Dopo aver raccolto solamente due punti nelle ultime tre gare di campionato, il Napoli si appresta ad affrontare l’Udinese al Maradona con l’obbligo di ritrovare la vittoria, che in Serie A manca dalla partita interna contro il Sassuolo disputatasi lo scorso 27 agosto. Il pari maturato a Bologna ha visto scivolare gli azzurri a sette punti di ritardo dalla prima posizione in classifica dopo appena cinque giornate, un distacco davvero troppo ampio per una compagine che nella passata stagione si è laureata Campione d’Italia al termine di una cavalcata da vera e propria schiacciasassi. Tuttavia, rispetto alle prove opache fornite contro Lazio, Genoa a Braga, al Dall’Ara dei passi in avanti dal punto di vista della prestazione ci sono stati, con una squadra più compatta, ordinata e finalmente più corta tra i reparti. Soprattutto in riferimento al primo tempo, quello visto in terra emiliana è stato probabilmente il miglior Napoli da inizio stagione, per quanto, ovviamente, resti il lontano parente della squadra che con Luciano Spalletti in panchina ha incantato in Italia e in Europa tramite l’espressione di un calcio divenuto modello riconosciuto e stimato nell’intero panorama calcistico internazionale.
L’episodio di Bologna-Napoli che più ha fatto discutere è stato quello avvenuto al minuto 86, quando Garcia, dopo aver tolto Khvicha Kvaratskhelia per Elmas, ha sostituito anche Victor Osimhen inserendo al suo posto Giovanni Simeone. Una scelta che il numero nove azzurro non ha accettato di buon grado, lasciandosi andare ad una reazione stizzita e reclamando la possibilità dell’utilizzo di un attacco a due punte. Il gesto di Osimhen è sicuramente sbagliato, in quanto, condivisibile o meno che sia, un calciatore non deve mai contestare una decisione del proprio allenatore, soprattutto durante una partita e dunque in un momento nel quale si è sotto gli occhi di tutti. Partendo da questo presupposto, la suddetta sostituzione si aggiunge all’elenco delle varie decisioni a dir poco discutibili prese da Rudi Garcia, il quale, in controtendenza con il DNA della squadra, si è mostrato particolarmente propenso ad effettuare cambi conservativi, anche in fasi di partite che richiedevano un maggiore corraggio e quindi un irrobustimento del reparto offensivo per cercare con decisione la conquista dei tre punti; altro esempio lampante è l’inserimento di Zerbin per Kvaratskhelia nel finale di Genoa-Napoli. In effetti è una scelta alquanto inusuale quella di privare la squadra della propria punta di diamante nei minuti finali di una partita che stai pareggiando e devi provare a vincere ad ogni costo, tra l’altro contro un Bologna interamente arroccato nella propria metà campo ed in pratica mai resosi pericoloso in avanti. Ribadendo la non correttezza del gesto di Osimhen, la considerazione tattica del nigeriano in merito allo schieramento dell’attacco a due punte è pienamente condivisibile.
In tutta questa situazione è però giunto il momento di remare tutti dalla stessa parte per il bene del Napoli: squadra, allenatore ed anche ambiente. Sembra evidente che ad ora tra Garcia e i calciatori più rappresentativi non ci sia grande feeling, ma è assolutamente necessario che entrambe le parti si vengano incontro. Il tecnico è chiamato ad avere maggiore considerazione delle caratteristiche e delle abitudini recenti della squadra, oltre ad essere più empatico nei confronti di essa. Così come i calciatori hanno il compito di dare a Garcia la giusta considerazione e fiducia, che deve essere ovviamente alla base di un rapporto tra professionisti che hanno il comune scopo di far funzionare le cose. Dunque adesso non resta che ripartire dagli aspetti positivi della prestazione di Bologna per cercare di invertire la rotta e ritrovare al più presto morale, certezze e risultati.
Riguardo all’undici titolare con cui scenderanno in campo gli azzurri, si prevedono due variazioni rispetto all’undici titolare sceso in campo al Dall’Ara. Tra i pali ci sarà Meret. In difesa obbligata la conferma della coppia centrale Ostigard-Natan vista l’indisponibilità degli infortunati Rrahmani e Juan Jesus. A completare la linea a quattro ci sarà naturalmente capitan Di Lorenzo ad occupare la corsia di destra e presumibilmente Mario Rui ad agire su quella di sinistra, con il terzino portoghese che stavolta dovrebbe avere la meglio nel consueto ballottaggio con Olivera. A centrocampo nessun dubbio sulla presenza del classico terzetto con Anguissa e Zielinski mezz’ali e Lobotka in cabina di regia. Per quanto concerne il tridente d’attacco, si prevede il ritorno da titolare di Matteo Politano sull’out di destra, con il numero 21 azzurro che parte in vantaggio su Raspadori. Nessun dubbio sulla presenza di Kvaratskhelia sul versante sinistro e di Osimhen al centro.
Di fronte un’Udinese che in queste prime cinque giornate ha ottenuto tre punti, frutto di tre pareggi contro Salernitana, Frosinone e Cagliari e di due sconfitte contro Juventus e Fiorentina. Nel match di domenica scorsa contro la Fiorentina, i friulani, pur uscendo sconfitti, avrebbero sicuramente meritato di più per la prestazione offerta e la quantità di occasioni da gol create, non andate a buon fine anche in virtù della prestazione superlativa da parte del portiere viola Terracciano. Mister Andrea Sottil, alle prese con diverse assenze, schiererà il suo consueto 3-5-2. In porta ci sarà Silvestri. La linea a tre di difesa verrà composta da Perez, Bjiol e Kristense. Il centrocampo a cinque vedrà Ebosele e Kamara sulle corsie esterne con in mezzo Samardzic, Walace e Lovric. Mentre la coppia d’attacco verrà probabilmente formata da Thauvin e Lucca, con Pereyra che dovrebbe partire dalla panchina in quanto ancora non pienamente recuperato.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Ostigard, Natan, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Zielinski – Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Garcia
Udinese (3-5-2) Silvestri – Perez, Bjiol, Kristense – Ebosele, Samardzic, Walace, Lovric, Kamara – Thauvin, Lucca. All. Sottil
