Napoli-Torino, azzurri con l’obiettivo di mettere pressione alle dirette concorrenti e di sfatare un tabù: Calzona verso tre cambi di formazione

Dopo la fondamentale vittoria ottenuta contro la Juventus, la parola d’ordine per il Napoli è sempre “continuità”. Gli azzurri si apprestano ad affrontare il secondo impegno casalingo nel giro di cinque giorni con l’intento di avvicinarsi al meglio al ritorno degli Ottavi di Finale di Champions League contro il Barcellona e di sfatare un tabù, perché nell’arco di questa stagione i Campioni d’Italia non mai sono riusciti a conquistare tre successi di fila. L’avversario sarà l’ostico Torino di Ivan Juric, contro il quale ci sarà anche da riscattare la debacle della gara d’andata, in occasione della quale è stato toccato il punto più basso dell’intera stagione. La sfida ai granata rappresenta una ghiotta occasione di guadagnare punti nei confronti delle dirette concorrenti per un posto nella prossima Champions League.

Infatti, un successo nella serata di domani, vedrebbe il Napoli, momentaneamente, agganciare l’Atalanta e ridurre ad una sola lunghezza il ritardo dalla Roma, con poi domenica i bergamaschi che se la vedranno con la Juventus all’Allianz Stadium e i giallorossi che affronteranno la Fiorentina all’Artemio Franchi. In ogni caso, le speranze che il Napoli ha di partecipare alla prossima edizione della massima competizione europea dipendono tanto dal posizionamento dell’Italia nel ranking stagionale legato al rendimento dei club nelle competizioni europee. Infatti se a fine stagione l’Italia dovesse essere nelle prime due posizioni, attualmente è prima, sarà possibile accedere alla Champions League anche tramite il quinto posto, la qual cosa potrebbe rendere decisamente meno complicata la rimonta. Mentre è evidente che nel caso in cui fosse necessario il quarto posto, i partenopei sarebbero chiamati quasi ad un miracolo, visti gli otto punti di ritardo e le tre squadre da scavalcare.

Nel frattempo bisognerà soltanto concentarsi sul tentativo di collezionare quanti più punti è possibile, ripartendo dalla notte di orgoglio, passione ed emozione vissuta la scorsa domenica, che ha visto un Maradona infuocato. Sino a questo momento è stata indubbiamente la notte più bella di questa stagione di grande sofferenza, che si spera possa assumere un volto differente in questo finale. Aveva bisogno di una soddisfazione del genere sia l’intero ambiente partenopeo che il gruppo squadra, il quale necessitava di tornare ad ottenere il bottino pieno contro una big in modo da togliersi un altro bel quantitativo di polvere da dosso e ricavare un’importante iniezione di morale, fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Per obiettività va precisato che la vittoria contro gli uomini di Massimiliano Allegri è stata ottenuta anche con una buona dose di fortuna, in quanto, pur essendo stato il Napoli ad avere le redini del gioco per larghi tratti, prevalendo di gran lunga nel possesso palla, ad avere le occasioni più importanti della gara è stata la Juventus, che ha collezionato cinque palle gol nitide. Da parte degli azzurri è sicuramente venuta a galla una certa vulnerabilità, data da una fase difensiva che resta lacunosa.

Probabilmente l’esporsi a dei rischi consiste nel prezzo da pagare in questo processo di riabilitazione intrapreso da Francesco Calzona, il quale sta facendo tutto il possibile per far riacquisire alla squadra quei principi di gioco a lei tanto cari ed attraverso cui, sotto la guida di Luciano Spalletti, ha dato vita ad un calcio stellare ed invidiato dall’Europa intera. Se quanto visto dal suo insediamento sulla panchina azzurra lo si rapporta al pochissimo tempo avuto a disposizione, è fuori discussione che Calzona ha ottenuto il massimo, viste le quattro gare da affrontare nell’arco dei suoi primi dodici giorni alla guida del Napoli. Contro la Juventus, al netto degli svarioni di troppo, dal punto di vista dell’interpretazione della partita, delle idee messe in atto e del carattere mostrato dalla squadra, i segnali risultano essere molto incoraggianti. Adesso il Napoli è tornato ad esprimere un calcio propositivo e a manifestare coraggio, la squadra sembra essere riuscita a scacciare via quella paura che l’ha attanagliata paura sotto le gestioni di Rudi Garcia e Walter Mazzarri.

Per quanto riguarda l’undici titolare con cui gli azzurri affronteranno il Torino questa sera, Calzona dovrebbe attuare tre cambi rispetto alla formazione schierata contro la Juventus. Tra i pali ci sarà Meret. Nella linea a quattro dinanzi all’estremo difensore friulano, Leo Ostigard subentrerà ad Amir Rrahmani andando ad affiancare Juan Jesus nella coppia centrale. Il kosovaro ha svolto parzialmente in gruppo l’ultima seduta di allenamento ed ha quasi totalmente smaltito l’infortunio rimediato durante Napoli-Juventus, ma verrà preservato in vista di Barcellona. Sulla fascia sinistra si prevede il ritorno dal primo minuto di Mario Rui, che parte in vantaggio nel ballottaggio con Olivera. Mentre la corsia di destra vedrà la conferma di capitan Giovanni Di Lorenzo. A centrocampo dovrebbe rivedersi dal primo minuto Piotr Zielinski. Con ogni probabilità verrà dunque concesso un turno di riposo ad Hamed Junior Traorè in vista della sfida al Barcellona, che il Napoli affronterà con gli uomini contati a centrocampo. Per la trasferta in Catalogna si spera di riuscire a recuperare Cajuste in modo da avere almeno un ricambio nel reparto. Tornando a stasera, gli altri due slot del terzetto vedranno sicuramente Anguissa nella posizione di mezz’ala a destra e Lobotka in cabina di regia. In merito all’attacco, si va nuovamente verso la conferma del tridente con Politano e Kvaratskhelia ai lati di Osimhen.

Di fronte ci sarà un Torino decimo in classifica a quota 37 punti e reduce da un solo punto ottenuto nelle ultime tre gare in virtù delle sconfitte rimediate contro Roma e Lazio e del pari interno contro la Fiorentina. Ma prima del KO all’Olimpico giallorosso i granata avevano racimolato ben sei risultati utili consecutivi e tre settimane fa erano a pari punti con il Napoli. Torino è sempre un osso duro e un cliente molto scomodo sotto l’aspetto tattico. Parliamo infatti di una formazione nota per la costante attuazione di un calcio molto aggressivo, tramite l’asfissiante pressing a uomo tipico delle squadre di Ivan Juric. Dunque il Napoli dovrà cercare di eludere la pressione avversaria tramite un palleggio di ritmo e qualità. Juric si schiererà con il suo classico 3-4-1-2. In porta ci sarà Milinkovic Savic. La linea a tre in retroguardia vedrà Djidji, Buongiorno e Masina. A centrocampo i granata dovranno fare a meno di Ilic, Ricci e Tameze. Il quartetto vedrà dunque Bellanova e Rodriguez agire sulle corsie esterne con in mezzo Gineitis e Linetty. In avanti Vlasic sarà il trequartista dietro al duo d’attacco, dove ad affiancare Zapata potrebbe esserci Pellegri, che parte in vantaggio nel ballottaggio con Sanabria.

Probabili formazioni

Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Ostigard, Juan Jesus, Olivera – Anguissa, Lobotka, Zielinski – Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Calzona

Milinkovic-Savic – Djidji, Buongiorno, Rodriguez – Bellanova, Linetty, Gineitis, Rodriguez – Zapata, Pellegri. All. Juric.