Sono sospese tutte le gare, le competizioni e le altre attività, anche di allenamento, degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, svolti a livello regionale o locale ‒ sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche. Così recita l’ultima ordinanza n° 620 della Regione Lombardia con la scelta del presidente Attilio Fontana che ha, di fatto, mandato nel caos il calcio di base. C’è da precisare, però, che nella seguente ordinanza non è compresa la Serie D che infatti oggi è andata in scena come di programma in maniera del tutto regolare. Dunque occorre precisare che la decisione non riguarda la suddetta serie, bensì tutte le attività locali o regionali che si trovano nei piani inferiori della “gerarchia calcistica”.
Al di là della questione Lombardia, però, occorre precisare i passi avanti compiuti in materia di calcio dilettantistico. In settimana, infatti, la LND ha specificato che è:
- Consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto, e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi. Esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere
Ciò significa, dunque, che anche il calcio dilettantistico ha aperto le porte alla riapertura degli stadi. E’ il motivo, infatti, ad esempio, della comunicato ufficiale del Portici,squadra impegnata nel girone H, con le istituzioni che non hanno ancora provveduto, sotto richiesta della società, ad effettuare il sopralluogo al San Ciro permettendo la riapertura dell’impianto nel rispetto delle norme di sicurezza emanate dalla stessa LND.
Poco fa, inoltre, la LND ha pubblicato le dichiarazioni di Cosimo Sibilia, in merito ad un potenziale “blocco” della dimensione dilettantistica del calcio. “Non sono solo le società professionistiche ad essere soggette ad un rigido protocollo da rispettare, ma anche quelle del calcio dilettantistico – ha cominciato il Presidente. “Tutto ciò in funzione di numerose persone che svolgono un ruolo sociale importante, con rinnovato impegno economico. Fermare lo sport di base sarebbe un disastro per la socialità e la società dello sport è organizzata e pronta ad affrontare questa situazione. Non siamo noi gli untori, lo dicono i numeri – ha poi concluso Sibilia, invitando, dunque, a riflettere sulla possibilità supposta di sospendere il calcio dilettantistico, scelta che avrebbe importanti conseguenze sociali oltre che economiche.
Una situazione sicuramente da monitorare e in merito alla quale seguiranno aggiornamenti: per ora la certezza è che la scelta della Regione Lombardia è stata presa in maniera autonoma. Tuttavia, se il governo dovesse decidere di allinearsi alle posizioni – certamente altrettanto motivate almeno quanto quelle di Sibilia – il calcio di base rischierebbe lo stop. Per quanto concerne, invece, la serie D, la situazione resta per ora invariata. Chi vivrà, vedrà.
