In seguito alla fondamentale vittoria ottenuta contro il Milan, sul cammino del Napoli c’è l’arduo ostacolo rappresentato dalla trasferta del Dall’Ara contro il temibile Bologna, attualmente quarto in classifica e determinato ad ottenere l’accesso alla Champions League per il secondo anno consecutivo. La sfida alla compagine felsinea assume per gli azzurri un peso specifico enorme, perché pone gli stessi dinanzi ad un’occasione ghiotta ed inaspettata, rappresentata dal pareggio dell’Inter al Tardini contro il Parma e dalla conseguente possibilità di riportarsi ad un solo punto dalla vetta. La missione del Napoli sarà quella di fare leva sulle proprie abilità nella lettura ed interpretazione delle partite in trasferta contro le prime della classe, confermate dai sedici punti ottenuti, frutto di quattro vittorie ed altrettanti pareggi, nelle otto gare disputate lontano dal Maradona contro le squadre della parte sinistra della classifica. Ai partenopei tuttavia, il successo in trasferta manca da quasi tre mesi, esattamente dallo scorso 18 gennaio, quando si imposero con il risultato di 2-3 in occasione della sfida al vertice con l’Atalanta al Gewiss Stadium di Bergamo.
I novanta minuti più recupero di Napoli-Milan, hanno raccontato del consueto Napoli a due facce dell’ultimo periodo. Gli azzurri infatti, dopo aver dominato in lungo e in largo il primo tempo ed aver mantenuto il totale controllo della gara fino al 60′, nell’ultima mezz’ora hanno evidenziato un notevole calo e rischiato di vedersi incredibilmente sfuggire una vittoria che, per quanto visto durante la prima ora di gioco, non sembrava minimamente in discussione. La notevole qualità e fluidità di manovra palesata nell’arco della prima frazione, ha costituito prova lampante di come questa squadra abbia nel proprio DNA il 4-3-3, con il quale riesce ad usufruire di tutta una serie di automatismi ben consolidati. Tra i benefici più evidenti del ritorno allo schema di gioco più familiare vi è stato il ripristino della consueta catena di destra, che per gran parte della stagione ha costituito l’asse portante dello sviluppo della manovra. Non a caso in questo Napoli-Milan l’asse Di Lorenzo-Politano è tornato a splendere.
Dalla contesa con i rossoneri sono emersi segnali importanti, su tutti quello di una squadra viva e che ha intenzione di lottare fino all’ultima goccia di sudore; allo stesso tempo però, per puntare con maggiore convinzione ad una continuità di rendimento all’altezza di quella avuta tra dicembre e gennaio, che è ciò che serve per avere possibilità concrete di tagliare l’agognato traguardo, c’è da soffermarsi sui ripetuti cali nei secondi tempi. Per prevalere al Dall’Ara, in una partita che sulla carta rappresenta l’ostacolo più arduo delle otto finali rimanenti, servirà un Napoli solido, coraggioso, pronto a sfruttare le occasioni che gli capitano e soprattutto costante nell’arco dei novanta minuti.
A maggior ragione contro una squadra in gran fiducia, che si contraddistingue per un calcio fatto di notevole intensità ed aggressività, reduce da sei vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia e che in campionato ha lo stesso numero di sconfitte del Napoli, ossia solamente quattro, non ci si potrà concedere passaggi a vuoto. In merito alle scelte di formazione, Vincenzo Italiano schiererà il suo consueto 4-2-3-1. In porta ci sarà Skorupski. Il quartetto di difesa vedrà Holm sulla fascia destra, Beukema e Lucumì a comporre la coppia centrale e Miranda a sinistra. In mediana presumibilmente ci sarà la conferma del duo Freuler-Ferguson. In attacco Orsolini, Odgaard e Ndoye formeranno il tridente alle spalle di uno tra Dallinga e Castro, il quale ha recuperato dal recente infortunio.
Per quanto riguarda l’undici titolare con cui scenderà in campo il Napoli, Conte opterà per la conferma del 4-3-3. A guidare la squadra dalla panchina, per via della giornata di squalifica rimediata dal tecnico salentino, ci sarà il vice allenatore Christian Stellini. Tra i pali ci sarà Meret. La linea a quattro di difesa vedrà capitan Di Lorenzo occupare la corsia di destra, Rrahmani e Buongiorno a formare la coppia centrale ed Olivera agire sulla corsia di sinistra. L’unico ballottaggio riguarda proprio il centrocampo, in riferimento al quale Anguissa e Gilmour si contendono la maglia da titolare nella posizione di mezz’ala a destra. Nessun dubbio invece sulla presenza di Lobotka in cabina di regia e sul ritorno di McTominay nel ruolo di mezz’ala sinistra in seguito alla sindrome influenzale che gli ha impedito di disputare Napoli-Milan. In merito all’attacco, pressoché certa la riproposizione del tridente con Politano e Neres ai lati di Lukaku.
Probabili formazioni
Bologna (4-2-3-1) Skorupski – Holm, Beukema, Lucumì, Miranda – Ferguson, Freuler – Orsolini, Odgaard, Ndoye – Castro. All. Italiano
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera – Anguissa, Lobotka, McTominay – Politano, Lukaku, Neres. All. Stellini
