UFFICIALE – Benevento, Vigorito resta: “Non ho intenzione di smettere di fare il presidente, ma ad una condizione: insieme”

Nell’edizione speciale ad Ottochanneltv, andata in onda pochi minuti fa, è intervenuto il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, che ha rotto finalmente l’attesa dei tifosi facendo chiarezza sulle proprie decisioni: “Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo. Nei primi anni di presidenza avevo l’abitudine di saltare gli incontri con la stampa, perché avevo più piacere nel parlare con la gente – ha esordito il patron, ringraziando per lo spazio concessogli in relazione al futuro della società sannita. Dai discorsi dei tifosi ho sempre tratto la ragione per la quale sono a Benevento, e in questo momento mi piace ricordare le iniziative che ci sono state a mio supporto negli scorsi giorni. È bello sentirsi apprezzato, e spero che chi mi ascolta si renda conto che quanto successo non mi ha reso più importante, ma semplicemente più felice. I loro volti mi hanno fatto capire che non era ancora il momento che venisse meno la sfera rotonda, è stata una forte emozione. Come un fulmine a ciel sereno è arrivato tutto l’affetto della parte bella di Benevento – ha specificato Vigorito. Verrebbe quasi da dare sempre le dimissioni, se questa è la reazione dei tifosi (sorride, ndr)“.

Tuttavia, il patron è ritornato sul principale motivo che lo stava spingendo alle dimissioni e a farsi da parte: “La ragione principale per la quale stavo andando via: il disinteresse della gente. Un disinteresse che non è relativo agli incassi al botteghino, quanto alla mancanza dei volti dei bambini sugli spalti, alla tristezza perché c’è gente che preferisce rimanere sulla poltrona. Da presidente – ci tiene a rimarcare il presidente giallorosso – sono stimoli che non pretendi, ma ti aspetti, ti aspetti il calore umano”. Inevitabile, poi, il ritorno allo striscione che ha dato origine a tutto: “Arriva qualcuno che non solo esprime dissenso, ma emette una sentenza: ‘vattene’. Questa, per me, non è opinione; opinione significa scrivere con grande trasparenza una visione uguale o diversa da quella degli altri, ma essendo disposti anche all’ascolto. Altrimenti è una caccia alle streghe”. La pausa di riflessione del patron ha tenuto tutti col fiato sospeso: “È stata dovuta non soltanto all’ultimo anno, ma anche agli anni trascorsi in lockdown, al distacco della tifoseria e a qualche risultato sul campo che non avremmo voluto. Allora finisci per sentirmi uno di troppo, ed io non ho mai voluto sentirmi così. Il pallone è un mezzo per arrivare ai sorrisi della gente, questo è il mio approccio al calcio e tale rimarrà. E prima che questo mio vivere il calcio fosse turbato dall’indifferenza ho preferito e preferisco ancora oggi andar via con i ricordi degli anni trascorsi, fino ai fischi di Como e agli applausi per le promozioni. Emozioni che nessuno può cancellare”.

Oltre all’estraneità della gente, però, Vigorito ha anche sottolineato le incomprensioni che ci sono state con il comune: “C’è una estraneità da parte della città, e di questo, come di altri problemi, abbiamo parlato io e il sindaco Mastella, che voglio ringraziare per la cordialità dimostratami, anche quando c’era da esporre delle critiche. S’è parlato delle opere che devono essere a carico del comune, manutenzione di settori che ci hanno costretto alla riduzione di spettatori. E quello che m’è dispiaciuto è che questo avviene senza una comunicazione ufficiale, come se io avessi il dovere di fare il presidente, ma gli altri il diritto di criticarmi – ha sottolineato con forza il patron. Questo è ciò che mi ha stancato”.

S’avverte, però, il bisogno di un ritorno al passato: “Sono convinto di una cosa: che dobbiamo riprendere le vecchie abitudini. Fra queste la prima sarà andare a vedere una volta a settimana la squadra allenarsi a porte aperte“. Poi la sorpresa sugli abbonamenti: “So che la crisi ha tagliato le gambe a tante persone, ma quest’anno ci sarà una sorpresa sui prezzi degli abbonamenti, e la gente non potrà tirarsi indietro. Farò una campagna abbonamenti con la quale aiuteremo tutti, senza che ci sia bisogno di chiedere. Voi diate la vostra risposta, poiché chiedo soltanto un impegno: quello di tornare a tingere ancora una volta il Ciro Vigorito di giallorosso”. Sulla stagione che sarà: “Sarà una stagione complicata visto che, col Pordenone retrocesso, il Benevento è la squadra attualmente con meno spettatori presenti allo stadio. Poi ci saranno compagini come Genoa, Cagliari, Venezia, oltre al promosso Bari, il Parma e forse anche il Palermo. Squadre che hanno fondi sovrani, vale a dire fondi che godono della bellezza di miliardi, non milioni, ma miliardi. Un movimento di denaro che non si sa perché sia presente nel mondo del calcio e che non può avvantaggiare presidenti come me, che lavorano da soli e sono sempre più rari”.

La sensazione di scoraggiamento, infatti, permane: “Ho sempre l’impressione, iscrivendomi a questo campionato, che io sia un cacciatore la cui canna del fucile arriva fino a 100m, ma gli uccelli sono a 101”. La soluzione, però, rimane soltanto una: Quest’ultimo metro possiamo farlo soltanto in un modo: insieme. E se proprio saremo passivi, ben venga il confronto, che non ho mai rifiutato perché siamo in democrazia. Forse mi vengono dette cose nel modo sbagliato, ma se sono tacciato di essere un presidente che non è presente tra la folla allora vuol dire che i miei 16 anni sono stati inutili”. I ricordi, però, si susseguono forti: “Poi penso allo spettacolo della Curva Sud. Quelle persone avranno sempre Vigorito, fin quando riuscirò ad essere presidente. C’è chi mi dice scherzosamente che l’età avanza, ma voglio dire a questi signori che godo di ottima salute e che non ho alcuna intenzione di smettere di fare il presidente, ma ad una condizione: insieme. Altrimenti meglio andare al mare o giocare a golf. Fin quando ci sarà anche una sola fiammella – ribadisce Vigorito – o anche un solo tifoso che vorrà la mia permanenza, io non andrò via”.

Infine, sulla squadra: “Con questi presupposti verrà costruita sempre una squadra dignitosa che, come dice la Sud, suderà la maglia”. Poi, i saluti per concludere: “Ringrazio tutti quelli che mi hanno ascoltato e spero che quanto detto non venga travisato. Vi faccio e mi faccio gli auguri di buon campionato. Ci sarà da aspettare un po’ perché c’è la fila, ma sarà come un ritorno al passato, grazie a tutti”.