Il Napoli inaugura magnificamente il proprio ritorno in Champions League dopo due stagioni di assenza, annientando, sotto tutti i punti di vista, una corazzata come il Liverpool vice Campione d’Europa, il tutto in un Maradona gremito e ribollente di passione. Una notte magica e che passerà alla storia per una delle migliori prestazioni di sempre degli azzurri in campo internazionale. Napoli che si è espresso su livelli elevatissimi di qualità, ritmo e intensità, mettendo i Reds totalmente alle corde. Il roboante successo ai danni degli uomini di Klopp consiste in un’impressionante prova di forza e autorevolezza, infatti, da parte della squadra, è emersa, così come in occasione della precedente gara contro la Lazio, una rilevante fiducia in se stessa e, di conseguenza, la grande padronanza nell’inseguire costantemente i propri principi di gioco. Dunque si è avuta la conferma di come, il Napoli, abbia attualmente la forza e la convinzione di poter imporre le proprie idee sempre, a prescindere dal tipo di avversario che ha di fronte. La partita contro lo Spezia rappresenterà un altro passaggio fondamentale, in quanto, come affermato da Spalletti, il raggiungimento di grandi obiettivi è perseguibile soltanto con la costanza di rendimento. La notte da sogno in quel di Fuorigrotta dello scorso mercoledì, ha visto una prestazione stellare del collettivo, ma anche delle prove individuali di altissimo livello, tra le quali spicca, ovviamente, il magistrale debutto in Champions di Khvicha Kvaratskhelia.
Dopo aver messo a segno la bellezza di quattro gol in cinque giornate di campionato, l’impatto del classe 2001 è stato devastante anche al debutto nella massima competizione europea. Il georgiano non dà neanche minimamente l’impressione di essere un ragazzo alle prime armi nel calcio che conta, ciò a dimostrazione di un talento puro e fuori dal comune. Kvara mostra caratteristiche di straordinaria completezza, che gli consentono, già da ora, di costituire un vero e proprio trascinatore e leader tecnico all’interno del nuovo Napoli. Infatti l’esplosività, la tecnica cristallina e le innate abilità nel vedere la porta, oltre alla spiccata propensione nel saltare l’uomo tramite la sua velocità palla al piede e le sue doti di dribblomane, fanno del 77 azzurro un elemento da cui diventa molto complicato poter prescindere. In occasione della sfida al Liverpool, emblematica è la giocata che gli ha consentito di fornire, al Cholito Simeone, la palla del 3-0 su un piatto d’argento. Il 21 enne si è prima sbarazzato della marcatura di Alexander Arnold con uno scatto fulminante e, in seguito, ha resistito con forza prorompente alla pressione di Gomez, che, nonostante l’avesse strattonato con insistenza, non è riuscito in alcun modo a frenare la sua devastante avanzata.
Ovviamente, essendo appena un 2001, gli andranno concessi anche degli errori di gioventù. La sua particolare tendenza nel rischiare molto spesso la giocata, consiste sì in un pregio, ma, allo stesso tempo, potrebbe esporlo, talvolta, a perdere qualche pallone di troppo. È però noto che, calciatori dotati della sua qualità, possono accendersi ed estrarre il coniglio dal cilindro in un qualsiasi momento, anche quando gli capita di incappare nella giornata storta: vedi la splendida palla servita ad Hirving Lozano in occasione Fiorentina-Napoli, ovvero un match nel quale, sino a quel momento, non era riuscito a rendersi particolarmente incisivo. È evidente che la presenza di Kvara alza notevolmente il tasso di qualità e pericolosità dell’offensiva partenopea, alla quale è in grado di conferire grande imprevedibilità, oltre alla fantasia generata dal suo diffuso bagaglio tecnico. Molto significative sono anche le considerazioni di Luciano Spalletti ogni qual volta gli vengono poste domande in merito al giovane esterno offensivo. Il tecnico ha più volte ribadito che si tratta di un ragazzo con ampi margini di miglioramento e che ancora deve sciogliersi sotto il profilo mentale. Queste sono dichiarazioni tramite le quali, il mister, sembra voler far intendere che il bello deve ancora venire. Perché se Khvicha riesce ad incidere in un modo così impetuoso già da ora, in un periodo che per lui è di adattamento, vuol dire che davvero siamo dinanzi ad un potenziale fenomeno.
