Pillole di Calcio – La doppia faccia della Roma: arbitro della corsa scudetto e ultima speranza italiana in Europa

Sono giorni di passione per gli amanti del fùtbol che nell’Uovo hanno trovato ben due settimane di calcio incessante, con la domenica di Pasqua a fare da trait d’union tra sette giorni all’insegna delle musiche delle Coppe europee e un’altra settimana a dover assistere alle vicende di casa nostra. Mentre la Champions ha già conosciuto le sue quattro semifinaliste – vale a dire Real Madrid, Liverpool, Manchester City e l’eroico Villareal –, il tanto vituperato calcio italiano perde un altro alfiere nella spedizione europea. Infatti, l’Atalanta di Gasperini paga, per l’ennesima volta in questa stagione, la legge al contrario del Gewiss Stadium, con il Lipsia di Domenico Tedesco che vince 2 a 0 in quel di Bergamo e si guadagna l’accesso alle semifinali di Europa League. Semifinali nelle quali non vedremo il Barcellona di Xavi, eliminato clamorosamente dall’Eintracht Francoforte che, al Camp Nou, si impone con il risultato finale di 3 a 2, dopo aver letteralmente dominato la scena, sia in campo che sugli spalti. L’uscita della grande favorita suona come una doppia beffa per la Dea che, non solo si vede sfilare via una qualificazione per degli episodi – alcuni anche grossolani come il rigore non dato per fallo di mano degli avversari –, ma si preclude anche un percorso verso la conquista della coppa che, di fatto, si è fatto meno impervio per tutti. Il modello Atalanta, pur essendo sempre riconoscibile in Europa, si riscopre, dunque, bisognoso di nuova linfa, nel frattempo data dai nuovi investitori in società ma che, in generale, dovrà arrivare nell’area sportiva, con un sostituto dell’ormai ex DS Sartori, nella rosa e, chissà, forse anche in panchina.

L’Italia, intanto, sfoglia la margherita sulla lotta scudetto e la finale di Coppa Italia. Le Milanesi sono attese dal derby di stasera che decreterà la prima finalista e che, quasi certamente, determinerà degli strascichi in vista della volata per la conquista del tricolore. La seconda stella nerazzurra o l’aggancio a “quota diciannove scudetti” da parte dei Rossoneri passa anche per il derby di coppa, in uno Stadio San Siro che, per l’occasione, sarà pieno. Potrebbe ripercuotersi sul campionato anche la seconda sfida di coppa tra Juventus e Fiorentina, con i bianconeri decisamente più quotati per giocarsi la finale dell’Olimpico del prossimo 11 maggio, forti della gara d’andata vinta al Franchi. La Viola, invece, è meritatamente in corsa per l’Europa, avendo dimostrato di poter lottare, e vincere, contro tutte le squadre, anche a latitudini più alte, come dimostra l’exploit di due domeniche fa al Maradona.

A proposito di Napoli: i ragazzi di Spalletti vengono fermati dalla Roma di Mourinho sull’1 a 1, nella loro corsa verso il tricolore, dopo un match dai due volti, nel quale poteva essere decisivo, in positivo, il primo, ovvero il volto di un Napoli concreto, organizzato e soprattutto vincente. La partita ci ha, invece, raccontato di una squadra raramente così rinunciataria, che ha facilmente prestato il fianco alla Roma e, soprattutto, ha regalato terreno alle prime due della classe.

La Roma, dunque, si ritrova ad essere, in parte, arbitro della lotta scudetto e dopo aver quasi tagliato fuori il Napoli del suo vecchio allenatore dalla corsa al primo posto andrà a fare visita all’Inter, in un match che si preannuncia carico di emozioni per il legame inscindibile tra i Nerazzurri e Josè Mourinho. Tuttavia, è bene precisare che, per l’Italia, la Roma non è solo questo.
Il Vate di Setùbal, nonostante una stagione poco esaltante, è forte del sostegno dello spogliatoio e, soprattutto, della piazza che vede avvicinarsi la vittoria di un trofeo dopo 14 anni. Infatti, dopo aver finalmente battuto il Bodo Glimt nel ritorno dei quarti di finale di Conference League, la Roma si è regalata un doppio confronto con il Leicester di Brendan Rodgers, già avversario del Napoli nella fase a gironi di Europa League. Le Foxes, dopo una stagione con altrettanti alti e bassi come i Giallorossi, restano una formazione di tutto rispetto, ben allenati dall’ex tecnico di Liverpool e Celtic e, soprattutto, che possono contare su individualità dal notevole tasso tecnico, come Tielemans e Maddison, con Jaimie Vardy da valutare causa infortunio al ginocchio.
La Roma, dunque, per la terza volta negli ultimi quattro anni, diviene l’ultima speranza per i tifosi italiani  di vedere una bandiera tricolore sventolare sul tetto d’Europa in questa stagione. L’ultimo a piantarla è stato proprio José Murinho nel 2010 e fa specie pensare che, a distanza di 12 anni, il destino del nostro calcio, passi nuovamente dalle mani dell’allenatore portoghese. È inutile dire quanto un trofeo internazionale possa essere ossigenante per tutto il nostro movimento, ancora tramortito per la disfatta mondiale, anche se si tratta della neo-nata Conference League. Il popolo romanista si è dimostrato encomiabile in occasione della partita europea dello scorso giovedì, a dimostrazione del fatto che non è il momento di essere schizzinosi ma di riscoprirci umili e, soprattutto, romantici, specie se è consentito farlo dal vivo, senza troppe limitazioni. È, certamente, necessario, esigere sempre molto di più dalle squadre e dai calciatori dei nostri campionati, in termini di proposta, di personalità, in generale, quindi, di cultura. Una cultura dell’equilibrio, che possa sì supportare l’ultimo baluardo giallorosso ma allo stesso tempo capire che la strada imboccata dal suo condottiero non è di certo quella giusta. La stagione della Roma, infatti, ha vissuto di sporadiche folate di orgoglio tramutatesi in vittorie, anche all’apparenza convincenti, ultime il derby con la Lazio e il ritorno nei quarti con i norvegesi del Bodo. Restano, tuttavia, le nubi su tutto ciò che si pensava potesse portare Mourinho in termini di proposta di gioco e che invece non è stato. Restano i dubbi su quale sia, in realtà, la vera identità di un gruppo, che ad oggi merita di stare fuori dalle prime quattro posizioni, ma che, allo stesso tempo, sembra essersene svincolato troppo presto.
E allora non resta che andare a prendersi quella Coppa dal dubbio prestigio e su quella fondare la nuova stagione per i colori giallorossi ma, in generale, per quelli Azzurri dell’Italia, perché dopo qualsiasi eventuale onore, sarebbero obbligatori gli oneri, e il nostro calcio ne ha diversi da rispettare… Anche con una certa urgenza.

Fonte foto: pagina ufficiale AS Roma