Napoli, la questione modulo al centro dei dibattiti. Giusto andare avanti con la formula dei “Fab Four”? Ecco la possibile soluzione per favorire la convivenza tra De Bruyne e McTominay

La sosta di ottobre, pur essendo preceduta soltanto un piccolo scorcio di stagione, è di consueto già tempo di primi bilanci. Alla ripresa ad attendere il Napoli ci sarà un tour de force da ben sette gare in ventidue giorni, che avrà come missione il mantenimento del primo posto in campionato e la ricerca di altri punti preziosi per il cammino in Champions League. Gli azzurri ripartiranno da un bilancio di sei vittorie e due sconfitte in otto gare, nell’arco delle quali la squadra ha confermato di essere mentalmente sul pezzo e di non aver minimamente perso la fame, la determinazione, la dedizione e lo spirito di sacrificio che l’hanno contraddistinta durante la passata stagione. Tuttavia è un Napoli con ancora dei meccanismi da oliare e che deve ancora trovare la quadra definitiva dal punto di vista tattico.

Il principale tema di dibattito di questo inizio di stagione riguarda proprio l’assetto di gioco e l’attuazione del 4-1-4-1, ideato da Antonio Conte per far coesistere i pezzi da novanta del centrocampo azzurro, ossia Lobotka, Anguissa, De Bruyne e McTominay. L’avvento di Kevin De Bruyne all’ombra del Vesuvio ha segnato l’aggiunta di uno dei più forti centrocampisti dell’ultimo decennio ad un reparto che già nella passata stagione è risultato il migliore della Serie A per qualità, quantità e sostanza. Le capacità di inserimento di Anguissa e McTominay, autori di ben diciotto gol ed undici assist in due, sono risultate fondamentali per sopperire alla mancanza di esterni offensivi con un ampio numero di gol nelle gambe.

Con l’arrivo di KDB ci si è subito interrogati in merito alle modalità con cui Conte avrebbe gestito i big del centrocampo, dato che, nell’ottica del 4-3-3, si sarebbe dovuto sistematicamente rinunciare ad uno tra Anguissa, McTominay e De Bruyne. In effetti alla domanda su chi convenisse rinunciare tra un uomo imprescindibile per fisicità, energia, duttilità tattica e capacità di reggere l’intero reparto (Anguissa), tra l’uomo copertina del quarto Scudetto insieme a Conte e Lukaku (McTominay) e tra un fuoriclasse assoluto (De Bruyne), tutti hanno faticato a trovare una risposta. Inizialmente la strada percorribile sembrava quella di una continua alternanza. Sennonchè, durante il ritiro di Castel di Sangro, con il rientro in gruppo di McTominay in seguito all’infortunio rimediato nei primi giorni del ritiro di Dimaro-Folgarida, Conte ha intrapreso l’utilizzo della formula dei “Fab Four”.

In questo primo blocco di stagione, tale schema di gioco ha lasciato delle perplessità legate soprattutto allo sviluppo della manovra offensiva ed alla convivenza tra De Bruyne e McTominay. Quello che sino a questo momento è stato lo schieramento tipo, ha visto Lobotka agire dinanzi alla difesa e più avanzati Politano e McTominay larghi ed Anguissa e De Bruyne interni. Trattasi quindi di uno schieramento che non vede la presenza di un esterno offensivo puro sulla corsia di sinistra, motivo per il quale la manovra tende a svilupparsi con evidente prevalenza sul lato destro tramite il collaudato asse Di Lorenzo-Politano, la qual cosa rischia però di mettere l’avversario in condizione di poter impiegare gran parte delle proprie risorse difensive da un unico lato e conseguentemente di prendere più facilmente le misure. Si sta rivelando determinante per sopperire, almeno in parte, alla mancanza di una vera e propria ala sinistra il rendimento devastante di Leonardo Spinazzola, il quale sta agendo da vero e proprio esterno a tutta fascia. Attraverso le sue costanti progressioni, l’abilità nel creare superiorità numerica e gli ottimi palloni serviti, sta riuscendo ad alzare in maniera rilevante l’indice di qualità e pericolosità della squadra.

Per qualità di prestazioni Spinazzola è stato probabilmente il migliore in assoluto nell’arco di queste prime otto partite stagionali, palesandosi in totale stato di grazia ed esprimendosi su livelli di velocità ed esplosività che non toccava dall’Europeo disputatosi nell’estate del 2021, che lo vide affermarsi come uno dei migliori calciatori della competizione prima del grave infortunio al tendine rimediato in occasione del match di Quarti di Finale contro il Belgio. Non a caso le partite in cui il Napoli ha più visibilmente risentito di una corsia di sinistra non sufficientemente presidiata in zona offensiva sono state quelle contro Milan e Sporting Lisbona. Come noto in occasione della sfida ai rossoneri Spinazzola era indisponibile, mentre con la compagine portoghese ha agito sulla fascia destra perché c’era da sostituire Di Lorenzo, che in Champions League aveva da scontare una giornata di squalifica da scontare in seguito all’espulsione rimediata in casa del Manchester City. Soprattutto una volta che avrà raggiunto una condizione fisica ottimale, anche Miguel Gutierrez potrà costituire un’arma preziosa da questo punto di vista. Dato che in un assetto che non prevede un esterno offensivo naturale sulla fascia sinistra è necessario schierare su quel lato stesso un terzino particolarmente abile in fase di spinta, nell’ottica del 4-1-4-1 potrebbe trovare meno spazio Mathias Olivera, il quale ha caratteristiche prettamente difensive.

È probabile che talvolta Conte torni ad utilizzare il 4-3-3 ma, ad ora, nè Neres nè tantomeno Lang hanno spinto il tecnico salentino a compiere un passo indietro ed a giungere alla conclusione che valga la pena rinunciare alla formula dei “Fab Four”, che al momento è destinata a rimanere quella base. In ogni caso però, soprattutto pensando a quando ci sono da affrontare squadre che adottano un blocco basso, Neres e Lang sono due calciatori che, con la loro esplosività, inventiva e capacità di saltare l’uomo, hanno i mezzi per costituire due pedine importanti, anche a gara in corso. È dunque certo che alla lunga, con un calendario che man mano sarà sempre più fitto di impegni, il brasiliano e l’olandese troveranno il loro spazio. Il 4-3-3 è destinato a tornare di moda con costanza durante il periodo in cui Anguissa mancherà per via della Coppa d’Africa ed in quella fase sarà ancor più necessario un apporto rilevante da parte dei due esterni offensivi in questione e naturalmente anche di Elmas. Nel frattempo Neres dovrebbe nuovamente partire titolare nella sfida esterna al Torino di Baroni. Fortunatamente l’infortunio rimediato da Matteo Politano in Napoli-Genoa non è di grave entità e per la trasferta torinese dovrebbe già essere a disposizione, ma con ogni probabilità non verrà rischiato dal primo minuto.

Per avere lunga vita, lo schieramento con i quattro centrocampisti necessita però della chiave per la coesistenza di De Bruyne e McTominay. Sino a questo momento l’uomo che più sembra aver risentito di questo cambio modulo è proprio Scott McTominay, che è esposto ad un notevole sacrificio in fase di non possesso, la qual cosa sta fortemente limitando i suoi inserimenti in area di rigore rispetto alla passata stagione, quando le sue grandi doti da incursore sono appunto state decisive per la conquista del tricolore. Nell’arco della gara l’anglo-scozzese e De Bruyne tendono spesso ad occupare la stessa porzione di campo ed effettivamente il numero otto sembra privato del raggio d’azione a cui era abituato. In alcune gare anche lo stesso KDB è risultato eccessivamente distante dalla porta ed esposto ad un considerevole dispendio energetico in fase di ripiego, che ne ha certamente limitato l’efficacia offensiva.

Per quanto concerne De Bruyne, in occasione delle ultime due gare qualcosa è cambiato. In particolare nella partita contro il Genoa, in cui ha avuto un impatto devastante entrando ad inizio secondo tempo, l’ex Manchester City ha occupato una posizione più avanzata rispetto alle precedenti uscite, che in fase di possesso l’ha visto agire magnificamente a supporto di Rasmus Hojlund in una sorta 4-4-1-1/4-2-3-1. Con Sporting Lisbona e Genoa si è avuta conferma di come l’asse De Bruyne-Hojlund, con il belga ad inventare ed il danese ad attaccare la profondità sui suoi suggerimenti, costituisca arma letale e la chiave per usufruirne stabilmente sarebbe l’utilizzo di KDB a ridosso del centravanti ex Atalanta e Manchester United. La chiave per consentire sia a De Bruyne che a McTominay di esprimersi al meglio può dunque essere proprio questa, ossia l’utilizzo di un 4-4-1-1 che darebbe modo a KDB di incidere maggiormente in zona offensiva e di sfruttare a pieno l’intesa con Hojlund, le cui possibilità realizzative sarebbero destinato ad alzarsi notevolmente. Allo stesso tempo, con De Bruyne più avanzato, McTominay, pur partendo sulla carta sempre da posizione laterale, avrebbe modo di spaziare molto di più e quindi di godere di una maggiore libertà di movimento, interpretando il ruolo proprio come nella fase finale della passata stagione, quando, a causa dell’indisponibilità di Neres per infortunio, Conte adottò il 4-4-2 ed in quella fase l’MVP della Serie A 2024/2025 fu letteralmente devastante.

Foto: SSC Napoli