Napoli-Milan, vietato sbagliare: ultima chiamata per Garcia. Ecco le probabili formazioni

In seguito alle vittorie ai danni di Verona e Union Berlino, soltanto un exploit in un big match permetterebbe al Napoli di intraprendere realmente la via della guarigione. Napoli-Milan assume il sapore di ultima chiamata per Garcia, del quale, sino a questo momento, con l’alzarsi dell’asticella si sono sistematicamente acuite le evidenti pecche nella gestione e lettura della gara. La sfida ai rossoneri può dunque segnare la resa dei conti in merito alle prospettive della stagione azzurra. I due successi in trasferta hanno dato una boccata d’ossigeno dopo il tonfo interno contro la Fiorentina e le conseguenti due settimane di caos totale, con il presidente De Laurentiis che ha in un primo momento pubblicamente delegittimato Garcia per poi commissariarlo dopo il nulla di fatto nel tentativo di ingaggiare Antonio Conte come nuovo tecnico, dando il via ad una totale supervisione in prima persona di tutto ciò che accade quotidianamente al Konami Training Center di Castel Volturno. Fino ad arrivare alle contradditorie dichiarazioni rilasciate da patron e allenatore in occasione delle conferenze stampa tenutesi il 19 e 20 ottobre.

Le due vittorie di fila, tuttavia, non bastano per cominciare a parlare concretamente di uscita dalla crisi, perché ottenute in quella cerchia di partite in cui la superiorità tecnica del Napoli nei confronti delle avversarie è tale da poter anche andare oltre tutte le difficoltà date da una situazione molto delicata. Inoltre la prestazione fornita all’Olympiastadion non ha per nulla convinto, così come l’ultima mezz’ora del Bentegodi, durante la quale sono state concesse occasioni di troppo al Verona e si è corso seriamente il rischio di rimettere in discussione il risultato. Al di là dei tre punti fondamentali in ottica qualificazione agli Ottavi di Champions League, conquistati grazie ad un gol arrivato all’unico tiro in porta nell’arco dell’intera gara, contro l’Union Berlino si è visto un Napoli senza idee ed in palese difficoltà nello sviluppo della manovra. La prova in terra tedesca non ha dunque lasciato segnali incoraggianti in prospettiva futura, soprattutto in vista di sfide contro avversari di maggiore rango, dove, come dimostrato dalle sconfitte da film dell’orrore contro Lazio e Fiorentina, è decisamente più complicato che le sole qualità dei singoli bastino per sopperire alle evidenti lacune tattiche del calcio di Garcia.

Ad oggi il grande problema di questo Napoli è dato proprio dalla presenza di un allenatore che ha voluto spocchiosamente rompere con il passato, privando la squadra di gran parte delle proprie certezze e rendendosi colpevole di un delitto calcistico ai danni della macchina perfetta costruita da Luciano Spalletti. Il tecnico francese, piuttosto che cercare quanto più possibile di esaltare le caratteristiche della rosa, sta proseguendo imperterrito nell’imposizione di idee che sono totalmente agli antipodi rispetto alle prerogative del materiale di cui dispone. Il forte rischio che gli azzurri disputino una stagione nettamente al di sotto delle proprie potenzialità, nasce proprio da questa mancata ricerca di uno stile di gioco compatibile con i principi che la squadra era abituata a mettere in atto.

Visto un campionato che, almeno per quanto accaduto finora, non sembra avere una schiacciasassi in grado di ammazzare il torneo, è alquanto riduttivo da parte di Garcia definire il quarto posto come reale obiettivo. Di certo non vi è la pretesa di dominare nuovamente il campionato, perché la consapevolezza che quanto accaduto nella passata stagione sia un qualcosa di quasi irripetibile c’è tutta, ma, con a sua disposizione un organico di tale qualità e spessore, Garcia avrebbe il dovere di mettere il Napoli Campione d’Italia nelle condizioni di ottenere in scioltezza l’accesso alla prossima Champions League e di lottare fino alla fine per difendere il tricolore in petto. Ma considerata l’inadeguatezza del tecnico, attualmente l’unica luce in fondo al tunnel è data dalla compattezza dello straordinario gruppo di cui questo Napoli gode e dall’indiscutibile grande forza della squadra stessa. Sulla base di questo dato di fatto è chiaro che, per quanto Raspadori e Simeone costituiscano due alternative di lusso, l’assenza di un elemento imprescindibile come Victor Osimhen rischi di pesare come un macigno in grandi appuntamenti quale il Napoli-Milan di stasera.

Riguardo all’undici titolare con cui scenderanno in campo gli azzurri, infine potrebbe essere schierata la medesima formazione di Berlino. Tra i pali ci sarà Meret. Davanti all’estremo difensore friulano, certa la conferma dei tre quarti della linea difensiva, con capitan Di Lorenzo ad occupare la corsia di destra e la coppia Rrahmani-Natan al centro. Mentre sul versante sinistro c’è il consueto ballottaggio tra Mario Rui ed Olivera, con a partire favorito il terzino portoghese, che dunque dovrebbe disputare la sua terza gara consecutiva dal primo minuto. A centrocampo torna a disposizione Frank Anguissa dopo l’infortunio rimediato lo scorso 8 ottobre durante Napoli-Fiorentina, ma il camerunese, stando alle dichiarazioni di Garcia in conferenza stampa, non ha i novanta minuti nella gambe e con ogni probabilità partirà quindi dalla panchina. Di conseguenza, nella posizione di mezz’ala a destra è presumibile la conferma di Jens Cajuste, ma non si esclude la presenza di Eljif Elmas, che in questa stagione non è mai partito titolare. Gli altri due slot del terzetto vedranno ovviamente Lobotka in cabina di regia e Zielinski mezz’ala a sinistra. In merito al tridente d’attacco, ai lati è pressoché scontata la conferma di Politano e Kvaratskhelia, mentre per il ruolo di centravanti Raspadori parte ancora una volta avanti nel ballottaggio con Simeone.

Di fronte ci sarà un Milan attualmente secondo a quota 21 punti e reduce dalle due sconfitte consecutive rimediate per mano di Juventus e Paris Saint Germain, che hanno generato non pochi malumori nell’ambiente rossonero, con Stefano Pioli finito anch’esso al centro delle critiche. Al Maradona questa sera, sarà dunque un match per certi versi indecifrabile e molto delicato per entrambe le squadre. Milan che si schiererà anch’esso con il 4-3-3. In porta ci sarà Maignan. Il quartetto difensivo vedrà Calabria e Theo Hernandez sulle fasce con Kalulu e Tomori a formare la coppia centrale. A centrocampo, vista l’assenza di Loftus-Cheek, le mezz’ali saranno Musah e Reijndersz, con Krunic in mezzo ai due. Mentre in attacco ci sarà il tridente classico con Pulisic e Leao ai lati di Giroud.

Probabili formazioni

Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Natan, Mario Rui – Cajuste, Lobotka, Zielinski – Politano, Raspadori, Kvaratskhelia. All. Garcia

Milan (4-3-3) Maignan – Calabria, Kalulu, Tomori, Theo Hernandez – Reijnders, Krunic, Musah – Pulisic, Giroud, Leao. All. Pioli