Napoli-Verona, tappa fondamentale per la scalata verso la Champions: Mazzarri con il dubbio tra il 3-4-3 e il 4-3-3

In seguito alla spedizione in quel di Riyadh per la Supercoppa Italiana e alla sfida dell’Olimpico contro la Lazio, il Napoli torna a Fuorigrotta. Archiviato il calciomercato, conclusosi con quattro innesti ma senza il tanto agognato difensore, gli azzurri si apprestano ad affrontare il Verona in una gara da vincere a tutti i costi per dare uno slancio deciso alla scalata verso il quarto posto. Napoli che dovrà ripartire dai passi in avanti mostrati nelle ultime tre gare. È fuori discussione che si debba andare alla ricerca di una maggiore proposta di gioco, ma, nell’analizzare la prestazione fornita a Roma la scorsa domenica, è giusto in primis contestualizzare il momento. Infatti se si tiene conto della situazione di totale emergenza con cui i partenopei sono arrivati al match contro gli uomini di Maurizio Sarri, era oggettivamente complicato pretendere tanto di più rispetto a quanto visto. E’ molto importante che il Napoli abbia dato conferma della ritrovata solidità difensiva palesata in occasione delle due partite di Supercoppa Italiana contro Fiorentina e Inter, così come, altrettanto ritrovata, sembra essere l’anima del gruppo, che in queste ultime tre apparizioni ha dimostrato la forza di saper soffrire, di compattarsi nelle difficoltà e di lottare con le unghie e con i denti. Dunque lo stile “operaio” intrapreso da Walter Mazzarri a partire dalla Semifinale di Supercoppa contro la Fiorentina, consiste probabilmente nella strada migliore possibile da percorrere in base alle esigenze di questo momento storico.

D’altronde Mazzarri ci ha provato a riproporre lo stile di gioco del Napoli spallettiano, ma si è dovuto fare i conti con la dura realtà, ovvero che quel Napoli non esiste più. Di conseguenza adesso è giusto ed opportuno che il tecnico di San Vincenzo attui quel che rientra nelle proprie corde. Se si parte dal presupposto di subire pochi reti, una volta recuperato l’attacco al completo, di sicuro questa squadra ha la possibilità di vincere un bel numero di partite. Ci vorrà una maggiore mano da parte degli attaccanti, Osimhen e Kvaratskhelia in primis, che hanno indubbiamente tutte le qualità per aiutare a sopperire ad un gioco non brillante. In merito a questo tema, va anche considerato che Mazzarri non è stato il successore di Luciano Spalletti, ma è tornato a Napoli trovando le macerie ed ereditando una squadra demolita tatticamente, atleticamente e mentalmente da Garcia e dal suo staff. Se mister Walter fosse stato l’allenatore del Napoli da inizio stagione, sicuramente la riproposizione dei principi di gioco spallettiani avrebbe avuto una maggiore possibilità di riuscita, visto che ci sarebbe stato modo di proseguire su quella strada con una squadra che non aveva mai smesso di farlo. Partendo da queste premesse, il compito di non stravolgere la macchina perfetta costruita dal tecnico fautore del terzo scudetto e di permettere ai calciatori di proseguire su quella stessa lunghezza d’onda spettava quindi proprio a Rudi Garcia, in quanto primo allenatore dopo Spalletti.

Riguardo all’undici titolare con cui scenderanno in campo gli azzurri, permane il dubbio per quanto concerne il modulo di partenza, che sarà il 3-4-3 o il 4-3-3. In conferenza stampa Mazzarri ci ha comunque tenuto a chiarire che in merito allo schema di gioco ci sarà tanta variabilità fino a fine stagione, sia dall’inizio che a gara in corso. Secondo le ultime indiscrezioni, dopo aver utilizzato la difesa a tre per tre partite di seguito, il tecnico azzurro sta seriamente valutando il ritorno al 4-3-3. Tra i pali ci sarà Gollini. In difesa l’eventuale quartetto vedrebbe capitan Di Lorenzo ad occupare la corsia di destra, la coppia Rrahmani-Juan Jesus al centro e Mario Rui sulla fascia sinistra. Mentre a centrocampo, sempre in caso di schieramento del 4-3-3, agirebbero il rientrante Anguissa e Cajuste nella posizione di mezz’ali con Lobotka in cabina di regia. In caso di 3-4-3 invece, è probabile che la linea a tre di difesa verrebbe nuovamente composta da Ostigard, Rrahmani e Juan Jesus, con nell’eventualità Di Lorenzo e Mario Rui esterni di centrocampo ed Anguissa e Lobotka in mediana. L’unica certezza è il reparto d’attacco, dove tornerà il tridente con Politano e Kvaratskhelia ai lati di Simeone.

Di fronte ci sarà un Verona attualmente nel pieno del gruppone di squadre in lotta per la salvezza. Gli scaligeri sono diciassettesimi a quota 18 punti insieme a Cagliari ed Empoli. La compagine guidata da Marco Baroni ha perso diverse pedine importanti nel corso del mercato invernale, su tutti proprio il neo acquisto azzurro Cyril Ngonge. Veneti che si schiereranno con il 4-2-3-1. In porta ci sarà Montipò. La linea a quattro di retroguardia vedrà Tchatchoua e Cabal come terzini e Magnani con Dawidowicz al centro. In mediana dovrebbero esserci Duda e Serdar. Mentre nel tridente alle spalle della punta Folorunsho agirà da trequartista con Suslov e Lazovic ai suoi lati. Il terminale offensivo sarà con ogni probabilità Noslin, che dunque dovrebbe nuovamente fare il falso nove.

Probabili formazioni

Napoli (4-3-3) Gollini – Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Cajuste – Politano, Simeone, Kvaratskhelia. All. Mazzarri

Verona (4-2-3-1) Montipò – Tchatchoua, Dawidowicz, Magnani, Cabal – Duda, Serdar – Suslov, Folorunsho, Lazovic – Noslin.  All. Baroni