Portici, Sarnataro: “La squadra ha giocato di cuore, ma non manca il rammarico…”

Dopo il pari che muove la classifica, guadagnato nella particolare sfida casalinga contro la Polisportiva Santa Maria, il tecnico del Portici, Savio Sarnataro, s’è così espresso ai microfoni di Campania nel Pallone, partendo alle espulsioni che hanno condizionato inevitabilmente la gara: “Le espulsioni hanno pesato sicuramente, costringendoci a giocare un primo tempo in dieci e addirittura in nove gli ultimi minuti di criticità della gara. Non sono qui a cercare alibi né a condannare in toto l’arbitraggio – specifica Sarnataro – ma la gestione delle ammonizioni secondo me va rivista, non ci sono stati falli plateali, né reazioni scomposte, ma semplici contrasti di gioco puniti con troppa severità”. Con un uomo in meno, allo scocco del duplice fischio, il Portici ha reagito diversamente da un punto di vista tattico: “Con la mancanza di un calciatore, volevamo palleggiare di più in mezzo al campo con Maranzino e Castagna, per poi provare a sfruttare sia la gamba di Scala e Carotenuto, sia qualche palla inattiva. Non potevamo ripartire sempre perché la tenuta fisica sarebbe venuta meno lasciando spazi enormi agli avversari. I ragazzi hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, sono stati bravi e sono stati puniti da episodi a mio avviso anche immeritatamente. Naturale poi – non si nasconde il tecnico porticese – che loro abbiano avuto un po’ di predominio, visto che ci siamo abbassati per non lasciare spazi”.

Il Portici è reduce da tre partite beffa, e si trascina dietro non poco rammarico: “Tutto si potrebbe far meglio, e con il senno del po’, con l’1 a 1, avrei voluto palleggiare di più. Poi, però, bisogna fare i conti con una rosa corta: Calvanese non si allenava da 15 gg, gestendolo in settimana al meglio. Domenica non ci saranno Russo, Calvanese e Manfrellotti; con una rosa ristretta, a questo punto del campionato, qualche cambio avrebbe fatto la differenza. Noi continuiamo a mettercela tutta, a volte sfortuna e inesperienza non ci accompagnano, ma continuiamo sulla nostra strada”. Sul rammarico, con gli azzurri ad un passo dalla vittoria: “Il rammarico c’è per com’è andata la gara, mai c’è stata la sensazione che da un momento all’altro avremmo preso gol. Il gol c’è stato su una palla inattiva e con una doppia espulsione, e questo ha fatto la differenza anche da un punto di vista psicologico. Ai punti, probabilmente, per il cuore e per il vantaggio dei primi minuti del secondo tempo, avremmo meritato di più. La prestazione, però, c’è stata, e i ragazzi, contrariamente alla scorsa gara, si sono rivelati tenaci e grintosi”.

Sulla gestione di questo momento delicato da affrontare, in vista di avversari (Cavese e Lamezia Terme) complessi da affrontare: “Bisogna rimanere tranquilli e trasmettere le motivazioni a coloro che verranno chiamati in causa. La rosa deve riflettere il peso della propria forza. Sappiamo di essere rimaneggiati, ma in campo si va sempre in undici e non vogliamo partire sconfitti. A volte è proprio in questi momenti che si tirano fuori gli attributi migliori”. Infine, sulla questione salvezza: “Non abbiamo mai pensato che la salvezza potesse essere raggiunta tranquillamente, ma abbiamo lavorato affinché questo avvenisse quanto prima. In qualche partita ci siamo complicati, ma siamo abituati a giocarcela alla pari con chiunque. Non ci sentiamo giù di morale, andiamo avanti per la nostra strada che sappiamo essere in salita. Quando la strada era in discesa – conclude il tecnico dei vesuviani – sappiamo che avremmo potuto fare qualcosa in più, ma va bene così e non ci scoraggiamo”.