Napoli, in casa dell’avversario. Come arriva il Milan alla sfida del Maradona

Dimenticare una settimana da incubo ed invertire il trend negativo negli scontri diretti. Questi gli obiettivi del Milan, secondo in classifica con 21 punti, che nel secondo incontro di cartello della decima giornata del campionato di serie A scende in campo al Maradona per sfidare, fischio d’inizio previsto domani alle ore 20:45, il Napoli, quarto a quota 17. Il tracollo di mercoledì sera al Parco dei Principi complica sensibilmente i piani dei rossoneri che, al momento, occupano l’ultimo posto.

La qualificazione non è assolutamente preclusa anche perché nelle prossime tre partite due si giocheranno in casa ma la situazione attuale impone le vittorie negli scontri diretti e la ricerca del risultato positivo con i transalpini. Prioritario ora resettare le scorie di una serata in cui i rossoneri hanno pagato a caro prezzo la mancanza di equilibrio tra i reparti che ha favorito le micidiali ripartenze dei transalpini. La squadra era stata molto brava a reagire alla batosta subita nel derby ma ora dovrà tirare fuori tutto quel che ha per ritrovare sé stessa. La capacità di finalizzare adeguatamente la mole di gioco prodotta rappresenta, al momento, il limite maggiore di una squadra che in Champions è ancora a secco e nelle ultime quattro uscite ha realizzato un solo gol. Mancano all’appello le punte: Leao non timbra il cartellino dalla scorso 23 settembre contro il Verona mentre Giroud è fermo addirittura al rigore del provvisorio 0-1 nel match dello scorso 01 Settembre contro la Roma; ad oggi Pulisic, quattro i centri messi a referto dall’americano, è il più prolifico della truppa rossonera. Il portoghese è, senza dubbio, il giocatore di maggior spessore tecnico e l’elemento in grado di fare la differenza ma per riuscirci deve acquisire una continuità di rendimento fin qui molto spesso mancata. Pioli dovrà essere bravo a ricompattare l’ambiente e a restituire ai suoi quell’equilibrio tattico totalmente mancato mercoledì quando una formazione lunga e sfilacciata ha concesso ai francesi quegli spazi in ripartenza in cui sanno essere letali. Ragionevole pensare ad una squadra corta, capace di raccogliersi in pochi metri, con le linee strette e compatte per poi recuperare palla e sfruttare l’abilità in ripartenza dei suoi velocisti. Sembra molto probabile pensare che Adli, o Krunic se dovesse partire titolare, possano francobollare a uomo Lobotka con l’intento di escludere dalla partita la principale fonte di gioco avversaria. Curare le distanze tra i reparti potrebbe rivelarsi fondamentale contro una rivale che quando ha la possibilità di attaccare la profondità sa essere letale.