28 Ottobre 2009.
TABELLINO
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro (dal 20′ st Datolo), Rinaudo, Grava; Maggio, Pazienza (dal 18′ st Cigarini), Gargano, Aronica; Lavezzi, Hamsik; Quagliarella (dal 26′ st Denis). All: Mazzarri
MILAN (4-3-1-2): Dida; Abate, Nesta (dal 8′ pt Kaladze), T. Silva, Zambrotta; Seedorf, Pirlo, Ambrosini; Ronaldinho (dal 15′ st Flamini); Pato, Inzaghi (dal 28′ st Borriello). All: Leonardo
AMMONITI: Pirlo (M), Campagnaro (N), Rinaudo (N), Grava (N), Aronica (N).
ESPULSI: Abate (M).
