Il Portici fa la voce grossa contro la Cavese di Troise, battendo la seconda della classe e dimostrando – stavolta non solo con le prestazioni, ma anche col risultato – di poter tenere testa anche alle big del girone I. La spensieratezza e il divertimento, la voglia di dare il massimo proprio perché non sottoposti a pressione, avranno certo fatto la differenza, permettendo una vittoria che – parole di Sarnataro nel post-partita – è una boccata di soddisfazione. Una soddisfazione che è ricompensa del lavoro che tecnico e staff stanno facendo da inizio anno, pur non raccogliendo sempre i frutti sperati – se si pensa a sfide come contro il Gelbison, il Lamezia Terme, il Santa Maria Cilento e il Real Aversa, gare in cui il Portici avrebbe meritato qualche punticino in più osservando la classifica attuale.
La partita. Sebbene ci sia molta distanza da un punto di vista qualitativo e di rosa – naturale che sia così visto i diversi obiettivi delle due società campane – sul sintetico del “San Ciro” ha regnato per gran parte di gara l’equilibrio, almeno nel palleggio e nella gestione delle costruzioni di gioco. Forse più possesso alla Cavese, ma più occasioni concrete al Portici – restano, infatti, bianchi i guanti di Zizzania, chiamato in causa troppo poco per giocare contro una semicapolista. Gli azzurri passano in vantaggio grazie a Salvatore Manfrellotti – l’ex ACR Messina sta forse vivendo il suo miglior momento, fisicamente e atleticamente parlando – che lotta con la difesa, vince duelli e infila all’angolino battendo Anatrella. La sfortuna non manca, nemmeno quando i vesuviani vincono, tanto che la punizione di Banegas viene deviata ingannando Zizzania in controtempo. Gli uomini di Sarnataro, però, combattono la mala sorte tornando avanti col gol di Carotenuto – la mezz’ala ancora una volta si distingue, essendo decisivo in zona gol e diventando una spina nel fianco di Caserta, con i suoi strappi sulla corsia di destra. Nella ripresa, per quanto la Cavese provi a cambiare il punteggio, stavolta la sorte è amica: la papera di Anatrella, al 55′, concede a Manfrellotti la doppietta personale e il 3 a 1 porticese. Il finale lascia aperta la possibilità di colpi di scena: dopo il pareggio, tre minuti dopo di Foggia su rigore – un rigore certamente discutibile – gli assalti offensivi degli aquilotti spaventano troppo poco gli azzurri che rischiano soltanto nell’etra-time – è decisiva la risposta ancora una volta dell’estremo difensore di Sarnataro – e conquistano tre punti d’oro contro una squadra che mira alla C.
La salvezza e l’ultima parte di stagione. L’obiettivo è lì, a portata di mano: la salvezza tanto voluta è a pochi punti e, salvo sorprese clamorose, è difficile pensare che gli azzurri non l’aggrappino quanto prima. L’obiettivo, però, che Sarnataro ha ben chiarito in conferenza è divertirsi e concentrarsi sulla crescita individuale e collettiva, vivendo ogni gara comunque come fosse una finale. Il progetto, messo in piedi dalla società e affidato alla figura del tecnico porticese, deve rappresentare soltanto la base per il futuro della società azzurra. E la salvezza (ci si augura anticipata) deve essere l’opportunità per dare continuità al progetto cominciato nell’arco dell’attuale stagione. La mentalità dello staff azzurro, da sempre pronto a curare ogni minimo dettaglio inerente all’ambito sportivo o anche solo al gruppo squadra, sta gettando semi importanti per l’anno che verrà, semi sui quali bisognerebbe ancora puntare per dare realmente vita ad un ciclo che, ci si augura, possa gettare ancora più luce sulla società vesuviana.
Battere la Cavese resta una ciliegina sulla torta, di una stagione in cui s’è sentito poco di un Portici destinato ad essere coinvolto pericolosamente in una lotta per la retrocessione. È certo che l’andamento, fin qui, sia stato abbastanza altalenante, ma è anche vero che sotto gli occhi di tutti sono i progressi e i miglioramenti apportati dalla gestione Sarnataro. E forse, questi miglioramenti, non sono finiti qui. Forse questo Portici può dire ancora di più, fare, cioè, la voce grossa più volte perché no aspirando ad obiettivi più ambiziosi.
Il Portici stravolge i pronostici, la Cavese si arrende al “San Ciro”
