Archiviata la sfida al Real Madrid in Champions League, il Napoli si rituffa sul campionato con l’obiettivo di chiudere al meglio il tour de force da ben sette gare nel giro di ventidue giorni, dopodiché ci sarà la sosta per lasciare spazio alle nazionali. L’ottava giornata di Serie A vedrà i Campioni d’Italia opposti alla Fiorentina, che in classifica occupa attualmente la terza posizione insieme proprio agli azzurri e alla Juventus. La partita contro i viola assume dunque un peso specifico rilevante, con il Napoli chiamato ad ottenere i tre punti per stabilizzare la zona Champions e proseguire l’inseguimento alle milanesi. Nonostante la sconfitta, la prova fornita contro il Real Madrid ha lanciato altri segnali incoraggianti dopo i netti progressi palesati con le due autorevoli vittorie ai danni di Udinese e Lecce. La notte europea ha inevitabilmente lasciato un certo rammarico per il risultato, ma allo stesso tempo c’è la consapevolezza di essersela giocarsela totalmente alla pari contro una delle migliori squadre al mondo, in un match che il Napoli aveva dato la sensazione anche di poter vincere quando dopo il 2-2 ha schiacciato i blancos all’interno della loro metà campo. In conclusione sono pesati gli errori individuali, ma il pubblico del Maradona ha riconosciuto la prestazione di livello ai propri beniamini, tributandogli un lungo applauso dopo il fischio finale.
Bisogna dunque ripartire da qui. Dopo i due poker consecutivi in campionato e l’immeritato KO con il Real, Napoli-Fiorentina consiste per certi versi nel crocevia vero e proprio di questa stagione, in quanto mette i partenopei dinanzi all’occasione di legittimare l’inversione di rotta e di dimostrare che la crisi d’identità può essere davvero ritenuta soltanto un lontano ricordo. In occasione delle due dominanti prove contro Udinese e Lecce, la squadra ha ritrovato la vena realizzativa e i meccanismi di gioco di spallettiana memoria, gli stessi grazie ai quali nella scorsa stagione gli azzurri hanno incantato in Italia e in Europa tramite l’espressione di un calcio divenuto modello a livello internazionale. Così come è stata ritrovata la condizione di diversi elementi chiave che nelle precedenti settimane erano parsi ancora lontani dalla miglior forma.
Dei passi in avanti si erano già notati in occasione della trasferta di Bologna, ma viene lecito chiedersi cosa abbia portato ad un cambiamento così repentino rispetto alle prestazioni opache contro Lazio, Genoa e, nonostante la vittoria, Braga. Un’ipotesi molto plausibile è quella che Garcia, dopo aver forzato troppo la mano provando ad adottare delle modifiche drastiche dal punto di vista tecnico-tattico, abbia fatto un passo indietro e preso atto di dover andare maggiormente incontro alle caratteristiche della squadra, mettendo da parte dei suoi dettami evidentemente non compatibili con il materiale a propria disposizione. Del resto il compito principale del tecnico francese era proprio quello di non rompere con il passato e dunque di non andare a stravolgere la macchina perfetta ereditata da Luciano Spalletti, che fu l’errore commesso da Carlo Ancelotti nel post Sarri. Se questa presa di consapevolezza troverà ulteriore conferma, ci sarà soltanto da fare gli applausi a Garcia. Anche perché, specie tra gli allenatori, fare un passo indietro non è da tutti e nel suo caso sarebbe sintomo di grande intelligenza ed umiltà, oltre che della volontà di mettere il bene della squadra davanti a tutto.
Riguardo all’undici titolare con cui scenderanno in campo gli azzurri, non sembrano esserci molti dubbi per Garcia. Tra i pali ci sarà Meret. In difesa si era ipotizzata, quantomeno per la panchina, la presenza di Amir Rrahmani, che ha svolto le ultime due sedute di allenamento parzialmente in gruppo ed è quindi quasi del tutto recuperato. Tuttavia il kosovaro non è stato inserito nella lista dei convocati e bisognerà dunque attendere la trasferta di Verona del prossimo 21 ottobre per il suo ritorno tra i disponibili. Di conseguenza, al centro della retroguardia è sicura la conferma della coppia Ostigard-Natan. La corsia di destra verrà ovviamente occupata da capitan Di Lorenzo, mentre il versante sinistro vedrà presumibilmente la presenza di Mario Rui, che si appresta a tornare in campo dal primo minuto dopo la polemica mossa dall’agente Mario Giuffredi. A centrocampo verrà schierato il classico terzetto con Anguissa e Zielinski mezz’ali e Lobotka in cabina di regia. In attacco pressoché certo il tridente con Politano e Kvaratskhelia ai lati di Osimhen.
Di fronte una Fiorentina reduce da tre vittorie e un pareggio nelle ultime quattro giornate e che sinora conta una sola sconfitta, vale a dire quella rimediata per mano dell’Inter alla terza giornata. In merito alla formazione iniziale dei viola, Vincenzo Italiano dovrebbe affidarsi ad un 4-2-3-1. In porta ci sarà Terracciano. In difesa linea a quattro con Kayode e Parisi terzini e la coppia Milenkovic-Martinez Quarta al centro. Il duo di mediana verrà composto da Arthur e Duncan. Mentre il tridente alle spalle della punta vedrà Nico Gonzalez sull’out di destra, Bonaventura nella posizione di trequartista e a sinistra uno tra Brekalo e Kouamè, in ballottaggio tra di loro. Il terminale offensivo sarà probabilmente Beltran, che parte avanti nel ballottaggio con Nzola.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Ostigard, Natan, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Zielinski – Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Garcia
Fiorentina (4-2-3-1) Terracciano – Kayode, Milenkovic, Martinez Quarta, Parisi – Arthur, Duncan – Gonzalez, Bonaventura, Brekalo – Beltran. All. Italiano
